Oggi? Vodafone come Tim
E poi la monnezza
e le sirene che fanno uuuhhhhh

 

di Cesare Lanza 
 

 

 

 
Buon mercoledi. Nella posta di oggi ho trovato un biglietto del mio amico Stefano Caprioli, maestro di musica (ha firmato anche la colonna sonora del mio film, "La perfezionista"): "Caro Cesare, se può consolare gli utenti TIM ti posso segnalare che anche Vodafone ha messo in piedi una simile discutibile iniziativa, niente male. Tutti gli utenti che hanno attivato una Christmas Card nel mese scorso, si vedono automaticamente attivato al costo di 6 euro un nuovo servizio dal nome Infinity Messaggi, a meno che non lo si voglia disattivare. La disattivazione è però complessa poichè bisogna chiamare il 42070 e poi schiacciare un po' di tastini con relative confuse opzioni e sicuramente non alla portata di tutti, anziani in primis. Sarebbe sicuramente meglio, in futuro, se i gestori telefonici proponessero attivazioni volontarie e non "automatiche". Un abbraccio. stefanocaprioli@tele2.it "   RISPONDO: il riferimento è alla protesta, pubblicata ieri, verso una "promozione" TIM, in pratica imposta dalla società telefonica, che non si cura di ottenere preventivamente il consenso dell'utente. A me sembra un'arroganza incredibile, che cosa dice l'Authority?
Altra lettera, firmata da Annalisa Bogarelli: "Stavo guardando il programma Su al Sud di Edoardo Berselli e ho sentito di questa poesia.
Attuale, eh? Il problema della "monnezza" a Napoli ha ispirato da sempre molti grandi artisti… A Milano, no. Why? da "'o Scupatore" di Raffaele Viviani:

"[…]E' nu brutto mestiere , o scupatore!
E io vo dico cu tutta l'esatezza,
pecchè ce songo nato int'a munnezza;
e tengo competenza e serieta'.

Sule na cosa inta a sta classe nosta:
Ca tu nun truove nu privileggiato.
Nuje simme tutte uguale, l'uno cu n'ato,
ca stessa scopa mano pe scupa'[…]"


E ricordo anche Totò, nella famosa "A livella"

"[…]chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'o muorto puveriello...'o scupatore.[…]".


RISPONDO: ringrazio la signora per l'interessante, tempestiva rievocazione letteraria. Mi chiede perché Napoli e non Milano: a me la risposta sembra banale. A Napoli la camorra si infiltra nella speculazione sull'immondizia, a Milano la malavita vola preferibilmente - che so - sulla prostituzione o sugli appalti edilizi, peraltro non ignoti a Napoli. E, con guanti bianchi, nei grandi affari finanziari. Se invece, dietro la candida domanda,  ci fosse una insinuazione fondata sul presupposto/pregiudizio che i napoletani (i meridionali) sono sporchi, allora mi ribellerei. Noi meridionali siamo pulitissimi, le città meridionali sono vittime dell'assenza o dell'incuria dello Stato e di una criminalità non fronteggiata adeguatamente.


Infine, uno sprazzo di ribellione/evasione poetica, astratta, da parte di una lettrice che si firma Berenice Nana: "Dormo al semi-buio ma con i vetri spalancati. Oppure alzo tutto e abbasso appena viene chiaro. in questo periodo è magnifico sentire dal mare le sirene per la nebbia. Fanno uuuhhhhh uuuhhhh. Mi calma. mi fa sorridere agli angeli come una bambina, come il dito succhiato a due anni. Se sono fortunata, e il vento tira dalla parte giusta, sento insieme anche il treno che passa e rallenta in stazione. Ubriacano anche te queste cose semplici? Mi strafanno. Vorrei uscire nuda e andare al faro." RISPONDO: non mi ubriaca, ma certo mi diverte il pensiero, inaspettato, che sarebbe bello sentire gli uuuhhhhh uuuhhhhh delle sirene, anche a Buona Domenica. E poi correre nudo verso il faro (che brutto spettacolo però, almeno per quel che riguarda me).

 

cesare@lamescolanza.com

 

09-01-08