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CREDERE O NON CREDERE NEI
MIRACOLI?
ECCO COSA HO DETTO A "BUONA DOMENICA"
di Cesare
Lanza
Mi ha scritto la mia poetessa
personale, la mia Alda Merini, all'anagrafe Anna
Bogo: "Io credo ai miracoli, tutti, fuorchè quelli
religiosi. La parola deriva da "miraculum", cosa
meravigliosa. E di questa parola ne faccio quello
che mi pare, no?
anna.bogo@tin.it."
Altri lettori e spettatori mi hanno chiesto di
precisare meglio la mia opinione. RISPONDO: la
lettera si riferisce a un mio breve intervento a
"Buona domenica", sul tema: credere nei
miracoli, sì o no? In campo, in un segmento del
programma che abbiamo chiamato "Le due sponde",
c'erano Iva Zanicchi e Piero Vigorelli, sostenitori
del sì; dall'altra parte, come sostenitori del no,
c'erano Aldo De Luca e Selvaggia Lucarelli. Il
format pevede due interventi, uno a sostegno del sì,
l'altro del no. Per il sì, c'era un bravo, misurato
e persuasivo monsignore; per il no, c'ero io. Quando
è toccata a me, ho detto subito, per sdrammatizzare,
che ci sarebbe voluto un miracolo per ribaltare il
risultato del televoto (90% Iva, 10%Selvaggia) e che
prevedevo che non ci sarebbe stato alcun miracolo,
quindi la vittoria - per logica - si sarebbe dovuta
assegnare alla squadra del no.
Seriamente, ho poi svolto il mio modesto
ragionamento. Ho premesso che porto rispetto, e
anche invidia umanissima, per chi possiede il dono
della fede - che aiuta a vivere e ad avere un
riferimento prezioso, importante e forse decisivo
nei momenti di sconforto, che arrivano per tutti.
Questo dono, purtroppo, io non ce l'ho. E, di
conseguenza, non posso credere nei miracoli. Ma
perché - con parole semplici - non ho fede? Perché,
questo è il motivo principale, la mia immaginazione,
la mia ricerca della fede mi porterebbe a credere a
un Dio giusto e buono. E non riesco a credere,
invece, in un Dio che permette atrocità di ogni tipo
in questo mondo: efferati delitti, guerre orribili,
bambini che muoiono di fame, carestie, devastazioni,
ecc. Se avessi fede in questo Dio, respingerei
comunque la credibilità dei miracoli. Mi rifiuterei
di accettare un paradosso che mi apparirebbe
blasfemo… un Dio che con una mano consenta le
suddette atrocità, dall'altra - casualmente, non si
capisce per quale criterio - ogni tanto conceda a
qualche fortunato un miracolo. E cosa saremmo,
giocattoli nelle sue mani, per il suo assurdo
divertimento?
Detto ciò, per tornare a sdrammatizzare e sostenere
che tra le parti, credenti e non credenti, ci vuole
sempre un po' di rispetto, ho ricordato una celebre
battuta di Woody Allen: "Credere e trovare Dio è
difficile. Ma avete provato con un idraulico a
Ferragosto?". E ho concluso: se un giorno dovessi
ricevere anch'io il dono della fede, se dovessi
convertirmi, spero che questo avvenga in una
condizione di piena facoltà mentale. Mi sentirei
miserabile se dovesse succedermi ciò che è successo
a tante persone, con credenti, simili a me:
convertirsi e cercare Dio in punto di morte, per la
paura che la morte, il viaggio verso l'ignoto
esercitano su tutti noi. (Anche su questo punto c'è
una battuta di Woody Allen: "Mi rivolgo a Dio in
particolare quando l'aereo comincia a ballare". Sono
convinto che tutte le religioni fondano la loro
capacità di persuasione, promettendo a noi umani,
angosciati dalla morte, una possibilità di
sopravvivenza).
Ho cercato anche di spiegare che ogni fenomeno
definito miracolo è prima o poi spiegabile
scientificamente. E, tra tanti, ho citato gli
antichi romani che attribuivano a un intervento
divino l'eclissi di sole. Oggi, da tempo, sappiamo
che Dio non c'entra, per lo meno non per questo
specifico momento.
Resta inevasa la domanda che ci tormenta da
millenni: chi ci ha creato, cosa succederà di noi
dopo la morte? Non vi aspetterete certo che possa
rispondere io. E, ancora e per ultimo, per
sdrammatizzare, ricordo il film di Troisi in cui il
bravo attore svolgeva una gag peraltro non priva di
fondamento: ci sono non vedenti che all'improvviso
riescono a vedere, paralitici che riescono a
camminare, morti apparenti che si svegliano e
tornano a vivere, malati terminali che guariscono…
Ma si è mai visto rispuntare un braccio o una gamba
in un uomo che ne fosse privo? Il sottinteso è
evidente: ci sono motivazioni mediche che possono
spiegare alcune guarigioni considerate miracolose,
ma c'è miracolo e miracolo, come diceva Troisi.
Miracoli/miracoli non se ne sono finora visti. E
così anch'io non sono riuscito nel miracolo di
ribaltare il parere dilagante in un Paese fortemente
cattolico, credente e devoto come il nostro. Alla
fine sono riuscito a recuperare per Selvaggia solo
la miseria di sei punti e la disfida è finita
trionfalmente per Iva, 84% a 16%.
11-03-2008



