Cesare giorno per giorno
IRENE BIGNARDI, UNA GUIDA
Irene Bignardi è una firma eccellente de "La Repubblica", le sue critiche cinematografiche sono colte, acute, intelligenti e scritte con grazia. Uno dei miei libri preferiti è una sua guida pubblicata da Marsilio, "Le cento e una sera", sottotitola, appunto, "piccola guida personale al cinema in dvd". Un compagno di viaggio prezioso per chi ama il cinema. Mi dispiace solo - sono un vecchio brontolone - che l'elenco dei film recensiti e consigliati sia all'inizio sia alla fine del volumetto (una ripetizione inutile), secondo le categorie inventate, con una interessante tecnica selettiva, da Irene: Notizie dal mondo, Il bel paese, Scene madri, That's entertainment, I nuovi classici, Stardust, Made in the Usa, Fondamenta... Perchè due volte? Avrei preferito, oltre a queste categorie, un indice dei film e dei nomi in ordine alfabetico, per rendere più semplice la ricerca. Un lapsus editoriale. Comunque grazie, signora Bignardi: spero di rivederti presto.
 
FROMM, AVERE O ESSERE?
Ispirandomi a Erich Fromm e al suo celebre libro, ho dedicato aslla sua domanda - di etena attualità - il mio ultimo incontro con i giovani iscritti alla mia Accademia Studio 254. Alla domanda "Chi preferisce avere e chi preferisce essere?", poche sono le mani che si sono alzate a favore dell'essere. Peccato. Una piccola conferma di quanto sia valida la presentazione in controcopertina (di un Oscar Mondadori) di ciò che pensa Fromm dell'uomo contemporaneo, "ridotto a ingranaggio della macchina burocratica, manipolato nei gusti, nelle opinioni, nei sentimenti dai governi, dall'industria, dai mass media....". Per un'oretta mi sono affannato, direi inutilmente, a spingere l'uditorio - a cui sono molto affezionato - verso la superiorità dell'essere. Ma ex cathedra, non funziona. Certi valori, si possono capire solo attraverso le esperienze personali.
 
101 PERCHE' SULLA STORIA DI ROMA
Ilaria Beltramme, 35 anni, è un'appassionata di storia dell'arte e un'intelligente scrittrice divulgativa nel settore del tempo libero. Con Newton Compton aveva già pubblicato una guida atipica e interessante, "101 cose da fare a Roma almeno un a volta nella vita". Un titolo che non poteva sfuggire a un onnivoro come me. Un onnivoro pigro, mi definirei però, perchè ho scoperto solo oggi, ma era stato pubblicato due anni fa, un altro delizioso libro, sempre della Beltramme e di Newton Compton: "101 perché sulla storia di Roma che non puoi non sapere". Da tenere sul comodino e sfogliare nei momenti di ricerca di relax, anche per misurare (come farò io, con severità verso me stesso) la propria ignoranza. Per dare l'idea dei curiosi perché... Perché Romolo doveva uccidere Remo? Perché Nerone non era poi così cattivo? Perché San Giuseppe è il santo dei bignè? Perché Caravaggio fu cacciato da San Pietro? Perché a Gandhi piaceva la Garbatella? Perché esiste una via delle Zoccolette?... E così via. Una goduria dello spirito. 
 
GENOA DISASTROSO IN TRASFERTA
Solo i veri tifosi di calcio possono capirmi. E' possibile lasciarsi influenzare l'umore dai risultati della squadra del cuore? Sì, è possibile. E' da sabato che sono di umore "inverso", come dicono a Genova. Sabato il Genoa - reduce da uno squillante successo con il Cagliari, 5 a 3 - è andato a giocare a Firenze contro la Fiorentina. Mi ero spinto, non solo nelle speranze ma anche nelle scommesse, a prevedere un pareggio o anche una vittoria genoana. Invece, sconfitti tre a zero. Devo aggiungere che, non si sa bene perchè, la Fiorentina con la Juventus è una delle squadre più invise, ovviamente dopo la Sampdoria, ai tifosi rossoblù. Uno si aspetta una squadra almeno combattiva, determinata... No, un gruppo di atleti molli, rassegnati, prive di idee e di volontà. Una sconfitta senza appello e senza giustificazioni. Come troppo spesso succede quest'anno al Genoa, in trasferta, mentre a Marassi è, quasi sempre, uno spettacolo, per agonismo e brillantezza di gioco. Ci vorrebbe uno psichiatra, almeno per capirci qualcosa. Belli e vincenti in casa, orribili e perdenti (mortificati) fuori. E poi dici che uno è "inverso", per tre giorni.

 

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23 Marzo 2010