COMMENTI ALL'ARTICOLO SU MIKE BONGIORNO

Funerali di Stato per Mike,
come fu per Sordi
di Paolo Granzotto
Caro Granzotto, vorrei per un momento tornare sulla
morte di Mike Bongiorno per chiederle se anche lei
conviene che avergli concesso i funerali di Stato è
stata una cosa fuori misura, così come l’averlo elevato
a mediatore culturale degli italiani. Bongiorno è stato
un grande uomo di televisione, amato e popolarissimo ma
seguito a pensare che si sia esagerato un po’.
Laddove sono d’accordo col così detto sentire comune è
che Mike Bongiorno ha rappresentato e seguita ovviamente
a rappresentare una sfaccettatura dell’identità
italiana. La cultura la lascerei da parte, anche se i
suoi quiz inevitabilmente in quella pescavano. Però il
senso di appartenenza (sottolineato, nei primi tempi di
«Lascia o raddoppia?», dalle serate nei bar, in casa
dell’inquilino o addirittura nei cinema forniti di
televisione. Un rito sociale del quale non si può non
tener conto) in un modo o nell’altro lo ha alimentato.
Giusto quindi che si sia voluto tributargli i funerali
di Stato. Privilegio che d’altronde toccò anche ad
Alberto Sordi, altro uomo di spettacolo che se non
rappresentò tutta l’Italia certamente interpretò una
certa Italia.
Giorni fa Cesare Lanza passò ben bene al girarrosto
l'enfasi che fece seguito alla morte di Mike Bongiorno,
le esagerazioni scritte e dette sul conto del
presentatore. Forse è stato troppo severo, ma dove
concordo con lui è nel liquidare con una risata
l’acquisizione di Bongiorno nel Pantheon della
Resistenza. Ma come è venuta fuori questa storia? E poi,
che bisogno c’era? Senza un trascorso partigiano non si
può essere grandi, non si è meritevoli? Non si è degni?
Siamo ancora a questo punto di stucchevole e
macchiettistica retorica?
Nella primavera del ’44 Mike Bongiorno era a San
Vittore, ivi recluso solo perché di madre americana.
Parcheggiato nel Quinto braccio, quello dei «politici»,
vuoi per la giovane età vuoi per la trascurabile entità
delle sue colpe godeva di una certa libertà di movimento
(avendo modo di frequentare perfino uno come Indro
Montanelli, matricola 2054, cella 132. Un condannato a
morte: Todesurteil). Libero di muoversi, dunque, ma
certo non al punto da fare, come si intende far credere,
la staffetta partigiana, attività improbabile entro le
mura di un carcere per di più gestito dalle
Schutzstaffeln. E dal quale Mike uscì nell'aprile del
’45, un po’ tardi per prendere la via dei monti e unirsi
alle bande partigiane. Niente di male: diciamo pure, se
vogliamo proprio, che magari Bongiorno avrebbe
abbracciato la causa della Resistenza, ma ciò gli fu
impedito da cause di forza maggiore. Un po’ come Dario
Fo il quale racconta che voleva sì unirsi ai partigiani,
ma cerca che ti ricerca e non trovatili, ripiegò sulla
Decima Mas. Quando si dice il caso, eh, caro Prosdomini?
IL GIORNALE, 14-09-09
FUNERALI DI STATO, UNA DECISIONE IRRIGUARDOSA
Complimenti per l’ottimo articolo pubblicato su Il
Giornale. Sono rimasta interdetta dalla concessione dei
funerali di Stato ad un personaggio come Mike Bongiorno.
Una sua equiparazione con le vittime di Nassiriya e con
tanti carabinieri, agenti di polizia e altri fedeli
servitori dello Stato, che hanno perso la vita per avere
esercitato con abnegazione e fedeltà il loro lavoro a
favore di tutta la Nazione, mi pare irriguardosa.
Secondo me, si è perso il senso della misura; forse ciò
è anche un segno dell’appiattimento culturale e della
perdita dei valori di un popolo. Mike Bongiorno avrà
avuto dei grandi meriti nel mondo dello spettacolo, ma
la nostra libertà la dobbiamo ad altri.
Cordialità. Chiarella Piana.
Chiarella.Piana@kapo.gr.ch
QUALCOSA DA DIRE
Finalmente uno che aveva qualcosa da dire su
M.Buongiorno e l' detto.Bravo,OK!!!!!!!!.MGT
enricomgt@tin.it
ALLEGRIA, MA PER COSA?
Egregio Dott.Lanza,
Il suo articolo sul "Giornale" mi ha sollevato il morale
perchè pensavo di essere una persona cinica e
insensibile e al di fuori della società.
Sono totalmente d'accordo con Lei. A me Mike Bongiorno
non piaceva.
Il suo motto "Allegria" poi non mi andava proprio giù.
Allegria per che cosa?
Ora anche lui è morto da comune mortale e, per rispetto
cristiano gli ho detto un requiem.
Attendo con fastidio l'uragano di applausi che,
inevitabile come il destino, e anche qui non si sa
perchè, viene ormai tributato al defunto di turno.
La saluto cordialmente.
Jolanda Vergani
gei-vi@libero.it
CON AMAREZZA SMENTISCO....
Caro Cesare Lanza, in merito al suo articolo su “Il
giornale” dal titolo “Che ipocrisia la beatificazione di
Mike” , mi permetto di scriverle per manifestare una
certa amarezza.
Intanto una sua grandissima mancanza è dire che Mike non
si sia mai allontanato dai giochi a quiz. Non
corrisponde a realtà, perché le ricordo che Bongiorno ha
presentato 11 edizioni del Festival di Sanremo, condotto
programmi come “Bravo Bravissimo” e “Viva Napoli”
“Momenti di gloria", (Re per una notte), "Paperissima
Sprint" , senza contare le numerose partecipazioni in
varietà dove con ironia si è prestato a sketch di vario
genere.
Nessuno vuole “beatificarlo”, ma l’amore con il quale
tante persone si sono presentate sotto la sua abitazione
milanese, piuttosto che alla Triennale e con cui
presumibilmente presenzieranno al Funerale di Stato di
domani al Duomo di Milano , la smentisce.
La smentiscono anche i dati di ascolto dei programmi a
lui dedicati che vanno avanti da quattro giorni su tutte
le reti nazionali.
Si chiede “allegria” di che? Le rispondo io. Allegria di
dare al pubblico un programma realizzato da
professionisti, senza il trash di un ring qualsiasi, con
concorrenti preparati che danno spettacolo, allegria di
far passare due ore spensierate ma con intelligenza ,
allegria di far entrare in casa propria una persona di
famiglia, la stessa “allegria” che Mike continua a darci
con i suoi numerosi filmati su youtube, per esempio,
grazie ai quali ancora faccio fatica a credere che non
ci sia più.
E lei, così come chiunque faccia il suo lavoro, deve
ringraziare Mike, perché senza di lui sarebbe un
disoccupato o quantomeno farebbe altro nella vita.
Cari saluti
Andrea Ferrario
andrea.ferrario@email.it
IL SOLITO QUIZ MEDIOCRE
Gentilissimo dott.Lanza,
ho letto con molto interesse il suo articolo sul
Giornale " Che ipocrisia....."
Mi trova perfettamente d'accordo su quello che, con
molta chiarezza ha scritto sulla morte di Bongiorno.
E' nostro costume santificare i vari personaggi che la
storia, anche contemporanea ci propina.
Ma è anche vero, come ha ben citato che Mike, oltre al
quiz o telequiz, che dir si voglia, non ha inventato
nulla di nuovo.
Dal quiz per adulti è passato a quello per bambini,che
sforzo.
Anche adesso che era passato a SKY non lo aveva fatto
ideando qualcosa di nuovo ma ripetendosi con il solito
quiz. Mediocre, direi.
E per dirla tutta sarebbe anche ora che certi
presentatori,senza fare nomi,Costanzo,Baudo,si facessero
finalmente da parte,per permettere a qualche giovane, di
intraprendere questa professione.Ce ne sono,ne sono
certo.
Grazie per il tempo dedicatomi,
Gianni Cicconi, Merano.
giannicicconi@hotmail.com
RICORDANDO EINSTEIN...
Egregio Sig. Lanza, Ho letto con vero piacere il Suo
pezzo a pag.32 del Giornale e concordo al 100%. Einstein
diceva che "esistono solo 2 cose infinite: l'universo e
l'imbecillità umana". Oserei aggiungerne una terza:
l'ipocrisia.
Cordialità.
fonzo.sergio@libero.it
HA SCRITTO CON GENUINITA' E CONCRETEZZA
Diavolo di un sempre grandissimo don Cesare,mio
straordinario conterraneo della magica terra di
Calabria. Anzitutto ben venuto nel nostro glorioso
Giornale! La mia personale gioia è senz'altro alle
stelle. Ho la fortuna di conoscere da tempo la sua
proverbiale limpida obiettiva sarcastica penna e,dico la
verità,ogni volta che la leggo mi entusiasmo sempre più
e la ringrazio tanto del gran bene che ci elargisce.
Sì,perché oltre alla bella scrittura di cui è
dotatissimo,ci fa stare davvero coi piedi per terra. Il
suo pezzo su Mike è senz'altro mirabile spandendo esso
saggezza da ogni riga con venature poetiche di
primissimo ordine. E poi,quella chiusa fantastica. Di
assoluta genuinità e concretezza. Quel saluto costante e
monotono del bravo presentatore: allegria,in tanto
poteva aver valore,in quanto supportato da una granitica
fede. Vale a dire,in ogni caso sono lieto perché male
che mi vada raggiungo il mio Creatore. Che è la vera
gioia. Ma chi è nella sofferenza la pensa proprio così?
È una parola. Perciò,dottor Cesare,sarà perché sono io
pure calabrese,quei due ineccepibili interrogativi con
cui ha chiuso il suo impagabile pezzo sono sensati e me
li ero posti già da tempo anch'io alla stessa maniera.
Quando si dice la calabresità... Stia bene in salute e
dica al suo cuore di non fare più scherzi. Ci teniamo a
lei come il pane. Che per noi calabresi è tutto.
Un caro saluto. Bruno Rachele.
yhfnr.imode@libero.it
A NOME DI TANTI MILANESI....
Caro Cesare,
grazie, a nome di tanti milanesi, per il tuo articolo
sui funerali di Mike Bongiorno.
A volte (sempre!) è necessario squarciare certi veli di
ipocrisie che fanno elevare a livelli impensabili la
valutazione di una persona che muore.
E’ vero, la morte è un fenomeno naturale come tanti
altri, che riguarda sia santi ed eroi che gente comune e
tante volte anche mezze calzette e malandrini; eppure
mai che si senta dire che il tale personaggio, defunto,
aveva usurpato la fama ovvero era stato una voce anonima
in un coro, ma tutti con l’evento morte diventano
personaggi di grande spessore, di specchiata dirittura e
lasciano un vuoto incolmabile!
Sembra tornare all’enfasi del Foscolo che, forse perché
somministrato durante il liceo, mi è sempre apparso
esagerato e forzato.
Solo la storia, e la memoria, attribuiranno il peso che
meritano, anche in negativo, ai personaggi che
concludono come è normale il ciclo vitale, senza dover
sottolineare funerali di stato, camere ardenti=jet set e
simili.
Con affetto
Alberto Arrigoni.
StudioArrigoni@iol.it
GRAZIE PER IL BUON SENSO
Mi soffermo, stamane, a pag.32 del GIORNALE mentre mi
sorride il cuore. Eccolo qui ! IL nostro Cesare Lanza,
depositario e custode dell'obiettività, della
concretezza, del buon senso e anche (diciamolo) del buon
gusto. Ogni parola dedicata al Mike, è misurata e
coerente, affettuosa ed elogiativa nei limiti di un
merito ineludibile. Ben tornato caro dott.Lanza ! La
cercherò ancora tra le pagine del Giornale che acquista
ai miei occhi - e suo tramite -maggior interesse. La
seguo nei vari settori del giornalismo anche televisivo
e cinematografico e colgo l'occasione per dire la solita
parola che vorrei corredare di nuovi profondi
significati "COMPLIMENTI". Con stima.
renata mucci - Brescia
remucci@alice.it
ps: Sei sempre "er meio".
ALLORA NON SONO IN SOLITUDINE
Stavo rassegnandomi all'idea di essere in triste
solitudine nel non condividere la "santificazione" del
Patrono della Nozione che ha trasmesso ad un intero
popolo l'idea che la cultura serve sostanzialmente per
fare soldi o una gran bella figura in compagnia di
quattro amici al bar, quando casualmente mi sono
imbattuto sul suo pezzo dal finale geniale. Bravo!
giancarlo.planta@fastwebnet.it
LEI E' INVIDIOSO DI QUESTO AFFETTO!
Buonasera Cesare Lanza,
sono un ragazzo di 21 anni di Roma e le volevo scrivere
la mia indignazione riguardo all'articolo comparso oggi
sul giornale sulla scomparsa per il grande Mike
Bongiorno. Lei si stupisce del perchè la gente e le
persone comuni si siano così commosse per la scomparsa
dell'indiscusso re della televisione italiana.. Ebbene
caro signor Lanza, Mike ha saputo trasmettere qualcosa a
così tante persone e generazioni nel corso degli anni,
pur rimanendo forse sempre nello stesso genere (quello
del quiz) e rimanendo un perfetto stakanovista anche
quando fu "relegato" su Rete 4, rete decisamente non di
punta di Mediaset. La gente ha continuato comunque a
seguirlo e tutti conoscono il suo nome. Ci si lamenta
tanto, e lo ha scritto anche lei in altri suoi articoli,
di come adesso la televisione sia caduta così in basso
con "questi reality" ma poi persone che cercano di
riportare in auge o di mantenere le tradizioni di
programmi curati, educati e di classe vengono lo stesso
criticati. Allora ci dica lei: cosa dovrebbe trasmettere
la televisione? Uno schermo nero?
Ovviamente alcuni commenti possono essere esagerati, ma
dettati appunto dal cuore; se qualcuno che in vita lo ha
osteggiato e ora si gloria con belle parole ha soltanto
lui problemi di coscienza. Nel suo articolo sembra che
lei in un certo qual modo sia invidioso di questo enorme
affetto: ma se lei come la maggior parte dei giornalisti
invece di scrivere sciocchezze e semplici cattiverie
faceste con serenità il vostro lavoro vedreste forse un
pò di affetto relegato anche per voi.
Per finire le ultime righe sull'esclamazione "Allegria!"
sono non dico fuori luogo, ma molto di più.
Con questo concludo.
Matteo Magazzù
matbrit98@yahoo.it
NON CONDIVIDO SOLO UNA COSA
Egregio Dott. Lanza,
sono una lettrice del Giornale e ho letto il suo
articolo su Mike.
Perchè mi permetto di scriverle? Perchè condivido in
pieno quello che ha detto sul personaggio. Io trovo
vergognosi i funerali di stato per chi, pur con
indiscutibili meriti inerenti il suo mestiere, non mi
sembra sia un benefattore particolare dell'umanità. Ma
scherziamo! E' una persona che dalla vita ha avuto molto
(in termini puramente umani) soldi a palate case,
vacanze, mogli, e infine una morte senza sofferenze (chi
ha visto parenti o amici morire di cancro ne sa
qualcosa).
Allora mi chiedo, al di là dell'essere credenti o no in
Dio, ma come si può non avere il senso della misura in
questo modo.
C'è tanta gente che consuma la propria vita per gli
altri, senza soldi o per pochi soldi e certo non viene
fatto tutto questo chiasso.
Ma si sa la graduatoria dei valori umani spesso, non
sempre, è il contrario di quella reale, almeno a mio
avviso che sono credente. Per questo l'unica cosa che
non condivido del suo articolo l'aver messo sullo stesso
piano di Sordi, Agnelli, ecc. il Papa. La statura di
alcuni papi della storiacredo sia indiscutibile.
Con stima le invio molti cordiali saluti.
Ernesta Chirone Cattaneo - Fiesole (FI)
chopin_auer@hotmail.com
GLI ITALIANI E IL LORO BISOGNO DI AVERE EROI
Egr.Dott.Lanza,
desidero farLe sapere che la penso esattamente come
lei!! E non sono la sola.
Che esagerazione!!!!
Inoltre aggiungo, se permette, che e' stato
irriconoscente nei confronti di chi lo ho reso famoso e
ricchissimo sputando nel piatto in cui ha mangiato!!
Se fosse stato dignitoso avrebbe dovuto capire che il
suo momento era passato da un bel pezzo e che avrebbe
dovuto ritirarsi a vita privata.
Peccato che gli italiani abbiano sempre bisogno di eroi!
Cordiali saluti
Maurizia Cella
LA REPLICA DI CESARE LANZA

Una breve replica. Ci sono state anche ripercussioni sui
giornali e su Internet, blog e siti. Io non ho voluto
contesto Mike quanto gli eccessi di venerazione (più
grande di Garibaldi! un poeta dadaista... l'inventore
del linguaggio nazionale...un eroe della Resistenza,
addirittura una vittima di Mauthausen...) da parte di
folle e mass media istupiditi dalla retorica e dalla
ipocrisia. In particolare, le adulazioni provenienti
anche da chi, in vita, lol sbeffeggiava e gli aveva
negato la gioia a cui aspirava: la nomina a senatore a
vita.
14-09-09