MA NON CI SONO PIU'
I BIDELLI DI UNA VOLTA

 


Scrive la signor Luisa Ricchi, da Bologna:
 
 

"Ciao Cesare!  Tu te li ricordi i tuoi bidelli? Io sì.  Ai nostri tempi (come mi sembra strano pronunciare questa frase!), non c'era un bidello ogni due classi. Cinque bidelli tenevano l'ordine ed in ordine una scuola con un migliaio di studenti.  Avevano quel tanto di autorità che li legittimava a rimbrottare i ragazzi che non si decidevano ad entrare in classe, che alzavano la voce tra una lezione e l'altra, o che si chiudevano in bagno per fumare.  Avevano però anche una sensibilità materna o paterna che permetteva loro di consolare quei pochi che piangevano, di aiutare chi aveva bisogno urgente di materiale sanitario, o di coprire, magari in modo maldestro, gli studenti che avevano fatto qualche innocua birichinata.  La scuola era pulitissima, nonostante le pulizie non venissero appaltate a ditte esterne, e le classi dovevano venire lasciate in ordine.

Verso le dieci, al suono della campanella, ci si fiondava all'ultimo piano, in un corridoio del liceo scientifico, dove uno dei bidelli improvvisava il mercatino delle merendine.

Ci venivano offerti solo panini imbottiti, untuosissimi krapfen e ciambelle della stessa pasta. Noi vedevamo questi dolci come un lusso che ci concedevamo una volta ogni tanto, viste le nostre magrissime paghette.

Di norma, i panini venivano acquistati da chi si dimenticava a casa la merenda preparata dalla mamma.
Nessuna bevanda in vendita. Quando avevamo sete, tra un'ora e l'altra, si andava in bagno e si beveva l'acqua del rubinetto. I più schizzinosi portavano a scuola quei bicchieri che si schiacciavano e si riducevano ad una scatolina. Anche se ci fossero state le bottigliette, non ci sarebbe stato permesso di bere durante le lezioni e meno che meno attaccati al collo della bottiglia.

Ho incontrato un paio di bidelli dopo trent'anni. Si ricordavano il mio cognome e ricordavano, sorridendo, che ero una peperina (modo molto affettuoso per non dire monella).
Dubito che adesso lo stuolo di "collaboratori scolastici" memorizzino nomi e cognomi dei ragazzi e dubito anche che si cerchi di instaurare quel bel clima di reciproco rispetto ed affettuosa complicità. 
Un po' di dolce nostalgìa, ogni tanto, non fa male . luliricchi61@gmail.com"