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SARA' PAOLO MIELI A DECIDERE
QUANDO LASCIARE IL CORRIERE

di Cesare Lanza
Ogni giorno circolano voci, indiscrezioni, notizie… Ne comunico alcune ai visitatori del mio sito.
Antonio Polito tornerà al timone de "Il Riformista". Gli Angelucci puntano con determinazione a un investimento di molti milioni di euro perché il quotidiano, per ora di opinione, conquisti una forte diffusione in un'area di sinistra, finora occupata soltanto, con grandi numeri, da "La Repubblica".
E così è ormai chiaro che il passo indietro della famiglia Angelucci, nell'operazione di acquisizione de "L'Unità", è stato determinato dal disorientamento rispetto ai conti e alle prospettive economiche dell'ex organo del partito comunista. Paolo Mieli resta per ora saldamente al timone del "Corriere
della Sera". Deciderà lui quando andarsene, presumibilmente verso autunno/fine anno. E assumerà
la presidenza di Rcs. Passaggio preliminare e importante: Marchetti è candidato alla presidenza di
una importante Università milanese. Appena la poltrona si blocca, Mieli lascerà il Corrierone.
Candidati in pole position per la successione, alla direzione del Corriere: Ferruccio de Bortoli, che in
via Solferino è già stato direttore e oggi dirige "Il Sole e 24 Ore", e Giulio Anselmi, oggi direttore de
"La Stampa". Su Anselmi pesa il veto di Cesare Geronzi, tra gli azionisti più importanti (decisivi) della proprietà del "Corriere", che non dimentica la pubblicazione di alcune notizie sgradite a lui e alla sua famiglia. Pietro Calabrese è il candidato più forte alla presidenza dell'Auditorium di Roma. La nomina potrebbe scattare dopo l'eventuale ritorno di Rutelli a sindaco di Roma. Calabrese smentisce: vive felice e sereno una straordinaria fase di relax, tra Roma e Malindi. Tra i progetti, un libro sull'attualità italiana con contenuti ancora misteriosi. Imbarazzo negli ambienti editoriali della Mondadori dopo che Giampiero Mughini, in un'intervista a La 7, ripresa da Dagospia, ha detto senza mezzi termini che Roberto Briglia, ex Lotta Continua, conosce la verità sulla morte del commissario Calabrese.
Roberto, Nini per gli amici, sta ricevendo molte attestazioni di solidarietà, alle quali unisco la mia:
come si fa, dopo tanti anni, a sparare un'accusa tanto grave, e allusiva, perché senza prove?
Più che uno scoop sembra un regolamento di conti.
06-03



