Così vinco di domenica
Cesare Lanza, già autore di sei edizioni di Domenica In e ora
passato a Buona Domenica, analizza con noi le ragioni del
successo del “suo” format e di come sta cambiando il pubblico
del dì di festa

di
riccardo palmieri
"Radiocorriere TV"
I fondamenti della tv festiva si
sono trasformati. Esigenza di pubblico mescolata a necessità
produttive hanno fatto sì che i contenuti di questi contenitori
cambiassero connotati. Non che Domenica In sia da meno, però nel
confronto tra i due ‘domenicali’ televisivi, Buona Domenica oggi
vince negli ascolti. Abbiamo analizzato la questione con Cesare
Lanza, autore storico per sei volte nello staff di Domenica In e
ora approdato su Canale5.
Quali sono le ragioni del successo
di Buona Domenica e come definirebbe i ‘terreni’ di/in gioco?
“Da sempre sono abituato a fare un
programma ‘per’ il pubblico e non ‘contro’ un antagonista. La
risposta, dunque, è: evidentemente, fino ad ora, abbiamo
individuato e convinto meglio degli amici della Rai le fasce di
pubblico”.
Dobbiamo considerare i dati dello
share in termini generali, assoluti, o piuttosto relativi alla
quota del giudizio popolare?
“Non parlo volentieri dello share,
la mia natura iper liberale si ribella. è come il giudizio
scolastico: siamo sicuri che chi prendeva 10 e lode era uno
studente migliore o un giovane di maggior capacità di quelli che
prendevano 4? No, direi. Eppure bisognava fare in modo di essere
promossi. Idem con lo share: è decisivo, bisogna tenerne conto e
vincere. Non è detto che chi vince sia più meritevole, però il
risultato è decisivo”.
Il Ring (Buona Domenica) batte
l’Arena (Domenica In). Due titoli diversi per due spazi simili,
che lasciano comunque feriti sul campo. Il ring evoca il duello,
la scherma ‘nobile’, l’arena la brutalità dei gladiatori. Una
riflessione sulla loro natura e su quella dei loro
protagonisti...
“Il ring appare forse più
litigioso, ma non è così: evoca uno sport nobile e leale, è un
gioco; l’Arena (che pure inventai io, a misura di Massimo
Giletti) è più cruenta, c’è maggior cattiveria, anche se
nascosta. Non a caso da lì sono partite - è il vizietto di
Massimo, anche nelle interviste e nelle polemiche - frecciatine
contro chi non è presente, e anche contro di noi. Forse perché
Giletti preferisce fare un programma ‘contro’ anziché ‘per’ il
suo pubblico...”.
Domenica In è orfana della Venier e
la Bianchetti deve plasmare una sua identità precisa (mentre la
squadra di Buona Domenica e Paola Perego hanno già un’immagine
forte e consolidata). Non pensa che ciò costituisca una parte
delle ragioni del successo che stiamo analizzando?
“No. E chiedo scusa ai miei
colleghi, ma io da sempre stimo, apprezzo e sostengo Lorena
Bianchetti. Il problema, se c’è un problema (chiedo ancora
scusa) è autorale. Lorena è, potenzialmente, un fenomeno:
andrebbe utilizzata diversamente. Se un giorno dovessi occuparme
io, assistereste a un boom. Mi dispiace sinceramente per lei
perché non è posta nelle condizioni di esprimersi”.
Quali sono i limiti e quali le
potenzialità di un talk che rischia sempre più di assomigliare a
un reality? Su quali criteri si è basato e fatto lavorare il
team di autori per scrivere questo tipo di ‘partitura’?
“Penso semplicemente che le
imprevedibilità siano il sale e il pepe di programmi di questo
tipo. Sul ring succede qualsiasi cosa, la sceneggiatura deve
lasciare aperte le varie possibilità, Paola è straordinaria (la
migliore!) nel saper gestire le situazioni impreviste o
imprevedibili senza perdere la calma e orientando la rotta verso
sviluppi successivi... C’è il copione, ma si recita a soggetto”.
Lo spazio dedicato alle giovani
generazioni è senz’altro la parte più innovativa. Avverte
particolari responsabilità sociali nella forma comunicativa di
tali contenuti? Possiamo considerare anche la presenza di questo
spazio tra i motivi dell’incremento di ascolto di Buona
Domenica?
“Credevo molto in questa
innovazione: la parola ai ragazzi senza filtri di nessun genere,
genitori, religiosi, psicologi, educatori, opinionisti...
Niente: parlano loro e stop. Mi piacerebbe molto fare un
programma congegnato in modo da lasciare libertà assoluta ai
ragazzi di esprimersi come vogliono, anche senza le prudenze
imposte dal contenitore”.
Una breve descrizione-ritratto di
Paola Perego in riunione.
“Una professionista esemplare:
lavora a ritmi maniacali, come conduttrice e anche come autrice,
si prepara, prova. In riunione è sempre di buon umore, ha un
eccezionale controllo dei nervi, ascolta le critiche, non è
permalosa, è piena di idee, intuitiva, maliziosa, simpatica,
spiritosa, determinata... non è innamorata di se stessa, ma
protesa a migliorarsi, è generosa e poi mi dimostra una fiducia
quasi totale!”.
I flussi di pubblico sono cambiati,
i grandi contenitori devono essere sempre più dinamici. Come
evolve realmente la situazione?
“Questo è ‘il’ problema. Una volta
c’era un pubblico che si accasciava in poltrona subito dopo
l’abbacchio, davanti a Raiuno e poi davanti a Raiuno e Canale5,
e si appisolava o guardava il programma domenicale, più o meno
stabilmente davanti al video, fino al telegiornale della sera.
Adesso il pubblico cambia di ora in ora, le proposte tivu
spaziano su molti altri canali... non è facile conquistare la
fedeltà dei telespettatori. La formula in cui credo è
l’alternanza continua di divertimento e riflessione (con
provocazioni anche molto forti) per non stancare. Ma i programmi
della domenica sono destinati a cambiare, forse in maniera
rivoluzionaria”.
Gli altri
autori visti da Cesare
Roberto
Cenci,
regista e autore: “Carattere forte, schietto come me, dunque
mi piace, lo conoscevo di fama, e’ una scoperta, diventeremo
amici”.
Gianfranco
Scancarello:
“Il centrocampista indispensabile di ogni squadra, un motore
perpetuo”.
Stefano
Jurgens:
“Grande amico, gli consento qualsiasi scherzo, mi ha perfino
ribattezzato King-gong! Una firma, un purosangue”.
Silvia
Zavattini:
“Sangue blu, le farei un contratto personale a vita di
vent’anni, vorrei lavorare sempre con lei, tanto e’ brava e
completa”.
Marco
Salvati:
“I tormenti del giovane Marco….Grande battutista, ha molte
idee, e’ forte ma diventera’ grande quando riuscira’ a far
pace con se stesso”.
24-10-06