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L’INTERPRETAZIONE DI UN INCUBO
SECONDO DOMENICO
MAZZULLO

Sul
sogno/incubo di cui ho parlato in Mister
No ho ricevuto alcune lettere. Pubblico
quella del dottor Domenico Mazzullo:
“Caro
Cesare, ho letto con grande interesse il tuo sogno
su Mister No e pur essendo uno psichiatra e non uno
psicanalista, poco avvezzo quindi, a differenza
loro, a giocare e discettare con i sogni, in virtù
della amicizia che ci lega, mi sento in diritto di
esercitare, sul tuo sogno, lo jus primae noctis,
tentando e abbozzando una interpretazione, così come
viene, alla buona, chiedendo scusa a chi ne sa più
di me. Il sogno appartiene, prima di tutto, alla
categoria dei sogni angosciosi, in cui il motivo
della angoscia è rappresentato da “qualcosa lasciata
in sospeso”, non compiuta, o irrimediabilmente persa
e conoscendo quanto (l’infarto…) ti è accaduto
esattamente due mesi fa, posso immaginare che un
evento quale l’infarto con la coscienza concreta di
poter morire di lì a pochissimo, possa aver
ingenerato in te la paura, caratteristica in persone
come noi, responsabili, di aver tralasciato
qualcosa, di aver trascurato qualcosa, ormai persa
senza speranza e nella quale era contenuto alcunché
di prezioso per noi. Mi riferisco ovviamente a
quanto riguarda, nel sogno, il telefono cellulare
smarrito. Ma al momento stesso non sei ancora stato
chiamato a sostenere l’esame di maturità e anche ciò
ti angoscia. L’esame di Maturità ha rappresentato
per noi, il primo vero esame, il primo esame serio
della nostra vita e quale esame è più serio, nella
nostra vita reale, se non quello della morte?
Ti sei sentito in procinto di
sostenere quell’esame, quell’esame estremo, e avevi
smarrito proprio un qualcosa a cui tu tieni molto e
che ti è un utile e necessario strumento quotidiano,
un telefono che forse conteneva messaggi riservati,
per te preziosi. Forse in quei messaggi riservati è
racchiusa la tua più intima, più segreta identità,
quella che nessuno conosce appieno e senza la quale
sarebbe imbarazzante presentarsi all’esame finale.
Ma alla ricerca del telefono, della tua identità tu
ti trovi a vagare, solo, in una struttura bizzarra,
enorme, strana, piena di gente che incontri,
studenti, insegnanti….Come non pensare al mondo che
frequenti, quello dello spettacolo, pieno di gente,
di persone, di personaggi, ma in mezzo ai quali
forse ti senti solo?
Ma per fortuna giunge a
confortarti il tuo “amico del cuore”, l’amico di
Genova, che passeggiando assieme a te in riva al
laghetto ti rassicura con dissertazioni filosofiche.
L’indicazione è evidente: ciò che hai perduto, che
hai lasciato dietro di te e che consideri
irrimediabilmente perso, ciò che di più prezioso
possedevi e ora hai smarrito, puoi ritrovarlo solo
nella semplicità e sincerità degli affetti veri,
quelli dello “amico del cuore” e con esso
presentarti finalmente all’esame più importante.
Il tuo sogno mi ha richiamato alla mente un film a me carissimo e prezioso, “Il posto delle fragole” di Bergman. ”
cesare@lamescolanza.com
07-09-08



