FARE L'AMORE FA BENE ALLA SCHERMA
 

 E se lo dice Aldo Montano, c'è da crederci. l'ex carabiniere che ha ridato all'Italia l'oro olimpico dopo 84 anni è subito diventato una star televisiva. infedele per vocazione, passionale per nascita, sogna una donna intelligente con il seno di Victoria Silvestedt e il sedere di Julia  Smith. E vorreste che uno come lui, prima di una gara , stesse chiuso in camera va guardare la tv? 


di Cesare Lanza "Capital"
 

Aldo Montano foto di Fabrizio FerriA tavola, in un ristorante nel centro di Roma. Più che un'intervista, una chiacchierata: Aldo Montano è un ragazzo semplice, schietto, sempre sorridente. Mai formale. "Lei mi scuserà - dice subito - ma mangerò pochissimo, un piatto di pasta e stop.

Dalle Olimpiadi ad oggi debbo recuperare almeno quattro chili. Il mio peso forma è 80/81, oggi sono a quota 85. E niente formaggio, assolutamente no - aggiunge rivolgendosi al cameriere - sono allergico, finirei all'ospedale."

Peso a parte, la medaglia d'oro cos'ha cambiato, nella sua vita?

"Molto. Fino a 26 anni, nessuno si era preoccupato della mia esistenza. Adesso, non riesco a muovere un passo senza l'attenzione delle tivu e dei giornali."

Ma lei, si sente cambiato?

"In niente. Qualche festa in più, qualche serata di baldoria di troppo. Qualche tentazione nuova. Ma il mio allenatore mi ha richiamato subito all'ordine. E io sono disciplinato. Penso alla prossima Olimpiade, tra quattro anni, a Pechino."

Qual è stato il momento più difficile, nell'impresa?

"Si svolge tutto in un giorno. A differenza di altri sport, che so: il tennis, dove si può recuperare, nelle gare di sciabola ti giochi tutto in cinque, dieci minuti. Un piccolo errore e vai sotto la doccia, sei finito, vai a casa."

Lei è freddo o emotivo?

"Molto emotivo. Ma ad Atene mi sono scoperto una qualità che non mi conoscevo, una freddezza glaciale."

Provi a descriversi.

"Sono modesto. Equilibrato: non mi esalto e non mi deprimo.Come tutti i livornesi, sono un po' passionale."

Attaccabrighe?

"Mai per primo. Se provocato, rispondo. Come nella sciabola. Prima azione, la difesa, aspetto che l'avversario si scopra. Come il calcio all'italiana di una volta: primo, non prenderle. Non mi espongo."

Quanti anni, di sciabola?

"Da quando avevo cinque anni. Non è uno sport nobile, elitario, come molti credono: hai un avversario davanti e devi colpirlo col ferro. E non sai quanto male facciano le botte. Da bambino, ricordo, il maestro mi consolava così: è la scherma che ti entra nel sangue."

Un destino familiare, anche.

"E' vero: il nonno, il babbo,. adesso io... E dice bene lei, destino. Prima di me, l'unico italiano a vincere le Olimpiadi nella sciabola fu il mitico Nedo Nadi, 84 anni fa, un livornese come me, originario dello stesso club."

E quando la sciabola non ci sarà più?

"Mi è difficile immaginarmi senza."

Però ha già cominciato ad apparire in tivu. Con successo. Accolto a braccia aperte dallo show-system.

"Quasi un gioco. Un progetto secondario, divertente."

Protagonista di un film di cappa e spada, sembra elementare.

"Beh, un vantaggio ce l'ho: le armi bianche le so maneggiare. Ma attenzione: dopo la sciabola, prima del mondo dello spettacolo, c'è l'attività di famiglia, il cantiere navale.  E anche questo appartiene alle radici.”

Mi hanno detto che a lei piacciono molto le donne.

“Beh, è normale.”

Dicono che le piacciono molto moltissimo. E ora chissà quante nuove, a migliaia, ai suoi piedi.

“Non esageriamo. Ma mi piacciono sì. Mi piace cambiare. Al,a ricerca forse di quella giusta.”

Proviamo a fare un identikit di quella giusta, almeno esteticamente. Per gli occhi…

“Eva Grimaldi. Tagliati a gattona: splendidi!”

Il viso…

“Angelica Jolie.  Conm quella boccuccia…”

Capelli?

“Non m’importa proprio. Bionda rossa o nera, lunghi o corti non m’importa.”

Il corpo?

“Julia Roberts. Snella, flessuosa, coscia lunga…”

Il seno?

“Ah, lo voglio ben abbondante. Victoria Silvestedt!”

Il sedere?

“Julia Smith e non si discute.”

In due parole, se riuscissimo a costruire il robot, un mostro.

“Difatti. Conta, oltre al fisico, la personalità. Che sia simpatica, che mi faccia sorridere e anche ridere, che sia discorsiva ma non ossessiva, che non mi parli solo di trucchi, unghie e rossetti per carità. E intelligente, sensibile.”

Gelosa?

“Meglio di no.”

Aldo Montano foto di Fabrizio FerriGià, con tutte le ragazze che le girano intorno. Ma lei, com’è? Infedele?

“Non si può parlare di tradimento perché ogni volta non si può parlare di vero amore. L’amore l’ho sbucciato anni fa, ma eravamo piccoli. Con Clara: siamo stati cinque anni insieme, mica uno scherzo, da 17 a 22 anni.”

E in quel periodo ha tradito?

“Confesso che ho tradito. E lo sa anche lei.”

Com’è finita?

“Amici, ma non troppo. Non ci sentiamo spesso. Mi ha telefonato per farmi i complimenti dopo la medaglia. Sa quanto ci tenessi.”

E lei cosa sente, quando viene tradito?

“Penso che siamo tutti becchi a questo mondo, prima o poi. Importante è non saperlo e non soffrire.”

Filosofo!

“C’è un lato positivo in tutto, anche nei cosiddetti tradimenti. La curiosità.”

Quindi, anche curioso.

“Non sono complicato. Sono un ragazzo di cuore, diciamo così. E’ difficile conquistarmi, ma se uno ci riesce, mi butto nel fuoco per lui. O per lei. L’amicizia per me è un valore primario: mi farei staccare una mano, per non  lasciare la presa.”

Detto da uno che deve impugnare la sciabola, non è poco.”

“Prima della sciabola, ci sono i sentimenti.”

E chi è, l’amico del cuore?

“Beppe detto Uccio: sempre insieme, dall’asilo alle gare. Lui tira di fioretto. Lui è più tenero, più sensibile di me. Anche se di me la gente dice che sono troppo buono, generoso. Non rikesco a dir di no, a nessuno.”

Neanche alle ragazze.

“Soprattutto alle ragazze.”

Mi viene il sospetto che anche durante le Olimpiadi…

“Ma certo. E che, scherziamo?”

Con chi?

“Quante ne vuole sapere.”

Nel villaggio olimpico, prima delle gare?

“Diciamo  che le ragazze dell’est erano le più gettonate.  Di maggior successo.  E comprensive. Le ungheresi, poi: tanto sentimentali.”

Sentimenti a parte, il sesso non fa male, a un aspirante campione, prima delle gare?

“Ma che sciocchezze, non si lasci incantare dalle prediche degli allenatori. Che si fa, la sera? Si sta a guardare imbambolati, il soffitto, la televisione – con l’incubo del sonno che non arriva, chiusi in camera? Si scoppia di energia, alla mia età. Guai ad intristirsi.”

E’ la sua ricetta?

“Non sono presuntuoso. Parlo per me. Il ragazzo italiano che ha vinto la maratona ha detto l’esatto contrario.”

Fare l’amore per bruciare energia, per prendere sonno?

“Anche. Ma non ne facciamo un trattato.  Parlo di me. Fare l’amore fa bene alla scherma.  Si è visto, no?”

 

 

cesare@lamescolanza.com

 

Capital gennaio 05