An education
Nel week end la solita infornata di film, questa volta solo due. Non sarei andato a vedere "An education" senza l'imput del mio amico Magnaschi. A voler essere riduttivi, è una storiella esemplare da suggerire alle figlie femmine adolescenti nella speranza di tenerle lontane da astuti marpioni di bell'aspetto, capaci di sedurle e traviarle con un po' di sfacciataggine e maniere coinvolgenti (con qualche ingenuità di sceneggiatura, ad esempio il marpione che si fa scoprire, è sposato con prole, perchè ha lasciato nel cassetto dell'auto la posta per lui e sua moglie). In realtà, è un gran bel film, diretto con garbo, quella mano lieve che quasi sempre manca al cinema italiano, con ironia ed eleganza.
Il concerto
Un'altra favoletta esemplare, in questo caso l'insegnamento è: non rinunciate mai ai vostri sogni, abbiate fiducia in voi stessi se ci credete, non arrendetevi mai (è il mio saluto puntuale agli iscritti alla mia Accademia). La storia è nota. Un bravissimo direttore d'orchestra, leader al Bolshoi, rovinato e punito nel sistema sovietico perchè "ha mandato affanculo Breznev" (testuale nel film), ricostruisce dopo lustri la sua straordinaria orchestra, composta ormai da falliti mestieranti, ubriaconi, rottami dell'umanità, la rimette insieme e la porta a Parigi - il vecchio sogno di tutti - per un concerto al teatro "Chatelet". Anche qui: se si volesse essere riduttivi, si potrebbe dire che il film scorre via, nonostante i numerosi momenti di felice ispirazione, in attesa del concerto finale, per vedere cosa succederà. In realtà, nonostante le numerose e volute inverosimiglianze, è una storia toccante. Il concerto finale è un capolavoro emozionante: puntualmente (la grande musica mi turba profondamente, anche se sono stonato e non posso dirmi un intenditore!) mi sono commosso fino alle lacrime. Nel racconto si inserisce una vicenda sentimentale e melodrammatica, che potrebbe anche essere superflua. Ma è sopratutto la ricerca dell'armonia, è Chaikovskij che ti resta nel cuore.
I Medusa
Da anni, tra le mie collezioni di umile bibliofilo, c'è quella dei Medusa, i libri Mondadori (grandiosa idea del mitico Arnoldo, fondatore della casa editrice), dalla copertina bianca e verde, che consentirono agli italiani di scoprire la letteratura straniera proibita dal fascismo. La collana si intitola non a caso "I grandi narratori d'ogni Paese". Ieri, al mercatino romano (un po' caro) di Piazza Augusto Imperatore, ho beccato otto prime edizioni. Il piacere della scoperta mi induce a darvene l'elenco, anche se non avete motivo per condividere la mia gioia: John Steinbeck, "Il breve regno di Pipino IV". William Saroyan, "Che ve ne sembra dell'America?". Erskine Caldwell, "Gretta". Ernest Hemingway,"Di là dal fiume e tra gli alberi". Thornton Wilder, Idi di marzo" (chissà, lo leggerò tra una settimana...). William Faulkner, "Scendi, Mosè". Jean Paul Sartre, "Il rinvio" e infine, a mio parere, un autore minore, Robert Penn Warren, "Nel vortice del tempo" (pur sempre una prima edizione).
Colgo l'occasione per lanciare un appello: sono interessato a completare la raccolta dei Medusa (c'è molta fuffa, nella collana, ma una collezione è una collezione...) e quindi disposto a scambi ed acquisti, se qualche lettore e libraio volesse prendere contatto con me.
Il Grifo
Felice conclusione del week end. Il mio Genoa, la squadra più pazza d'Italia e forse del mondo, sette giorni fa perde in casa sciaguratamente col Bologna una partita già vinta e ieri sera va a bloccare a Milano l'Inter capolista e dominatrice del campionato, con una prestazione tatticamente perfetta. Grazie al Grifo (il grifone, come forse tutti non sanno, è il simbolo del club) il campionato resta aperto, il Milan a quattro punti e la Roma a sette dall'Inter possono continuare a sperare in un possibile, anche se molto improbabile riaggancio.
Mimosa
Non una parola celebrativa sulla festa della donna, come vedete. Mi sembra una ricorrenza sciocca (tutte le feste sono molto sciocche e pretestuose, ma questa lo è in modo particolare) e, per di più, mia moglie condivide.
La mimosa però è un gran bel fiore.
cesare@lamescolanza.com
8 Marzo 2010