MA QUALI SONO "I MIEI TEMPI"?
SONO TUTTI E ANCHE QUESTI...


 

di Cesare Lanza

La signora Renata Mucci, da Brescia: “Sento ripetere  la frase “ai miei tempi” con il convincimento malinconico di chi  circoscrive l’essenza del vivere. E nell’esaminare i contenuti di un concetto così riduttivo mi chiedo “Ma chi me lo fa fare di limitare l’intensità del vivere a venti o trent’anni se ho avuto la  fortuna di viverne molto di più? I successivi o i precedenti al periodo clou, non sono anch’essi tempi miei? Non mi danno anch’essi qualcosa, di buono, di bello da assaporare ?”. Io preferisco accennare a periodi trascorsi, con maggiore realismo per cui mi capita di dire “avevo vent’anni, all’epoca” (o trenta o quaranta)”  Ma non mi ha mai sfiorata l’idea di dire “ai miei tempi” perché fino a quando respiro e ragiono, fruisco di “tempi miei”. E mi sembra naturale! Forse perché rifuggo da atteggiamenti rinunciatari.  Intanto apprezzo i privilegi, vivere a lungo non è riservato a tutti, quindi sono consapevole di essere stata favorita. E questa è la prima cosa e poi accetto di convivere con le regole di un’anagrafe qualche volta impietosa. Quando nella fioritura venivo traghettata dalla fanciullezza all’adolescenza, molte trasformazioni si sono verificate e quando l’età adulta mi ha visto “en beauté” l’ho trovato naturale. Ed è altrettanto naturale che ciò che fiorisce, sia destinato a sfiorire. Ma sono avvantaggiata perché ho – come tutti - un’interiorità ancora efficiente. Posso aiutarmi con l’autoironia, posso dire che ero bellissima (tanto....non ci sono superstiti!) e questo solo per fare un sorriso. Ma i motivi per sorridere sono ancora tanti e tra i tanti mi intenerisce osservare chi è vittima inconsapevole di naturalissime  tempeste ormonali! Degli amori un po’ folli! Di chi non ha ancora capito che la felicità è nelle piccole cose a portata di mano!. Amo guardare gli occhi dei bimbi, gli amori che sbocciano. Mi fa piacere offrire un sorriso, una carezza. Passeggiare !(Oddio per me è già questa un’impresa, ma quando mi riesce al meglio è una vittoria!) Ascoltare, capire,cucinare, amare. Certamente dopo solo mezz’ora di applicazione mi ritrovo stanchissima, però posso riposare. Dormo pochissimo. Meglio ! Vivo di più! Se sono giudiziosa, posso sentirmi ricca anche economicamente. Mantengo così buoni rapporti con il dentista, il cardiologo,l’ortopedico,il fisiatra, il parrucchiere al quale tengo ancora molto. Insomma. Uso il computer ed ho un blog che è luogo d’incontro. Non vado in vacanza, ma navigo in internet dove faccio nuove conoscenze, allargo i confini e mi godo i miei tempi.  E oggi, mi sono anche sfogata in chiacchiere inutili. INUTILI ?” remucci@alice.it

Rispondo: Renata è un’amica affezionata di questa rubrica, che seguiva fin dai tempi in cui la pubblicavo su Libero, e io considero preziosi i suoi interventi, sempre garbati, di buon senso e ironia. Nell’insenescenza non dico mai “ai miei tempi”, però questa lettera mi ha fatto riflettere e mi sono reso conto che dico spesso, troppo spesso, “alla mia età”. Un ritornello un po’ fastidioso, un po’ scaramantico e comunque del tutto insensato. Che diavolo vuol dire, “alla mia età”?

 

 

 

cesare@lamescolanza.com  

 

 

 

15-06-08

 


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