Evelina
Manna
Ho ballato
con Alessandro Magno
Mamma e papà
non volevano che facesse l’attrice, ma lei è riuscita a conquistare Oliver
Stone, ed è l’unica italiana nel cast di Alexander. Ora punta in alto e
vuole ruoli impegnati. Timida, gelosa, seducente, invidia l’astuzia di
Berlusconi e l’eleganza dei Kennedy. Ma è rassegnata:
<Tante chiacchiere, e poi basta un bel culo…>
di Cesare Lanza Capital
E’
una bellezza vera. Quando arriva al bar del grande albergo nel centro
storico di Roma, dove ci siamo dati appuntamento, tutti si voltano a
guardarla. Eppure, è vestita e truccata acqua e sapone. Arrossisce un
po’. Sento addosso occhi invidiosi, per il semplice privilegio, che ho, di
salutarla abbracciandola e di sedermi con lei, a chiacchierare
confidenzialmente. E’ Evelina Manna, romana, segno astrologico cancro con
ascendente scorpione, top model, attrice emergente a livello
internazionale: Oliver Stone l’ha scelta (unica italiana) per il suo
“Alessandro Magno”, il kolossal in uscita in Italia nel 2005. Evelina è la
principessa Sim, che accoglie voluttuosamente il condottiero, Colin
Farrell, e danza per lui e con lui.
Era emozionata?
“Abbiamo girato otto giorni, per le mie
scene. Stone è incontentabile, come tutti i
grandi. E’ un personaggio scorbutico, ma
di straordinaria sensibilità. Più che l’emozione del ballo con Alessandro
Magno, avevo l’ansietà di far bene di fronte a uno dei più grandi registi
del mondo. E di risultare seduttiva, come desiderava lui.”
E siamo qui per parlare di questo.
Cos’è la seduzione, in poche parole, per lei?
“L’eleganza di John John
Kennedy. La passionalità di Che
Guevara. L’astuzia di
Silvio Berlusconi.”
E quando non ci sono protagonisti di
questo calibro? Nella vita quotidiana, dico.
“La seduzione è gentilezza. In un uomo
trovo seduttiva anche la fragilità, un pizzico di debolezza.”
Faccia l’identikit dell’uomo seduttivo
ideale, per lei.
“Età: quarantenne. Segno astrologico,
cancro. Peso: non mi dispiace anche un po’
grassoccio, orsetto. Occhi neri. Naso
camuso. Bocca a cuore, labbra carnose. Spiritoso e paziente. Intelligenza
sottile, allusiva. Carattere tranquillo. Generoso. E mai geloso.
Protettivo, ma non invadente. E’ sufficiente?”
Direi di sì. Difficile da trovarsi,
però.
“Difatti.”
Immaginiamo questa scena. Lei è a un
ricevimento affollato. Cosa deve fare di
seduttivo, un uomo interessato a lei,
per farsi notare?
“Basta un piccolo gesto gentile, prevenire
un mio desiderio. Come portarmi da bere. O accendermi una sigaretta
prima che mi guardi intorno, come fece Roberto Rossellini con Ingrid
Bergman, al loro primo incontro."
E
lei come manifesta il suo interesse per un uomo?
“Divento timidissima. Buffa, quasi goffa.
Arrossisco. La tigre che diventa gatta. Ma
dev’essere uno che mi piace davvero!”
E qual è l’ideale ritratto di una donna
assolutamente seduttiva?
“Dovrebbe avere la bellezza intelligente
di Ingrid Berman, la sensualità a pelle di
Rita Hayworth, la passionalità e l’energia
di Nannarella, Anna Magnani.”
Una donna seduttiva può avere difetti?
“In una donna seduttiva i difetti
diventano virtù, elementi di attrazione.”
Lei ha difetti?
“Molti. Sono ritardataria. E possessiva,
capace di scenate da mille e una notte! Mi
considero una trapezista, che vive sempre
senza rete. Mi butto. Affronto i rischi, le difficoltà senza pensarci due
volte. Fin da bambina. Tutta la mia carriera e le mie scelte artistiche
sono state costruite “contro” la mia famiglia di origine, meridionale e
tradizionalista. E poi sono rompipalle, cervellotica. Mi butto subito e
poi rimugino su tutto, dentro di me. Insomma, sono complicata. Ma sincera.
Anche se non mi vorrà più nessuno, dopo questo autoritratto.”
In cosa consiste il suo fascino?
“Qualcuno dice che sono carnale e
cerebrale.”
Qual è il suo rapporto con il sesso?
“Scabrosamente classico.”
E che vuol dire?
“Niente stranezze. Però, come si dice a
Roma, lascia fare a me.”
Temperatura fredda o calda?
“Ho un focolaio, dentro.”
E cosa accende il focolaio?
“Potrei dire, come tante, l’allegria… Ma
più di tutto mi piace mangiare e bere. Bene.”
Cosa l’attira, subito, in un uomo?
“L’odore. Non il profumo, per carità.
L’odore. L’odore della pelle. E forse sbaglio a
dirlo.”
Perché?
“Non vorrei dare un’immagine sbagliata.
Artisticamente, mi piacerebbe fare ruoli di
donna assai lontane dalla sensualità: una
suora, una santa…”
Riferirò. Ma, fisico a parte, cosa la
conquista, di un uomo?
“La follia, meglio se un po’ geniale. La
capacità di sorprendermi.”
Potrebbe amare un uomo senza andarci a
letto?”
“Certamente sì.”
Potrebbe andarci a letto senza amarlo?
“Sarebbe ipocrita rispondere di no.”
E qual è la cosa più fastidiosa,
insopportabile in un uomo?
“Il tradimento. Intollerabile. Anche
perché io, innamorata, sono fedelissima.”
Cosa potrebbe fare per un uomo?
“Qualsiasi pazzia.”
Usciamo dal bar. Tutti gli sguardi per
lei. “Vede?” mi sussurra, con complicità. “Tanti
discorsi, tante chiacchiere… e poi basta
solo un bel culo, per ipnotizzare voi uomini.”
cesare@lamescolanza.com
Capital
luglio
2004