EMILIO FEDE
LE METEORINE MI BERSAGLIANO MA FA CENTRO SOLO MIA MOGLIE

di Cesare Lanza "CHI"
Nel mondo
del giornalismo, si scherza spesso – maliziosamente –
sull’harem, virtuale o no, di Emilio Fede. Quasi fosse l’erede
di Alberto Lattuada, il direttore del tg4 scopre il fascino
indiscreto della seduttività in sconosciute ragazze, le arruola,
le lancia, le rende (quasi) famose, e poi (quasi) sempre, severo
e intransigente, le contesta: litiga, inscena baruffe – per lo
spasso di "Striscia" e la curiosità di tutti noi. Forse è giunto
il momento di fare un bilancio, sullo stato, se non reale almeno
ufficiale, dei rapporti di Emilio con sgarzelline e giovanotte
di buona o pessima volontà, ex veline e letterine, meteorine,
stuzzichine… Con due preamboli, che mi sembrano obbligatori.
Primo
preambolo: tua moglie, caro Emilio, come prende tutto ciò?
"Mia
moglie, ha un ruolo assolutamente centrale nella mia vita. Ha
cultura, ironia, e uno spirito di sopportazione unico al mondo.
Sa chiudere gli occhi e fingere di non sentire. Per me, è come
il Monte Bianco, una montagna, un prodigio della natura, un
riferimento insostituibile: una roccia che niente potrebbe
scalfire."
Secondo
preambolo. Harem del tg4 a parte, ricordo rivelazioni e smentite
su una tua liaison con una diva famosa, Audrey Hepburn.
Finalmente: qual è la verità?
"Sempre la
stessa. Ero poco più che un ragazzo. E non ho mai parlato di un
rapporto vero, ma solo di un’affettuosa amicizia. La conobbi a
Taormina, per la consegna dei David di Donatello:dalla Rai fui
inviato a sorpresa, per sostituire il mitico Lello Bersani,
ammalato. E così mi invaghii di Audrey, che doveva ricevere il
premio più importante. Testimone di tutto, Gigi Vesigna – lui sa
come andarono le cose."
Alludi?
"Di più
non si può. E a Roma la cercai e frequentai, almeno fino a
quando i ristoranti e i fiorai mi fecero credito. Poi scoprirono
che acquistavo e spendevo a nome di Giancarlo Vigorelli, allora
un big della Rai, mio amico e maestro. E l’innocente flirt –
ahimè – finì."
Rievocazione divertente. E ora passiamo all’harem.
"Ma quale
harem! Rapporti professionali. Collaboratrici, che ho avuto il
piacere di scoprire e lanciare individuando nello sguardo e
nella gestualità la loro potenziale malizia televisiva. Come
Eleonora Pedron: in quel caso mi divertiva il passaggio da Miss
Italia a Miss Meteo per il mio tigì."
Con
sviluppi, però, burrascosi.
"Mi diede
fastidio il chiasso per la sua storia con Max Biaggi: avrei
avuto il diritto di essere aggiornato, come un papà, per
consigliarla. Invece, con me, lei aveva negato tutto. E poi,
quelle foto… seminuda su Capital. Non sono moralista, tanto meno
bacchettone: penso che la sensualità di una donna sia più
apprezzabile se la scoperta del corpo avvenga poco a poco… Ma il
punto importante è un altro: se lavori in un telegiornale e ti
occupi di una rubrica giornalistica, ti proponi come una ragazza
acqua e sapone, e poi ti esibisci nuda e provocante, perdi
automaticamente credibilità."
Hai un
tono amaro. Ti sei sentito tradito?
"Sì. Ero
rimasto coinvolto dalle tragedie personali di Eleonora, la morte
del padre e poi della sorella: avevo saputo che ogni giorno si
recava nella chiesetta del centro storico della sua città a
pregare per loro… Mi dava un’altra iummagine: limpida,
sentimentale."
Cosa le
rimproveri?
"Le bugie
e la mancanza di coerenza."
E com’è
finita?
"In un
primo tempo la perdonai, poi abbiamo rotto definitivamente. Mi
manda sms… Mi ha detto che mi ha lasciato per darsi al cinema,
impegnata in un film che si chiama "Vita Smeralda"…Per il
momento, debbo dire, mi sfugge la sua arte cinematografica."
Andiamo
avanti. In principio, fu la Senette.
"Anche lei
acqua e sapone. Nei primi mesi, però. Poi, un rapporto
conflittuale. Faceva niente,la vidi in una tivu privata. Diventò
nota – bene per lei e male per me – grazie a "Striscia", che
inventò "Senette e Romeo", una presunta love story tra noi. E
lei perse l’umiltà necessaria, disdegnava di leggere le agenzie…
Comunque, il giochetto funzionava, il chiacchiericcio era
forte…ma un giorno telefonò l’avvocato di mia moglie, che per la
prima e unica volta in vita sua aveva perso la pazienza. E
doverosamente smentii tutte le voci tendenziose. Da allora,
nessuna concessione ai pettegolezzi."
Elena
Barolo…
"Era una
velina di Striscia, la presi per il meteo e per Sipario. Poi lei
trovò spazio nelle fiction. Come Mirka Viola, famosa per una
notte. Tutte ragazze che mi dovrebbero una notevole
riconoscenza. Per la verità. con la Barolo e con la Viola, una
brava mamma, i rapporti sono carini, corretti."
Indubbiamente, hai cambiato la vita alle tue pupille.
"Di tutte
mi occupo in modo pignolo, meticoloso, curando il sorriso, la
gestualità, l’abbigliamento, la voce… Erano inedite, o appena
conosciute, o dimenticate. E ho trovato per loro un posto o un
posticino nel mondo televisivo."
Senza
tentazioni personali?
"L’unico
cedimento, comunque amichevole, per la Pedron. Mi aveva
intenerito, per la sua storia. Come detto, me ne sono pentito."
Altre
delusioni? Alessandra Balletto, figlia del presidente della
Provincia di Cagliari. In questo caso, una raccomandazione?
"Macchè:
arrivò dopo una segnalazione di un amico, Massimo Cellino. Era
giornalista, ancora praticante… E me la ritrovo nuda su Max.
Peggio della Pedron. Mi irritai anche perché una foto era
costruita graficamente sul giornale in modo che il culo, o
fondoschiena se vogliamo chiamarlo così, di Alessandra andava a
cadere sul sommario del tg 4… Insomma, poteva sembrare ai
distratti che il volto del tg4 fosse il deretano, pur notevole,
di questa ragazza."
E la tua
reazione?
"Ero
furioso. Ma la Balletto fu, giustamente, contestata dalla
redazione e dagli organismi sindacali. E così, paradossalmente,
toccò a me difenderla."
Abbiamo
parlato delle tue quattro bionde, Senette e Barolo, Pedron e
Balletto. Un gruppo di maggior personalità, direi, rispetto allo
schieramento delle more, Cacace e Mirka Viola, Santarelli e
Sgarbossa.
"Elena
Santarelli, una delizia. Un’amica, una ragazza molto bella. La
vidi la prima volta al Twiga, a Marina di Pietrasanta: ci fu un
equivoco per colpa di un fotografo. Poi si rifece viva dopo un
anno, in modo spiritoso: "Possiamo festeggiare il primo
anniversario di quando mi hai mandato affan… Molto corretta, non
mi ha mai tradito."
E la
Sgarbossa?
"Un’altra
padovana, di accento veneto forte, come la Pedron. E’ partita
bene, ma è durata poco. Anche a lei ho portato fortuna, è
arrivata ad altri incarichi."
E siamo
arrivati a oggi. Come va con le due gemelline?
"Sì,
Manuela e Marianna. Scusami, non ricordo il cognome…"
Ferrera.
"Ah, sì.
Curiose, simpatiche. Restai interdetto quando chiesi loro dove
si trovava il padre e mi risposero: in carcere. Un reato grave,
chiesi? – un po’ imbarazzato. E loro mi risposero che era il
direttore della prigione. Provo a farle bamboleggiare il meno
possibile, a togliere loro quell’atteggiamento un po’ scontato e
studiato… Parlano a comando, fanno battute e ridono a comando.
Vorrei scompigliarle un po’. Renderle più spontanee."
Dora
Rutigliano, infine. Quanto durerà?
"Nessuna
trasgressione, finora. Ha un caratteraccio, cje è cosa anche
positiva: è tenace, viene da una famiglia contadina del sud, ha
fatto sacrifici veri. Adesso i giornali parlano di lei, speriamo
che non cominci ad allargarsi."
Mi sembri,
di nuovo, un po’ amaro.
"Mi
impegno molto a forgiarle e poi ti scappano di mano, scelgono
strade sbagliate… Non parliamo poi di gratitudine: a parte
un’eccezione, Paolo Brosio…"
…che non è
proprio una letterina….
"Appunto.
Come mi diceva Spadolini, che a sua volta citava non so chi, la
gratitudine è solo l’attesa di nuovi favori."
Vorrei
insistere sulle tante voci maliziose. Ma è possibile che non ci
sia mai stato niente, tra te e le belle e ambiziose fanciulle
dell’harem?
"
Tralasciando ogni altra riflessione, dove troverei il tempo? La
fortuna loro e mia è che alla sera sono sfinito, nervoso, per
poter pensare a un extra-lavoro. Le gemelline aspettano anche
ore, prima di poter essere ricevute. Le vedo con occhio
professionale, ti ripeto: come sono vestite, l’ombelico
scoperto…"
Sinceramente: è difficile lavorare con Emilio Fede?
"Sinceramente, sì. Do molto, ma sono molto esigente."
Abbiamo
dimenticato qualcuna?
"Non so.
Forse Gabriella Grechi. Furbina, maliziosa, Un po’ troppo
sculettante."
Allora,
ipotizziamo. In circostanze dovute e opportune, chi ti avrebbe
intrigato di più?
"Due
bellezze opposte. La Santarelli, che assomiglia a Claudia
Schiffer, e la Rutigliano, che mi ricorda Cindy Crawford.
E la più
genuina?
"La Pedron.
Anzi, lo era. Era acqua e sapone, ora è bagno schiuma."
Acqua
cheta?
"Come dice
il proverbio, l’acqua cheta rovina i ponti."
Risentimento inestinguibile, direi.
"Forse
perché è quella che ho amato di più. L’ho cresciuta, resa
popolare… Oggi, non la prenderei mai. Nè, avendola conosciuta,
la riprenderei mai più."
"CHI" 27-7-2005