PROPOSTA PATRIOTTICA
(MA NON PERSUASIVA)
PER SISTEMARE LA TRAGEDIA DELL'ALITALIA

Mi scrive la signora Giuditta Russo: "Ho un'idea per risollevare le sorti di Alitalia. La scrivo a te perché può darsi che, se la pubblicherai, qualcuno la legga e ne sia interessato al punto da poterla sviluppare meglio di come ho fatto io. Ho previsto che ciascun cittadino, nella prossima dichiarazione dei redditi, devolva 50 euro in favore della compagnia di bandiera. Con le somme ricavate, in aggiunta all'aiuto di una banca coraggiosa, si potrebbe prevedere un piano quinquennale di rientro per i debiti accumulati, facendo delle buone proposte ai creditori nella media del 40% ciascuno. Non prevederei nessun taglio agli stipendi dei lavoratori e nessuna riduzione di forze lavoro, ma per sostenere gli stipendi incrementerei i voli nazionali con tariffe più agevolate. Rimanderei al prossimo anno le problematiche relative ai voli internazionali, perché solo con un po' di respiro economico si può dettagliatamente sviluppare il rilancio dal punto di vista internazionale e concorrenziale. E' un sogno? Beh." i sogni son desideri " e talvolta diventano realtà. giuditta.russo@gmail.com."

RISPONDO: l'idea, di per sé, sembra avvincente. Al punto che potrebbe essere applicata per altre emergenze nazionali: in primo luogo, la tragedia dell'immondizia, ma poi anche per ospedali, scuola e università, altri trasporti, ricerca, ecc. Però ci sono due riflessioni indispensabili. La prima: in realtà, quando il governo stanzia 300 milioni (due mesi di sopravvivenza, per la voragine) per dare un po' di respiro ad Alitalia, sono già gli italiani a mettere le mani al portafoglio. La seconda: 50 euro a cranio potrebbe essere considerato un extra per l'emergenza, ma il problema vero non è questo. Il problema è chi e come amministra, poi, questa montagna di denaro. Gran parte delle nostre società pubbliche sono amministrate con i piedi (per non dire altro) e quindi, se non si trova un manager all'altezza della situazione, non c'è somma di denaro che possa considerarsi risolutiva. Il concetto è quello di sempre: le entrate devono essere quanto meno pari alle uscite, se no si va a sbattere la testa contro un problema irrisolvibile, l'indebitamento. O meglio: risolvibile all'unica condizione, far quadrare i conti.



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24-04-08