HO ABORTITO (CRETINA TOTALE) TRE VOLTE

E ORA, AFFLITTA DAI RIMORSI, SOSTENGO FERRARA

 

 

di Cesare Lanza

"Proprio ieri sera pensavo di scrivere una lettera a Giuliano Ferrara. 

Mi hai preceduto di qualche ora. Il contenuto a cui pensavo non era molto dissimile dal tuo.

Sono una donna, sono una fiera donna. Sono di sinistra. Sono autosufficiente, sono positiva. Molte volte avrei voluto discutere con Ferrara, per tramortirlo con le stesse sue randellate intellettuali. 

Certo che ci riuscirei. O almeno ci proverei, te l'ho detto, Cesare, che sono indomita? Non c'è un invincibile Hulk della dialettica, in fondo. E' solo un po' snob e gli piace agitare l'acqua. Basterebbe essere più snob di lui... volendogli però bene. L'intelligenza si può amare. Non entro nel merito delle religioni. Sono pagana, o meglio animista. Un albero e una nuvola hanno la stessa anima mia. Ma i tre mai nati dei miei quattro piccoli no. Ho abortito tre volte, subito dopo la nascita del mio primo figlio. Tre, tre, tre, tre, tre. Non avevo problemi di soldi. Avevo problemi di rapporto con il mio uomo, che altri figli non voleva. Motivi deficienti, non SUFFICIENTI per farmi abortire. Ho abortito tre tre tre tre tre volte, per non contrariare l'uomo con cui stavo. Ti pare? Dimmi, ti pare? Sono stata femminista accanita, poi donna uguale all'uomo, ma col senso della diversità, infine sono stata una a cui è piaciuto fare le torte per i suoi amori. Torte che entravano nel forno femministe e ne uscivano belle dorate. Gli amici mangiavano, nascosti nel lievito, e nel mio discernimento, certo non inferiore al loro, i semi di parità che spargevo, e che assorbivano senza lotta, rilassati e contenti. "Ah, questa donna, ha personalità da vendere e cucina da chef!".  Li intortavo, insomma...

E' una battuta. Ora torno dove fa male. FA MALE FA MALE DA URLARE, da auto-flagellarsi, anche se sono passati quasi vent'anni. Caro Giuliano Ferrara, hai ragione. IO NON AVREI DOVUTO ABORTIRE. NON ERO UNA DI QUELLE SCUSABILI O DA COMPRENDERE. Non ero una di quelle ammissibili. 

L'avrei fatto se non ci fosse stata la legge? NON lo saprò mai, ma forse no. Non mi vedo andare a cercare una mammana. SONO STATA UNA CRETINA TOTALE. Niente di quanto farò o ho fatto di buono, pareggerà i miei conti. L'ho fatto per superficialità, perchè era facile. Anche se doloroso, anche se sono andata da sola, guidando da sola, al ritorno, col sangue tra le gambe, preoccupata di non sporcare i sedili. Ma mi ero anestetizzata da me. Non voglio approfondire i dettagli.

Ho rimesso in discussione questa mia scelta da quando tu mi ci hai fatto pensare, da quando ti sei schierato, una cosa che sembrava così, a cazzo, un ufo, un'idea marziana. Quando ci pensavo ero sempre travolta da un dolore immenso, ma oggi sono più consapevole di quanto ho fatto. Non prendermi a sassate, Cesare, ho voglia di sotterrarmi da sola. Dove sono i miei piccoli? Quanto li amo, quanto li adoro, quanto li voglio.s.v. lettera firmata, Milano".  RISPONDO: questa lettera, nelle sue primarie intenzioni privata (ma, ovviamente, ho il consenso per la pubblicazione)

mi ha trasmesso una forte emozione. E penso che sia una straordinaria, per la sincerità e il dolore, manifestazione di sostegno all'iniziativa di Giuliano Ferrara. E perciò, tra tante altre, l'ho scelta e la pubblico.

 

cesare@lamescolanza.com 


06-04
-2008

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