Buona Domenica non è affatto "in sofferenza"

Cesare Lanza, Paola Perego

Caro Direttore, Antonio Dipollina ha dedicato ieri un'aspra recensione a «Buona domenica». Non ci permettiamo minimamente di entrare nei suoi diritti di assoluta autonomia critica e, non essendo stati invitati a farlo, non avanziamo le varie, possibili obiezioni. Desideriamo solo puntualizzare alcune gravi inesattezze sui dati di ascolto, in rapporto alla competizione con «Domenica in»: consideriamo il diritto di critica indiscutibile esattamente come il dovere di una corretta informazione. E dunque Dipollina è male informato: «Buona domenica» non è stata affatto «in sofferenza» la settimana scorsa, di fronte all'esordio atteso, come ogni «prima» di «Domenica in», al contrario ha avuto un andamento vincente. E il risultato di domenica 8 ottobre registra un successo molto netto a nostro favore. In particolare, il segmento del nostro «Ring» non ha «pareggiato» l'antagonista, ma lo ha superato di ben 13 punti.

Purtroppo altre interpretazioni numeriche, riportate dalle agenzie di stampa, sovrappongono in altro modo i due programmi e danno risultati nettamente diversi. Bisognerebbe approfondire, ma bisognerebbe anche che importasse a qualcuno, oltre che agli stretti interessati. L'articolo parlava d'altro, ossia di quanto ha commentato il medesimo Vittorio Sgarbi: «Gli autori ci hanno invitato apposta e questo ha fruttato ascolti (...) Una tv spazzatura si giustifica solo in nome dell'ascolto». (a.dip.)

La Repubblica 11-10-2006