LA VITA è UN DONO?




 

Pubblico oggi una lunga lettera di Eraldo Ciangherotti, vicepresidente di Federvita Liguria, che in tema di eutanasia la pensa molto diversamente da me:

"Mia madre voleva morire lo capisco ora e mi pento, Mi guardava implorante e io non ho avuto il coraggio di aiutarla. Oggi vivo nel rimorso e le dedico un film sull'eutanasia". Queste le parole di Cesare Lanza giornalista,opinionista e autore televisivo. Parole che suonano come un invito ad una riflessione senza pregiudizi e false ideologie. Parole che toccano il cuore e meritano rispetto.
Ci nonostante, per essere state pubblicate in un sito online a me davvero caro, mi fanno pensare e anche proporre alcune riflessioni.
Premetto che sono un credente. Penso tuttavia che sulle questioni etiche sia sufficiente già la ragione. Certo la fede è un di più, che non tutti posseggono e, a chi è data, senza dubbio, permette di arrivare più facilmente al nocciolo delle questioni cosiddette"etiche" e al conseguente principio della indisponibilità della vita umana. La vita è un dono. È anche il principio assoluto che accomuna tutti gli esseri umani. Nessuno può obiettivamente darsi la vita da solo e nessuno può togliersela in una condizione ragionevolmente libera. Da medico ne sono convinto, non solo per la mia fedeltà al giuramento di Ippocrate ma anche in ragione della mia sensibilità personale. La stessa sensibilità che mi porterà sempre a dissuadere una persona disperata dall'intenzione di suicidarsi. Perché in fin di vita nessuno può prevedere a priori il suo stato d'animo.
IL testamento biologico rischia di essere l'arma per importare in Italia l'eutanasia. Siamo nati e cresciuti in una società fatta di valori dove la ricerca della verità è alla base di tutto. Pensare di risolvere con un "suicidio assistito" le difficoltà e le sofferenze di fronte all'appuntamento che tutti prima o poi non possiamo rimandare, è solo un atteggiamento presuntuoso e fors'anche un po' capriccioso.
Anche io ovviamente ho apprezzato e stimato da subito il buon senso di Cesare Lanza per il suo mancato coraggio nel "posare la mano con delicatezza sulle labbra della mamma per toglierle il respiro per un attimo, per fermare la sua sofferenza". La coscienza che abbiamo dentro ciascuno di noi, credente o non credente, ha la misteriosa capacità di parlare ai nostri cuori in maniera diretta, personale e riservata. Quella stessa coscienza avrebbe per tutta la vita ricordato all'amico Lanza quel gesto disumano con un profondo senso di rimorso. Non è certo la fede l'unica strada per arrivare a comprendere l'intangibilità della vita umana, basta già la ragione.
Vale lo stesso principio per Eluana Englaro, un caso umano cosi' attuale da portare quasi quotidianamente il suo papà Beppino su tutte le pagine dei principali quotidiani. La giovane ragazza di Lecco infatti, da oltre quindici anni, vive in uno stato di coma perdurante. Nessun medico può dire con precisione quanto questa "condizione patologica" sarà permanente. Resta solo una certezza: l'alimentazione e l'idratazione non sono terapie, ma cure di ordinario sostegno per le funzioni vitali. Eluana non è attaccata ad una macchina senza la quale non potrebbe vivere. Semplicemente una pompa peristaltica bypassa il suo esofago per arrivare a rilasciare direttamente in stomaco le sostanze necessarie al mantenimento idrico e alimentare.
Tolto ogni falso pietismo, resta tutta la nostra vicinanza fatta anche di gesti concreti come la solidarietà alla famiglia.Ma impossibile accettare che Eluana diventi lo strumento per portare avanti disegni di legge che agli Italiani farebbero più danni che altro. Il dolore dei genitori di fronte a questo stato comatoso che non ha definizione certa è certamente giustificato. Ma non possiamo fingere di pensare che oggi la giovane di Lecco non sia comunque viva. Certo si trova in una condizione che ognuno di noi ragionevolmente rifiuterebbe e non si augurerebbe mai per se stesso, ma che non può farci ignorare la vitalità e la dignità della persona.
Eluana tanti anni fa sembra aver pronunciato davanti a testimoni quella fatidica sentenza che oggi la fa restare appesa ad un filo, tra la vita e la morte. Ma questo non basta per farla morire di fame e di sete. Resta il fatto che avrebbe parlato in riferimento ad un altro caso medico, quello del suo amico, differente dalla sua condizione di allora.
I risvegli dal coma ci sono stati nella letteratura medica e sono pure ben documentati. Probabilmente non sono venuti alla ribalta dei managers dell'economia o dell'industria tra i pazienti che per anni hanno "dormito" sonni perduranti. Ma molti di loro hanno ripreso le loro facoltà intellettive, risvegliandosi improvvisamente.
Per tutte queste ragioni, siamo davvero convinti di non lasciarci troppo distrarre dal criterio di opportunità, per decidere la "fine" di una persona? In altre parole non c'è il rischio che questa mentalità pro Eutanasia sia frutto del relativismo per il quale una persona,se non produce più e20non rende più, è inutile e va accompagnata alla morte, per non essere di impiccio?
Sono sempre stato convinto che una donna che aspetti un bimbo non abbia alcun diritto di eliminare la vita di quell'embrione-feto, che è indifeso e che non potrebbe mai reagire alla decisione di essere abortito. Ecco perché ho sostenuto qualche mese fa Giuliano Ferrara e la sua campagna sul "no all'aborto". Per le stesse ragioni credo che una persona non possa fissare su carta in anticipo il suo preciso destino, di fronte ad una malattia. Infatti all'inizio della vita, c'è una sacrosanta libertà, che è tale nel momento in cui non colpisce e priva nessuno della vita. Chiaro che la legge sull'aborto c'è e non si può eliminare, ma almeno ci resti la possibilità di dire che è una legge ingiusta.
Ugualmente anche sul fine vita nulla avviene per caso. La stessa ragione è in grado di ammettere questa verità se va al di la di posizione ideologiche marcate. Eluana, come è capitato sicuramente alla mamma Lanza, ha ricevuto da sempre affetto e compassione (intesa alla latina come condivisione della sofferenza). In qualche modo entrambe hanno aiutato l'uomo comune, i familiari e gli amici, a pensare alla sofferenza come ad una situazione che ci appartiene, dal primo impatto con la respirazione in sala parto, fino all'ultimo battito cardiaco.
Non sono favorevole ad un testamento biologico perché non mi va per nulla l'idea che in Italia venga approvata una proposta di legge che può andare bene ad alcuni e che comunque favorirà una pericolosa deriva eutanasica.
Desidero essere curato fino alla fine, voglio essere accompagnato fino alla morte naturale, senza sentirmi di peso per la società. Pretendo, che lo Stato investa in tutti i settori della sanità pubblica, non dimenticandosi che voglio morire bene e non essere bene ammazzato. Non intendo correre il rischio di stare male e avere subito lo scrupolo che, se tolgo il disturbo, faccio un piacere al prossimo, e pure con una legge che mi da l'estrema benedizione.
L'esperienza di Cesare Lanza al capezzale del letto della sua mamma lo avrà reso sicuramente più maturo, più forte e più consapevole dell'amore vero. Solo lui sa quanto davvero. Vale sempre il proverbio antico che dice che "i mariti vengono dalla porta ma i figli vengono dal cuore" ma si può dire anche il contrario e cioè che le madri restano nel cuore. È semplice, è naturale, è ragionevole. Il film di Cesare Lanza che porta la firma anche di Lucio Presta film solleverà un dubbio "ragionevole" sul fine vita e non potrà mai promuovere la cultura della morte, perché l'uomo è fatto per vivere e non per scegliere di morire. Ecco la grande testimonianza che la mamma di Lanza ha lasciato a lui figlio e pure a noi che leggiamo.
Da qui poi tutto il possibile accordo di intenti per il no deciso all'accanimento terapeutico che già non esiste nella buona coscienza dei medici e per il no fermo all'abbandono terapeutico che in Italia grazie al nostro sistema sanitario non ha ragione di essere. Tutto il resto è solo una pura mistificazione della verità, che alla fine dei conti costerebbe cara a tutti, alla nostra vita.
eraldo.ciangherotti@gmail.com"

 

 

 

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02-09-08





 

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