ALLA RICERCA DELLE FRAPPE PERDUTE
MENTRE L'ITALIA DIVENTA SEMPRE PIU' VASSALLA


di Cesare Lanza



 

 

 

La crisi di governo si avvia, spero, a una soluzione (ma quanti giorni ci vogliono, per fare le consultazioni?!) e non credo che possa verificarsi l'unico sbocco sensato, secondo il buon senso dei cittadini che quasi sempre è lontano anni luce dagli intrighi dei politici che pure ci rappresentano:
un accordo di ferro tra Berlusconi e Veltroni per consentire un governo preposto a gestire l'ordinaria amministrazione e a varare una buona legge elettorale. Ma non in dieci, dodici mesi! In due/tre settimane - come sarebbe possibile se ci fosse la volontà del leader del centro destra e il leader del centrosinistra. Questo non  succederà e, quindi, andremo (andrete… io non voto da quindici anni) a votare e ci ritroveremo in una situazione prevedibilmente assai simile a quella attuale: l'impossibilità,
per il nuovo capo di governo, di operare concretamente e rapidamente, affrontando i terribili problemi che affliggono il nostro (ex) Bel Paese. Che fare? Per quanto riguarda questa rubrica, riprendo da dove ci eravamo lasciati: dalle frappe. La lettera della visitatrice dedicata ai dolci di Carnevale ha suscitato l'attenzione di altri lettori. Prego, volete addolcirci la bocca e la cultura gastronomica con questo argomento?. Antonella Parmentola mi ha scritto: "Ciao Cesare, ho fatto la solita piccola ricerca. Sul web c’è da impazzire. La parola frappe, infatti, è letta dai motori di ricerca anche come frappè (sempre di gola si tratta, ma con consistenze diverse). Non ti dico per chiacchiere cosa vien fuori: il meno, è la proposta di appuntamenti al buio…  In sintesi, pare che l’origine sia questa: durante le liberalia, feste romane in onore di divinità protettrici della fecondità rurale, le donne anziane col capo cinto d'edera vendevano per strada le "frictilia", pizzette fritte col miele da offrire agli dei. Degne eredi (e rappresentanti delle golosità di Carnevale), pare siano proprio le famosissime "chiacchiere" (o frappe, cenci, bugie, crostoli, galani), parenti, appunto, alla lontana delle frictilia – dolci fritti nel grasso di maiale - che gli antichi Romani gradivano consumare proprio in periodi di festa come questo. La differenza nella denominazione sarebbe dovuta, più che alla ricetta con cui sono fatte, alle forme diverse con cui la sfoglia di pasta viene tagliata: un esempio? I crostoli sono quasi rettangolari, semplicissimi, spesso resi meno "grezzi" con l'arricciamento del bordo ottenuto tagliando la pasta con la rotella dentata. I galani invece, tipici della città di Venezia, sono delle strisce di pasta tagliata a forma di nastro, di varie lunghezze, chiamato appunto galan. Un’altra scuola di pensiero, lega invece l’origine del nome ad un suono onomatopeico, laddove, per esempio, frappe, sta ad indicare qualcosa
di estremamente friabile che si rompe appena arriva alla bocca. E dire che le frappe sono uno dei pochissimi dolci che non preferisco…clap2006@libero.it".
A seguire la signora Giuditta Russo:  "...grazie per aver dato spazio alle mie parole in questi giorni. Sono momenti difficili un po' per tutti e sono davvero preoccupata come tutti per il nostro Paese. Non so dove andremo a finire, cosa cambierà, se cambierà qualcosa. E' stato tutto osceno al Senato... per non parlare di Neruda/Mastella... io non mi rendo conto, davvero. Meglio una sana abbuffata di frappe... da me sono le chiacchiere...
giuditta.russo@gmail.com".
E infine la signora Giovanna Montorsi: "Dica pure alla Sua amica Ricchi, che, se proprio insiste, possiamo andare noi a mangiarle... così non sentirà tanto la mancanza della figlia... eheheheh!!!!
Vada qui: http://forum.wordreference.com
/showthread.php?t=787504, troverà tutte le informazioni in diretta dalle varie regioni italiane!". gifrasas@hotmail.com
Sulla politica ritorna la signora Alice Gobo: "Mi è piaciuto molto il tuo sano ma ficcante sorvolamento della cosa  informe, petulante e senile che si chiama politica italiana, nel mister no di stamattina."E adesso?", credo che ne sentiremo delle belle da Grillo che si sta mettendo in marcia. Mi sono fatta l'idea che tu saresti, per inclinazione, un socialista manciniano. Sbaglio? Per quanto riguarda me non c'è più nessuna sinistra, o, anzi, non c'è  mai stata dopo Berlinguer. C'è questa cosa rosa rosolio che non è sinistra e quell'altra cosa rossa daltonica che non è moderna e non sa fare programmi adeguati ai tempi. Anzi non sa fare proprio niente. Mi posso solo attaccare, oltre che al tram, folcloristicamente al Diliberto, che almeno è consapevole che Lenin è una mummia."
RISPONDO: viva la frappa. In vita mia sono sempre stato molto diffidente sui riti della politica, sul sistema politico, sui partiti, sulle nostre leggi elettorali. Alcune persone mi piacevano. Ero affascinato dalla capacità di sintesi di Pajetta, dall'estrosità di Davide Lajolo. Ero sinceramente affezionato a Giacomo Mancini, che ha fatto tantissimo per la Calabria. E penso che Bettino Craxi sia stato tanto
geniale quanto incompreso: commise l'errore, forse indispensabile, di circondarsi di molti cialtroni - per di più quasi tutti infedeli - che lo portarono alla rovina. Ma la storia italiana da Tangentopoli alla cosiddetta Seconda Repubblica è tutta da scrivere. Berlinguer arrivò a prendere il 33% dei voti, superando la democrazia cristiana, ma non riuscì a utilizzarli per voltare pagina: molto influì la deleteria, insuperabile antipatia che nutrivano l'uno per l'altro lui e Craxi. E così, se vogliamo una sintesi, alla fine ha prevalso, in varie forme, l'insostenibile, ipocrita doroteismo/machiavellismo italico. Temo che il degrado italiano continuerà, implacabile e letale. Ci vorrebbe uno tsunami o una guerra per spazzare tutto e ricominciare - ma non è il caso di augurarcelo: arrossisco però al pensiero dell'eredità che lasciamo ai nostri figli, che saranno i vassalli, nella migliore ipotesi, di una Europa che ci disprezza e ci sopporterà come un male inevitabile, e a poco a poco farà razzia, come già sta facendo, di tutti i nostri patrimoni, industriali finanziari storici turistici artistici che siano. Scusatemi: avevo cominciato con la buona intenzione di addolcirci la bocca...



cesare@lamescolanza.com

 

 



29-01-08