TIM, UN'OPERAZIONE POCO CHIARA
PER UNA "PROMOZIONE" NON AUTORIZZATA

 di Cesare Lanza 
 

 

 

Grazie a quanti mi hanno fatto pervenire una montagna di auguri. Detesto le feste obbligate e non mi piacciono gli auguri standard (insopportabili gli slogan spiritosi e ancor peggio quelli mielosi), ma apprezzo le buone intenzioni di lettori, amici, conoscenti e parenti. Quindi grazie ancora. Spazio, oggi, a questa lettera: "Caro Mr. No, il nuovo anno porta con sé insieme a tante belle speranze, anche brutti e vecchi italici vizi: ti scrivo infatti, perché, purtroppo, sono stata vittima di una vera e propria operazione arrogante da parte di Tim. Qualche giorno fa mi è arrivato un sms con il quale sono stata informata che la promozione “500 sms Tim” è stata attivata con successo sul mio numero di cellulare. Ora, dal momento che non ho mai attivato la promozione in questione chiamo, ignara, il 119. Mi risponde una vocina gentile alla quale spiego che, sicuramente, ci deve essere stato un errore perché, per l’appunto, non ho attivato alcuna promozione e non ho intenzione di farlo. La vocina ascolta e mi chiede di rimanere qualche minuto in attesa: al ritorno mi comunica che l’attivazione è stata fatta da un operatore il giorno precedente in seguito ad una telefonata arrivata dal mio numero e che avendo già inviato 2 sms (ho usufruito cioè della promozione) questa non può essere disattivata.

Inutili sono state le mie spiegazioni e l’assicurazione di non aver mai contattato il 119 per attivare la fatidica promozione. Non c’è stato niente da fare, se non rassegnarsi al fatto che, a mia totale insaputa, Tim ha pensato bene di decurtare 3 euro dal mio credito telefonico. Ci sarebbe da andare su tutte le furie e non per i 3 euro (la gentile vocina del call center voleva convincermi che, alla fine, poiché uso gli sms, tanto valeva che accettassi la promozione senza tante storie!), ma per il principio, assurdo, che consente ad un operatore come Tim di prendere i miei soldi (o quelli di un qualsiasi cliente) senza alcuna autorizzazione: il peggio è che in nessun modo ho potuto difendermi o avere ragione di questo “furto”.

Ora la mia domanda è semplice: se lo facessero per tutti i clienti Tim? Per la verità, se lo avessero fatto anche solo per la metà, avrebbero trovato la gallina dalle uova d’oro.

Buon anno! Antonella Parmentola."  RISPONDO: informiamo Tim e speriamo di avere una risposta esauriente! * Altra lettera, dalla signora Luisa Ricchi, Bologna: "Buongiorno Cesare!

Concordo pienamente con quello che hai scritto a proposito dell'episodio della bandiera, a Buona Domenica. Ho fatto le stessissime tue considerazioni.

Piepoli, con le sue rivendicazioni, per me assolutamente incomprensibili, ha perso del tempo prezioso che avrebbe potuto impiegare dando un apporto professionale importante. Rita Dalla Chiesa cade molto spesso nella retorica, oltre che nel buonismo. La bandiera dovrebbe portarla nel suo studio ed esporla, o perlomeno ricordarsene mentalmente, quando aprioristicamente prende la parte di qualunque straniero si presenti a rivendicare di tutto, tirando sempre fuori la sinfonia del nostro razzismo! Hai ragione tu: troppo spesso gli ospiti si dimenticano di essere "guest" (ospitato, invece di ospitante) e non si comportano come ci si dovrebbe comportare in casa d'altri, dove, se non ci si trova bene, non si torna.

luliricchi@libero.it "  RISPONDO: grazie, ho poco da aggiungere, rispetto a quanto scritto. Per chiarezza, il riferimento della signora Ricchi è per la pretesa all'ultimo minuto, da parte di un ospite di Buona Domenica, Piepoli, di portare con sé in studio, senza averne parlato preventivamente, la bandiera italiana. Pretesa che inizialmente era stata respinta, per elementari ragioni tecniche, e aveva indotto Piepoli a lamentarsi impulsivamente di inesistenti motivazioni, a suo dire, censorie.

 

cesare@lamescolanza.com

 

 

 

8-1-2008