LA PERFEZIONISTA, UN FILM PUNITO
PERCHE' POLITICAMENTE SCORRETTO?

 

 

Scrive la signora Luisa Ricchi, da Bologna:

 
"Ciao Cesare!  Vorrei chiederti: quanto conta il politicamente corretto nella distribuzione dei film? Ti motivo la mia domanda.

Istintivamente penso che siano di gran peso i nomi di registi famosi, gli attori di richiamo, i familiari di registi à la page (un esempio, Silvio Muccino, a mio avviso sopravalutato).

Poi ho pensato al tema del tuo film. Tema attualissimo, ma visto dalla parte "sbagliata". La chiesa, i benpensanti, tutto lo stuolo di buonisti, per intenderci tutte le categorie che fanno le barricate con i mobili degli altri, sono contro l'eutanasia. E tanta gente non vuole spremersi le meningi.

E' più facile schierarsi, e mai "contro".

Poi ho preso in considerazione alcuni film molto pubblicizzati. Temi sociali dalla parte giusta: terzomondisti (al festival di Roma un film firmato da uno stuolo di registi), difensori delle cause che dovrebbero essere perse, fanatici dalla parte di Caino. Oppure film denuncia, che serviranno anche, ma che ci sputtanano "all over the world" (Gomorra).   Sarà la mia ignoranza in materia, ma penso che un motivo della  pessima  distribuzione del tuo film, che non vedevo l'ora di vedere, sia quello che ti ho manifestato.