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LE MEDAGLIE FEMMINILI ALLE OLIMPIADI?
UN’ASSESSORA (IMPEGNATA) LA PENSA COSI’

di
Cesare Lanza
Mi
scrive la signora Carmensita Furlano, assessore al
Comune di Cosenza il riferimento è a
un mio recente articolo per Libero, leggibile sul
sito:
“Caro Cesare sono pienamente d’accordo con quanto
dici sulle donne di oggi e sulle sportive, basta con
queste figure alle quali si deve somigliare facendo
perdere alle giovani ragazze stima di se stesse e
accettazione di come si è perché vere, e cosa
significa che poi oltre allo sport queste stesse
vengono chiamate per spot pubblicitari o per fare le
modelle? Io le considero stereotipi di donna, ma
anche basta a tutte le veline, le letterine e chi
più ne ha più ne metta, le soubrette che non avendo
nulla da fare si danno alla politica, o tutte quelle
altre che in tv danno consigli o pretendono di
essere opinioniste colte e di cuore, non se ne può
più caro Cesare. Le ragazze oggi sono tutte
catalogate e omologate, e sono ancora d’accordo con
te che a tutto preferisci il retino, ancora oggi
anche io lo uso qualche volta, ma le donne hanno
difficoltà a gestire una casa e una famiglia.
Vorrei chiedere loro cosa significa oggi, nell’era
globale, essere donna e proprio grazie a queste
signore e signorine, le donne sono come oggi
appaiono: streghe, arriviste, calcolatrici e
spietate da un lato, e mogli depresse, mamme
stanche, fidanzate deluse, amanti scontente
dall’altro?
Io credo che l'umano non è semplicemente l'unità di
maschile e femminile, è anche la fonte da cui
scaturiscono entrambi. Il maschile infatti si
trasforma in “maschilismo” non tanto quando
prevarica sul femminile, quando piuttosto prevarica
sull'umano. Non ci può essere vera uguaglianza se
non c'è una vera consapevolezza della diversità: è
proprio in virtù di questa consapevolezza che può
maturare una diversa assunzione di responsabilità.
Il problema è come la donna deve essere valorizzata
e come vuole essere valorizzata da donna
soprattutto, oltre che da madre, moglie,
lavoratrice, cittadina.
Essere donna significa esserlo sempre, anche quando
non si è più madre, moglie, lavoratrice. Una donna
non solo deve pretendere d'essere considerata uguale
all'uomo, ma può pretendere d'essere considerata
anche diversa dall'uomo. L'uguaglianza è possibile
soprattutto se si valorizza positivamente la
diversità.
Una donna non solo deve pretendere d'essere
considerata uguale all'uomo (per avere gli stessi
diritti), ma può pretendere d'essere considerata
anche diversa dall'uomo, per poter usufruire di quei
particolari diritti che suppliscono allo svantaggio
determinato dalla sua costituzione fisica.
Le donne devono riflettere sul grande tesoro che
ciascuna porta con sé: la maternità come ponte di
comunione.
Come un serpente che cambia la pelle ed il bruco che
diviene farfalla, il percorso di crescita personale
che la donna, oggi, è in grado di fare, spogliandosi
degli abiti stretti che è stata costretta ad
indossare, si basa, sulla liberazione della propria
energia interiore, riappropriandosi di tutti quegli
aspetti, che sono stati repressi o demonizzati dalle
donne
stesse, e che in realtà esprimono la vera essenza ed
il vero potere interiore dell'essere donna.
Allora ti saluto caro Cesare e a presto.
Carmensita Furlano.
carmensita.furlano@virgilio.it”
cesare@lamescolanza.com
22-08-08



