
Cesare giorno per giorno |
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Balotelli, Cassano e Lippi
Nel calcio si accendono polemiche che spaccano l'opinione pubblica e si placano solo se il risultato è positivo, gratificante per tutti. I risultati, come nella vita e nelle guerre, dettano sempre legge.
Cassano, respinto da Lippi per la Nazionale, è stato sostenuto dalla stragrande maggioranza dei giornalisti e critici di calcio. Poi Delneri lo ha messo fuori dalla Sampdoria: il sostegno mediatico si è attenuato, i tifosi doriani hanno avuto reazioni miti perchè la squadra del loro cuore, senza il genietto pugliese, ha infilato quattro vittorie consecutive (poi a Parma ha perso, ma le cose forse sarebbero andate diversamente se l'arbitro non si fosse sconfessato in maniera inusale, prima accordando e poi negando un evidente rigore). Ora è la volta di Balotelli, l'interista ventenne di prodigiose qualità: Lippi non lo vorrebbe. Mario Sconcerti, il più carismatico critico di football e autentico erede, in tivu e sul Corriere, dell'indimenticabile Giorgio Tosatti, sostiene il ragazzo con un articolo che parte addirittura dalla prima pagina del quotidiano di via Solferino.
La mia opinione è che vedrei volentieri Balotelli e Cassano insieme con la maglia azzurra nell'imminente campionato del mondo. Tutti e due sono fantasisti straordinari, in grado di risolvere da soli una partita e di regalare agli spettatori momenti indimenticabili di gioco. Come Totti, che probabilmente resterà a casa anche lui, per colpa (forse) degli infortuni. E' giusto? No. Però... Però la realtà ci dice che Lippi lascerà a casa tutti i campioni che non gli vanno a genio e porterà in Sudafrica quelli che sembrano arrivati alla frutta: Cannavaro, Zambrotta... E' giusto? No. Però è doveroso, nei confronti del cittì che vinse nel 2006, ricordarci il rispetto dei ruoli. Nel 2006 Lippi vinse a modo suo. Siamo tutti potenziali commissari tecnici in Italia, però Marcello è quello ufficiale - che il potere di decidere. Io credo che quest'anno Lippi si riprometta un secondo miracolo psicologico. Dirà ai suoi vecchi: "Siete voi i campioni del mondo, tutti mi consigliavano di lasciarvi a casa, ma io vi ho portato a tentare il bis... Se lo volete, siete ancora i più forti. Volevano impormi Balotelli e Cassano, ma io credo in questo gruppo, fortissimo..." Ci saranno silenzi stampa, il gruppo in trincea contro tutto e contro tutti, come successe (per fortuna) a Berlino e nel 1982 in Spagna. Poi deciderà il campo. Bearzot, campione del mondo quattro anni prima, nel 1986 tentò la stessa cosa con i suoi veterani. Gli andò male. C'è qualcuno che si augura che a Lippi l'impresa vada male? Non credo. Quanto a Balotelli, che è giovanissimo, e a Cassano, che potrà vivere una completa maturità nel prossimo quadriennio, faranno bene a pensare al dopo Lippi...
Il pokerino
Mi trovo almeno una volta la settimana con gli amici al tavolo da gioco, per il cosiddetto pokerino. Una volta ho scritto che il poker è impraticabile: sconsiglio di giocarlo con estranei perchè ho visto all'opera bari insospettabili e impuniti; e con gli amici prima o poi si rischia di litigare, perchè il gioco è crudele e tutti hanno la presunzione di essere più bravi, astuti e intelligenti degli altri. La mia compagnia smentisce però questa riflessione: con alcuni amici giochiamo da quando eravamo ragazzi, giornalisti praticanti al mitico "Corriere dello Sport": Franco Recanatesi, Massimo Lo Jacono... Qualcuno si è perso, ma altri si sono aggiunti: Massimo, Guglielmo, Paolo, Renato, Diego, Sergio... Tutti amici, anche se come in "amici miei" non mancano scherzi da birboni e battute pesanti. Sono convinto che il gioco e in particolare il poker sia una metafora della vita: rispecchia le nostre personalità, il coraggio, la paura, l'imprevedibilità, le pigrizie, anche le meschinità, le rapacità...in poche parole l'equilibrio - che è poi il traguardo che tutti inseguiamo nella vita... la capacità di saper perdere e saper vincere. Così, al mio tavolo, c'è chi è prudente ("chiuso", si dice in gergo) per lucrare anche una vincitina, chi non amette di poter perdere, chi vuole rifarsi a ogni costo, chi picchia sui perdenti, chi è moderato e all'improvviso fa follie, chi difende la vincita temporanea, chi la rimette in gioco ad ogni mano, eccetera eccetera... Siamo vecchi gentiluomini che si rispettano e si tengono lontani (per ora) dalla moda del momento, il poker texano. Chissà se prima o poi qualcuno sbroccherà, sarebbe un peccato, la rinuncia a momenti, importanti, di amicizia.
La nuova Sissi
Abbiamo portato Cristiana Capotondi a Sanremo, di lei si è occupata Simona Ercolani. Io l'ho seguita di striscio al Festival, senza neanche parlare (peccato, per me) e poi in tivu, molto disinvolta, a "Porta a porta". E' bella, brava e ha ottenuto su Raiuno un successo forte, nel ruolo della principessa Sissi, che fu di Rony Schneider. E' anche parlante e sembra di carattere orgoglioso e determinato. Aldo Grasso oggi la stronca senza particolare crudeltà e scrive cha "la Capotondi è ancora un po' acerba; come miss maglietta bagnata (la scena del bagno in camera) è uno sballo." Mi dispiace, ammetto, di essermi perso lo sballo che ha deliziato il critico televisivo più feroce. Ma non sono abbastanza intrigato da andarmelo a cercare sul web o altrove. Il futuro è di Cristiana, l'aspetto ai prossimi appuntamenti.
cesare@lamescolanza.com
2 Marzo 2010
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