Tiziana Rocca
Italiani, moltiplicatevi

di Antonio Serra
su "Capital"
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Cara Tiziana Rocca, lei - primadonna nell’organizzazione degli eventi e
nelle pubbliche relazioni - è riuscita a far diventare un avvenimento
anche l’imminente nascita di suo figlio.
“Questo lo dice lei. Per me la nascita di Vittorio, così si chiamerà, è
una grande gioia personale, da condividere con mio marito Giulio Base e
con tutti quelli che mi vogliono bene.”
- Tuttavia, da tempo, si parla molto della sua maternità. E se le
proponessimo di posare nuda, esibendo con orgoglio la sua gravidanza.
“ Come Demi Moore nel memorabile reportage su “Vanity fair”, quando
aspettava un figlio da Bruce Willis? Accetterei senza alcun problema!”
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E dunque?
“Dunque non c’è
nessuna contraddizione. Mai mi sognerei di posare nuda in
un’altra
situazione. Non è il mio ruolo e non interesserebbe, forse, a nessuno. Il
mio compito, se mai, è di dare consigli alle star sull’opportunità di
accettare o non accettare un reportage fotografico.”
- E allora?
“Allora,
semplicemente, penso che una donna incinta viva in uno stato di grazia.
La gravidanza la
imbellisce e la arricchisce, sul piano fisico e psicologico. Senti che
stai costruendo qualcosa di prezioso, sei protagonista del mistero della
vita, sei un simbolo della natura. E non solo.”
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Che altro?
“L’energia!
L’attesa di un bimbo rende una donna più forte, io sento che mi dà
energia
positiva: energia importante per me, ma anche per gli altri che vivono e
lavorano con me: riesco, come ogni mamma in attesa, a trasmetterla.”
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Nessuna pausa, per il lavoro, insomma.
“E che sono,
malata? Lavorerò, come hanno fatto altre amiche (mi vengono in
mente Cristina
Parodi, la ministra Prestigiacomo, Simona Ventura…) fino all’ultimo giorno
possibile. Una donna che lavora può essere madre senza nulla togliere al
suo lavoro. E, se mi consente, contribuisco a fronteggiare il calo delle
nascite, questa scarsa voglia di fare figli che, tristemente, caratterizza
l’attuale fase della società italiana.”
- Nessun problema davvero?
“Certo no. Mi basta avere un po’ di acqua sempre a disposizione, perché
bisogna bere molto: ho in borsa, costantemente con me, una bottiglietta di
acqua minerale. E mangiare ogni tanto qualche banana, quando mi viene
voglia. Lei può procurarmi una banana in questo momento, ad esempio?”
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Provvediamo subito.
“La ringrazio: le banane, mi ha spiegato il medico, sono preziose per il
potassio. Io ho già una bimba, Cristiana, di cinque anni. Quando nascerà
Vittorio, ai primi di giugno, più o meno in coincidenza con l’uscita del
vostro giornale e della festa della Repubblica, lo
porterò con me,
dovunque. E lo allatterò in ufficio.”
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Nessuna paura di far sfiorire il seno?
“Ma per carità.
Almeno per due o tre mesi gli darò il mio latte, se ne avrò.
Il latte materno
è fondamentale per il bambino, per gli anticorpi. E se il seno dovesse
proprio sfiorire, il problema è secondario: eventualmente gli daremo un’aggiustatina…
Scherzo, in linea di principio vorrei restare come sono e come
invecchierò.”
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E il papà, Giulio Base, cosa dice?
“E’ felice.
Vive, come me, un momento fantastico. Parla al bimbo attraverso la
pancia, è
dolcissimo, mi fa tanti massaggi… Condivide ogni scelta: che so, la culla.
Ha assistito alle ecografie, ci ha ripreso con la telecamere: la sua regia
di maggior calore sentimentale! Sarà in sala parto e assisterà a tutto.
Vittorio nascerà a Roma, con radici che comprendono nord e sud: Giulio
infatti è nato a Torino, io sono napoletana…”
- Parliamo ora del suo lavoro. Negli eventi e nelle pierre lei è
considerata una prima delle classe. Qual è il segreto?
“Premesso che ci vogliono anche buone casualità e molta fortuna come per
qualsiasi successo in qualsiasi campo, l’unico segreto è il lavoro: il
lavoro puntiglioso, coscienzioso.”
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Va bene. Ma proviamo anche a elencare una
piccola guida al successo di
una
manifestazione. Una guida utile per tutti gli eventi, piccoli o
straordinari, anche per i ricevimenti familiari o di lavoro… Esistono
regole fisse?
“Certo. Prima
regola, la scelta della location. Bisogna stare tutti insieme, è
assolutamente
vietato che ci sia la sala per i vip e l’altra “per gli altri”, vietato
distinguere
tra invitati di
presunta serie A e invitati di evidente serie B. Tutti insieme!”
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Poi?
“Seconda regola,
l’atmosfera: la musica è essenziale, sempre. Quale musica
scegliere,
ovviamente, si decide in relazione al tipo di manifestazione.”
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Terza regola?
“Il cibo. E’
importante la qualità di ciò che si mangia e di ciò che si beve.
Nessuno dà
importanza a questo aspetto, invece è quasi sempre decisivo.”
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Altra regola decisiva?
“I comforts.
Dev’essere chiaro dove e come ci si può sedere, la scelta dei
tavoli…”
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E siamo a quattro. Andiamo avanti.
“ Mi rendo conto
che non è facile inseguire la perfezione. Una buona quinta
regola è la
velocità del servizio. Non si può stare tre ore a tavola, la gente vuole
chiacchierare, conoscersi…”
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Comprensibile. Ma c’è una regola-base, che
ispira tutta l’organizzazione?
“Certo.
Scacciare la noia. La noia è la catastrofe di un ricevimento. Qualsiasi
cosa, obbligati
a scegliere o dare priorità… ma la noia no. Mai.”
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E come si fa?
“Ecco una
settima regola consigliabile: la mescolanza. Mescolare imprenditori,
personaggi dello
spettacolo, politici, intellettuali, donne belle… Più gli invitati sono
eterogenei e ben assortiti, meglio è. Non c’è spazio per la noia. La
curiosità è un movente decisivo.”
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Ok. E per capire com’è andata?
“Se ci si
diverte, il party è riuscito. Anche in presenza di forti ed evidenti
difetti.
Ogni difetto è
perdonabile, se ci si diverte. Mentre, se anche tutto è perfetto ma gli
sbadigli hanno vinto, è la sensazione di noia a ucciderti e a farti
criticare da tutti…”
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Beh, a leggere giornali e ad ascoltare il tam
tam dei salotti, alle sue serate è
proprio
difficile annoiarsi.”
“La fortuna,
dicevo, è importante. Importante è che succeda qualcosa. A una
mia
manifestazione successe che Claudia Pandolfi “scappò” con Andrea Pezzi. E
non si contano i fidanzamenti di Manuela Arcuri, alle mie feste: veri o
presunti non importa, ma al centro dell’attenzione dei giornali.”
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Fondamentali le vicende sentimentali?
“Non sempre.
Fondamentale è l’imprevisto. Ad esempio: Kirk Douglas,
protagonista di
una serata, che all’improvviso decide di mettersi a cantare con Tony Renis
e Nino D’Angelo. O Charlize Teron, che si materializza all’improvviso alla
festa per Ray Charles.”
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Dica la verità: per lei la mondanità, spesso criticata e involgarita dal
gossip, sembra quasi un valore civile!
“E’ così. Un buon ricevimento ha un plusvalore sociale. Dalle serate ben
riuscite nascono amori, amicizie, lavori, idee creative… E anche
importanti riconciliazioni. Mai sentito che, in un buon ricevimento,
esplodano rancori e antipatie. Al contrario, quasi sempre si attenuano i
contrasti, si sfumano i litigi…”