GRANDE FRATELLO SI' O NO?
PARERI DIVERSI DI DUE GENTILI SIGNORE

 

 


di Cesare Lanza



Come prevedibile, il mio intervento sul Grande Fratello, in risposta all'amico Domenico Mazzullo, ha provocato un piccolo vespaio. Riservo la precedenza a due lettere, una di contestazione e l'altra di consenso, che mi sono arrivate da due amiche, assidue lettrici di questa rubrica. Scrive la signora Luisa Ricchi, da Bologna: "Già altre volte, Cesare, hai sostenuto che il GF è neorealismo. Pensare che rispecchi una parte della realtà, bene, ma la parte peggiore della realtà. E, si spera, una piccola parte. La realtà è anche quella, per fortuna, delle varie tipologie di personaggi presentati nella bellissima trasmissione "Il senso della vita". Quella delle coetanee delle ragazze che anche se stanno nella famosa casa un solo giorno faranno un bel gruzzolo solo con le ospitate o le inaugurazioni di negozi, ma che, contrariamente a queste, si fanno un mazzo per farsi strada nella vita senza cercare scorciatoie. Quelle di cui un genitore tradizionale può andare orgoglioso. E non come i genitori delle varie "pupe" che pensano certamente che quello che un tempo sarebbe stato un disonore, è invece come i denti, che fanno male quando nascono, ma che poi aiutano a mangiare. Quella del GF è lo specchio della peggiore realtà, quella che ha fatto precocemente capire alle ragazzine che la carica del telefonino la puoi avere facendo qualche cosa al primo ragazzo che incontri, quella che spinge troppe ragazze a rappresentare la falsità assoluta (anche se voi uomini non ve ne accorgete affatto). Ci si è mai chiesto perché c'è stata un'escalation così rapida nei comportamenti degli ospiti della casa del GF? Perchè nelle prime edizioni, tra tanti ragazzi normali, solo qualcuno aveva degli atteggiamenti un po' osè? E perchè di anno in anno cresceva il numero delle ragazze che non si possono certo definire timide? In breve tempo gli ospiti si sono esibiti in veri atti sessuali, senza nessun ritegno. Padronissime e padronissimi! Forse la risposta è che, visto quanto ha ottenuto Marina LR che, nella prima edizione, "parcheggiando" i suoi genitali a cinque centimetri dal viso di quasi tutti i maschi, in breve è diventata una richiestissima femme fatale, chi aspira al successo si è adeguato a questi tipi di comportamento in men che non si dica. Nell'edizione successiva gli ammiccamenti sono aumentati. Dopo un altro paio di edizioni le ragazze giravano per casa col perizoma e non più con la tuta o i calzoncini. Tutte, nessuna esclusa, non partecipano ad una trasmissione se non con le tette completamente fuori dai vestiti. Niente è lasciato all'immaginazione. E allora tu, che sei un uomo navigato, credi che i pianti siano pianti veri, le avances non siano strumentali, il sesso non abbia comunque e sempre un ritorno in termini di copertine, spazi vari sui giornali ed in televisione? Scusami, ma non ci credo. Ricordo di aver assistito, negli anni dell'adolescenza, solo ad un pianto di una mia compagna di scuola, e per motivi molto gravi. E non è che le altre non avessero problemi e sentimenti! Adesso in TV piangono tutti, perché le lacrime pagano, eccome se pagano. Non guardo il GF non certo per snobismo, ma solo perché so di trovarmi di fronte ad una grande sceneggiata, mascherata da realismo. Mi piace di più osservare le persone per strada, o in altre varie situazioni della quotidianità. Preferisco pensare che la realtà sia quella delle studentesse che fanno il loro dovere, magari costrette a lavorare onestamente per pagarsi gli studi, quella dei pendolari che si alzano quando è ancora notte per stiparsi in treni scomodi e sporchi per raggiungere il posto di lavoro, dei padri di famiglia che, anziché piangere per avere la compassione e gli aiuti dalla gente, si rimboccano le maniche e fanno il secondo ed il terzo lavoro (che non ha mai ammazzato nessuno). E' questione di punti di vista. Come vedi, non entro nel merito dei comportamenti dei personaggi che non ho mai visto. Anch'io penso che ognuno del proprio corpo possa fare quello che vuole, ma se assisto ad uno spettacolo cinematografico o teatrale, prendo in considerazione che non necessariamente rappresenti la realtà, o che ne rappresenti solo uno spicchio. Per me è incomprensibile la tua affermazione "si concede con il sesso e con il cuore". Con il sesso, è evidente, ma tu che ne sai del cuore? Credimi, non sono una bambina, ma se una donna dice quello che gli altri desiderano sentire, è facile che sia una grande menteuse! Non sempre, certo, ma spesso sì. Sorvoliamo sui motivi che spingono un medico a partecipare al Grande Fratello. Forse basta considerare che un medico ospedaliero in un mese guadagna la metà del più basso cachet che tronisti, pupe, secchioni, eccetera, prendono per partecipare per pochi minuti all'inaugurazione di un negozio.luliricchi61@gmail.com"

RISPONDO: non mi piacciono i moralismi facili, in tema di sessualità, poi! ognuno ha i suoi percorsi, solo le leggi (indispensabili per una comunità) possono stabilire confini e la concorrente sotto accusa, Lina, non ha commesso nessun reato. Questo Paese ha un brutto vizietto, indignarsi per piccole questioni di sesso o di scandaletti televisivi, e lasciarsi scivolare addosso i problemi gravi (ho già scritto, come tanti, che l'Ordine dei medici avrebbe argomenti drammatici su cui occuparsi anziché affrontare gli impulsi sessuali della dottoressa napoletana. Io sono liberale e non giudico, in ogni caso il giudizio è stemperato dalla tolleranza (che la lettrice Ricchi non dimostra) verso le scelte degli altri. Altra questione-chiave è la battuta sul neorealismo. Io non mi occupo di morale e moralismi, ma di comunicazione, artigianato o arte; di e costume. Dopo la guerra, non eravamo tutti stracciaculi, miserabili. Ma il neorealismo cinematografico raccontò quell'Italia affranta e disfatta - era un connotato essenziale e alla lunga si affermò e ha resistito, anche come valore artistico. Oggi i giovani non sono certo solo quelli del GF, ma quelli del GF sono un simbolo, una metafora cruda e ben descritta della volgarità e della grossolanità dell'Italia decadente di oggi, non solo: anche di una infelicità di fondo, di una disperata ricerca di soldi e successo, come se null'altro ci fosse, in definitiva di una vita senza prospettive intellettuali, di cui (se volessimo affrontare un aspetto moralistico) non sono certo responsabili quei giovani, ma noi genitori. Per me è importante, professionalmente, capire ciò che succede nell'epoca in cui vivo, non nutrirmi di regolette ovvie di buon senso. Umanamente certo mi piacerebbe avere una figlia scienziata o ricercatrice anzichè velina o valletta: mi sembra scontato, sciocco parlarne. Il punto fondamentale è che la signora Ricchi, come altri, giudica. Io, più modestamente, faccio il lavoro che ho scelto: non sono un missionario, ma un giornalista, dunque un testimone, e un autore televisivo, che cerca di capire (su mandato) che cosa possa interessare al pubblico. Anche la signora Ricchi, anche il dottor Mazzullo cedono alla tentazione di guardare il GF, per poi parlarne con tanta passione... Io, prioritariamente, cerco di non deviare dall'identità che ho scelto: libertaria per me e, naturalmente, per gli altri. Certamente mi piacerebbe un mondo celestiale, segnato dalla meritocrazia, dai valori eterni, dalla bontà di fronte alla cattiveria, dalla sensibilità di fronte alla volgarità… ma non mi sembra che le cose, guardandosi intorno, stiano così. Fingere di non vederle, o peggio non vederle non porta a niente di positivo. Non bastano, purtroppo o per fortuna (già immagino che qualcuno mi chiederà perché scrivo per fortuna: anticipo una risposta in sintesi, sarebbe una noia mortale, senza diversità) quattro parole buoniste a far girare meglio il mondo. Anzi, il proverbio dice che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno.

 

Ed ecco una lettera più tollerante, dalla signora Renata Mucci, da Brescia: "La pagina di Mister No che definisce (in sintesi) neorealismo televisivo il GF mi ha procurato un orgasmo intellettuale, intenso e appagante, dai preliminari alla conclusione! La dissertazione Mazzullo/Lanza sul Grande Fratello è quanto di meglio ci possa essere nella valutazione pacata e profonda dei fatti. Un meraviglioso esempio della parte migliore di questa nostra disastrata società. I concetti elegantemente espressi dai due protagonisti della disquisizione sono davvero lo specchio di come potrebbe essere un contradditorio esemplare su qualsiasi argomento. Esprimo profonda stima per il dott. Mazzullo. Di Lanza, riporto due perle (ma ce ne sono molte altre) di notevole lucentezza. E ringrazio. "Io non giudico, io voglio capire - amici miei.", "Ben più disprezzabile il comportamento del "ganassa" che, dopo l'atto, è andato a parlarne e a vantarsi subito con gli amici in termini volgari, come neanche un ragazzo in pubertà. Ma anche questo, datemi retta, è neorealismo." remucci@alice.it" .

RISPONDO: Renata è una signora ottuagenaria in possesso di una freschezza mentale e di una rara capacità di comprensione verso le ragioni degli altri. E dunque in questa breve lettera, senza entrare nel merito, apprezza soprattutto lo stile con cui Mazzullo e io ci siamo confrontati
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04-04
-2008

 

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