Federica Ridolfi, trent'anni, la show
girl più ammirata e in voga del momento. Con una vocazione calcistica,
prima al fianco di Aldo Biscardi, ora di Simona Ventura.
"Se Simona fosse un calciatore?"

Sarebbe Adriano. Non ha un difetto.
"Addirittura! Perchè? Com'è,
Adriano?"
Mi dà i brividi. Mi viene la pelle
d'oca, quando lo guardo. Anche se io sono romana, della Roma e nella
Roma ci sono campioni straordinari, come Totti e Cassano. Ma Adriano è
super! Un altro universo.
" Avevo sentito dire che lei è una
delle poche ragazze, genere letterine e attigue, insensibile al fascino
dei calciatori..."
Non è vero.
"Viva la sincerità."
Dei miei amori però, della mia vita
privata, non voglio parlare.
"Non è un segretissimo.
Indiscrezione pubblicata dai giornali: Giuliano Giannichedda, calciatore
della Lazio (strana scelta per una romanista) e della Nazionale.
Conferma?"
Mai confermato.
"Commenti?"
No comment. Parliamo d'altro.
"Ad esempio...?"
Del fatto che ho trent'anni. Non sono
una ragazzina.
"E allora? Si sente vecchia?"
Non ho molto tempo ancora per
volare...
"Si fidi: almeno cinque anni. Fino
a trentacinque anni una show girl in attesa di decollo è trentenne. Poi,
dopo i trentacinque, è già una quarantina, per usare il linguaggio di
Camilleri."
Lei mi fa felice. Allora vado avanti
senza ansie.
"Con autocritica, però. Cosa le è
mancato, fino ad oggi?"
Forse il problema è che sono nata
ballerina e per tanto tempo mi hanno considerato esclusivamente così.
"Invece?"
Invece ho studiato recitazione,
dizione, canto... Mi sono preparata al mio lavoro e alle scelte anche
faticose. E mi sento di giocare le mie carte sotto ogni aspetto. Finora
è mancato il colpo di fortuna, l'incontro con la persona giusta. Credo
però che il momento magico sia arrivato, e si chiama Simona. Lei mi dà
spazio, mi sostiene.
" E Aldo Biscardi, no?"
Mmm...
"Se Biscardi fosse un calciatore?"
Sarebbe Vieri.
"Questa non la capisco."
Non conosco a fondo Bobo, ma penso
che non sia burbero come dicono. Non ha cattiveria vera. Molto fumo e
poco arrosto: parlo di cattiveria, eh. Del carattere. Non delle qualità,
formidabili, sia in Vieri sia in Biscardi. Per il carattere Aldo è
identico: un burbero benefico.
"Chi vincerà il campionato?"
Che c'entra, adesso?
"Beh, visto che lei è considerata
esperta... Conosce a fondo il mondo calcistico…"
Per la verità, di persona non conosco
quasi nessuno."
"A parte Giannichedda."
Questo, lo dice lei. Comunque, il
campionato lo vince il Milan. Garantito, sono troppo forti.
"E
la sua Roma?"
In cima alla mia passione E’ dna
puro. Tutta la mia famiglia è romanista e siamo molto fiduciosi,
nonostante le avversità.
“Perché?”
– Questo nuovo allenatore, Del Neri,
è un tipo tosto, che ispira fiducia. Faremo un bel campionato, mi
creda. E poi ho grande simpatia per Rosella Sensi. Da donna a donna.
“Ma lei si intende veramente di
calcio o no?
E dai! Vedremo in base ai miei
pronostici.. Non vivo di solo calcio.
“E di che cosa vive? Provi allora
a definirsi, con qualche aggettivo ben scelto.”
Fatto sta che non mi piaccio del
tutto.
“Complimenti!
E perché?
“Perché, di solito, quando faccio
questa domanda, quasi tutte le mie intervistate rispondo facendosi
generosamente elogi d’ogni tipo…”
No, io sono autocritica. Sono molto,
troppo lunatica. E sincera, in fondo anche
questo è un difetto, no? E ancora:
sono diffidente. E introversa. Ma generosa, questo sì.
“E sexy, non dimentichiamolo.”
Non dimentichiamolo, certo no. Ma
vede, anche questa consapevolezza del fisico non mi rende proprio
felice. Perché so di essere molto forte fisicamente. Imponente. E
ringrazio madre natura, certamente. Ma nell’intimo mi sento diversa da
ciò che appare. Il mio fisico mi intimidisce. Così, vado in giro in
tuta, struccata, senza grande attenzione all’aspetto esteriore…
“Struccata? E’ strano!”
No. E’ una mia scelta. Che bisogno
c’è, del trucco? Lo dice la parola stessa.”
“Voglio dirle io una cosa: lei è
una bella sorpresa. Non immaginavo una ragazza tanto schietta. Come
dire? Nel gergo dello spettacolo: parlante.”
Forse perché per troppi anni ho fatto
la ballerina. E adesso è come se esplodesse o stesse per esplodere tutto
quello che mi sono tenuta dentro per anni. Ho voglia di parlare. E di
essere, non solo di esistere. E in queste settimane mi sento fortunata.”
“Di nuovo: perché?”
Ma perché sono assistita da
conduttori formidabili. Oltre a Simona, anche Gnocchi è prezioso.
“Alt. Se Gnocchi fosse un
calciatore?”
Lo è. Direi che potrebbe essere
Cassano. Ha l’estro e il talento di Cassano.
“Torniamo alla sua fisicità…”
Sì. Volevo dire: so bene di non
passare inosservata, per le mie forme, e perciò a volte mi sento a
disagio.
“Si sente addosso gli occhi di
tutti?”
Non solo. Non solo gli sguardi, che
fulminano da soli. Anche le parole. Mi capita di trovarmi in situazioni
delicate, di subire vere e proprie volgarità.
“Mi faccia un esempio.”
A Roma esiste una frase fatta che mi
dà particolarmente fastidio. “Ah bona de mamma, nun sai che te farei!”
Ecco: odio questo tipo di approcci, di espressioni. Non sanno che cosa
mi farebbero! E cosa mai dovrebbero farmi? Che bruttura, che volgarità…
“Cosa avverte, nell’intimo?”
Mi sento mortificata, ferita. Come se
fossi una cosa. Credo di essere molto sensibile.
“Si innamora facilmente?”
Magari!
“Che vuol dire magari? Perché dice
così?”
Perché l’amore è uno stato d’animo
che dovrebbe corrispondere alla felicità, al benessere spirituale.
“E invece?”
Non sempre è così. A volte ci si
illude. Ecco, sono stata innamorata, ho avuto una storia lunga, anni e
anni, con un uomo con il quale ora non mi parlo più. E ho un complesso a
parlarne.”
“Perché? Perché è finita male?”
Anche. Ma anche perché, come le ho
detto, sono molto riservata su quanto riguarda la mia vita privata. E
poi è stata una storia lunghissima, un fidanzamento complicato. Non è
finita bene e la ha lasciato rancori, risentimenti, qualche peso dentro.
“Si può sapere con chi? Se ne è
parlato, sui giornali?”
No. Non è un personaggio pubblico,
non interesserebbe a nessuno. Non insista. E’ finita. Per mia scelta, ma
non è finita bene.
“Lei è molto passionale.”
E’ una domanda?
“No. Penso che lei sia molto
passionale.”
E’ vero. Mi riconosco. Non solo nei
momenti d’amore. Ho molta passione, dentro.
“Per amore si può fare tutto?”
Assolutamente sì.
“E’ gelosa?”
Potrei non esserlo?
“E’ innamorata, adesso?”
Purtroppo.
“Perchè, purtroppo?!”
Perché è una cosa recente e spero che
tutto vada bene, ma sono bruciata ancora dai vecchi ricordi. Sono felice
perché non mi piace mai nessuno e adesso mi piace lui… Ma ho paura.
“Lui è Giannichedda?”
E dai!
“Le è capitato di fare l’amore con
un uomo appena conosciuto?”
Macchè. Le ho detto, sono molto
difficile. Non mi piace mai nessuno. Però…
“Però?”
Però, diciamo, più o meno è successo
con l’uomo che frequento adesso.
“Inutile chiederle di confermare
il nome…”
Inutile.
“Mi dica però che tipo di uomo le
piace… Un identikit.”
Dev’essere un uomo attento
all’estetica. Non potrebbe mai piacermi uno che non avesse cura per il
proprio corpo e per il proprio aspetto. Poi, dev’essere sportivo. Di
successo anche, ma non deve comportarsi come un divo, niente capricci,
niente esibizionismi. Serio e spiritoso. Educato, ma non timido. Sicuro
di sé, ma non sbruffone. Insomma, uno simpatico.
“E se fosse un calciatore, chi
sarebbe?”
Giannichedda.
CAPITAL NOVEMBRE 2004