Ricevo dalla professoressa Margherita Pellegrino:
"Con sempre più frequenza
si sente parlare di bullismo, di violenza fra i giovani, di ragazzi
che dopo la discoteca concludono la serata con un incidente automobilistico,
quando non è la loro vita a concludersi lì. I giornali e i servizi
giornalistici vari, riportano percentuali allarmanti sul consumo di
droga e di alcol fra i giovani. Spesso mi chiedo se stiamo veramente
facendo il possibile per evitare che i nostri ragazzi vadano a finire
in un tunnel così pericoloso. Sono un'insegnante e non ho bisogno
di leggere statistiche per sapere che molti studenti fanno uso di
droga e non è neanche una novità, è da anni , decine di anni e anche
più che la droga circola nelle scuole, anche se ora forse più massicciamente
e fra studenti di età inferiore rispetto a prima. Ci si sente impotenti
di fronte ad un fenomeno che viene sottovalutato e spesso ignorato.
Ne parli con gli studenti e sembra che tu sia l'unica a non saperlo,
una mia alunna un giorno mi ha detto: "Certo che c'è la droga,
qualche anno fa all'ingresso della scuola ad un controllo della polizia
90 studenti sono stati fermati perchi gliel'avevano trovata addosso" (non
ero in quella scuola quando il fatto era successo.) Sentii i loro
discorsi: uno spinello ogni tanto non fa niente, smetto quando voglio,
in discoteca circola di tutto anche le pastiglie, a volte si esagera
nel bere, l'importante è non mischiare, ecc. Alcuni li vedi il lunedì
mattina dormire sui banchi, oppure più distratti del solito, a volte
euforici o con la testa chissà dove, stanno ancora smaltendo gli effetti
di quanto assunto in discoteca la sera prima? Si sono fatti uno spinello
prima di entrare a scuola? O sono andati a letto tardi ? Quante volte
mi sono fatta queste domande, poi comunque inizio a spiegare, finisce
l'ora. Come si fa a seguire una lezione dopo essersi fatti uno spinello?
O dopo aver preso una sbornia la sera prima, nel migliore dei casi?
Qualsiasi tipo di insegnamento in una condizione del genere è destinato
a fallire, non ci dovrebbe sorprendere se i nostri alunni fanno fatica
a capire, se sembrano stupidi, o se a volte alcuni sono violenti
ed hanno delle reazioni eccessive. Se il livello di preparazione dei
nostri studenti si sta abbassando sempre di più, quanto si sta tenendo
conto della variabile droga nell'analizzare i risultati della nostra
istruzione? Le droghe intorpidiscono la mente, istupidiscono quando
non bruciano il cervello (vedi eroina, LSD, cocaina , cannabis, anfetamine,
ecstasy ed altro). Come spesso capita nel mio lavoro ho cambiato diverse
scuole ed ho visto i risultati scarsi o nulli dei vari interventi
informativi su queste tematiche, fatte da psicologi inviati dalle
ASL o altri enti. Questo mi aveva indotta a pensare che la stessa
cosa probabilmente fosse successa a molti miei colleghi e presidi,
che non si potesse fare niente a riguardo, che bisognava rassegnarsi.
L'esperienza fatta successivamente però mi ha dimostrato che
si può e si deve intervenire, diversamente rischiamo che un'intera
generazione venga lentamente, giorno dopo giorno distrutta da false
informazioni e da spacciatori senza scrupoli. I discorsi teorici e
le romanzine sono meglio di niente, ma quello che ho visto incide
di più, sono le informazioni sugli effetti fisici e mentali che le
droghe causano, i meccanismi che spingono a farne sempre più uso ed
a causarne la dipendenza. Un operatore di un centro di recupero per
tossicodipendenti, tra le altre cose mi ha detto che la droga inizialmente
viene presa per risolvere un problema o un disagio e se non si è in
possesso delle informazioni corrette sugli effetti devastanti, la
persona pensa di aver trovato la soluzione al suo problema senza rendersi
conto della trappola in cui è finita. Per mia esperienza gli interventi
che hanno realmente coinvolto i miei alunni, li hanno fatti riflettere
ed hanno influito positivamente su di loro, sono stati quelli fatti
da ragazzi che avevano vissuto in prima persona gli effetti negativi
di queste sostanze, volontari dei centri di recupero Nascono per
tossicodipendenti, che stanno portando avanti campagne informative
in diverse città` d'Italia. C'è un grosso business su alcol e droghe,
ci sono campagne di marketing e false informazioni per allargare ed
incrementare il mercato, chi sono i clienti o potenziali clienti?
Chi è il target di questo mercato? I nostri ragazzi! Quanto bisogna
fare per contrastare la pressione che sta dietro ad affari di così
grande entità, chi lo farà se non lo facciamo noi? Non si può stare
a guardare mentre il lupo mangia le pecore.
Sinceri saluti. Prof.ssa
Margherita Pellegrino ."