Ricevo da Giuseppe Bilotti: "Perchè le occupazioni
non vengono perseguite, mentre i Serenissimi che occuparono
il campanile di San Marco vennero arrestati, processati e condannati
ad anni di carcere che scontarono per intiero-L'allora ministro
Fassino, che bloccò allora l'iter della domanda di grazia,
che dice delle occupazioni di oggi??? Di seguito la documentazione:
Il processoA seguito delle indagini volte a svelare la pianificazione del gesto eversivo, fu istruito un processo. Tra i capi di accusa ipotizzati vi erano:
Nel maggio 2006 vi sono stati altri rinvii a giudizio per altri reati connessi agli stessi fatti. Le condanneIl processo ai Serenissimi si concluse con assoluzioni, patteggiamenti e condanne:
La detenzioneGiuseppe Segato, che non aveva partecipato all'azione ma ne era stato considerato l'ideologo, si ammalò in carcere e fu condotto all'ospedale ammanettato, in lettiga. Nel 2003, a 6 anni dall'azione condotta in piazza San Marco, tutti i Serenissimi condannati avevano terminato di scontare la pena. La mancata graziaDa più parti fu chiesto che fosse concessa la grazia per i Serenissimi, considerando il loro gesto come una manifestazione di opinione, spettacolare ma non particolarmente violenta. La grazia non fu mai concessa. Una prima domanda di grazia per Luigi Faccia fu presentata dalla moglie nel dicembre 1999, ma nel 2000 l'allora ministro della giustizia Piero Fassino, ne bloccò l'iter. Una volta cambiato titolare del dicastero, intervenne una nuova domanda. Il ministro leghista Roberto Castelli dichiarò che «Faccia non ha fatto male a nessuno», e tuttavia la grazia, che è competenza esclusiva del Presidente della Repubblica, non gli fu concessa, sebbene richiesta da diversi soggetti politici del Veneto (tra cui La Liga Veneta, i Verdi del Veneto, Forza Italia del Veneto) e personalità pubbliche tra cui Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, dopo essersi comunque costituito parte civile contro i Serenissimi, Gianfranco Bettin - Consigliere regionale Verdi del Veneto - e da Paolo De Marchi, Presidente della Federazione Regionale Verdi del Veneto. Le opinioni a favoreDurante la detenzione i "Serenissimi" ricevettero numerose lettere di solidarietà, alcune sono raccolte nel libro "Ti con nu nu con Ti". Vi furono appelli per la scarcerazione o per una riduzione della pena, che non furono però accolti; in particolare per Luigi Faccia e Giuseppe Segato. Alcuni hanno sostenuto che le condanne inflitte furono eccessivamente dure, data la portata dimostrativa del gesto. Il fucile di cui disponeva il gruppo era un residuato bellico della seconda guerra mondiale e non furono compiuti atti di violenza su persone. Taluni hanno sostenuto apertamente che sulle condanne dei "Serenissimi" abbiano influito più le posizioni politiche espresse che non il gesto in sé, malgrado l'accaduto si configurasse senza ombra di dubbio come una fattispecie di reato espressamente previsto dal Codice Penale italiano. giuseppe.bilotti@libero.it "
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