Confessioni di un seduttore (suo malgrado?)
Fiction
tv: se non servisse per sfondare a teatro, non la farebbe. Donne:
meglio decise, eleganti, un po’ mamme (guai alle aggressive). Autostima: <Non mi sentirò mai un sex symbol>. Eppure Daniele Pecci,
protagonista di Orgoglio, fan del tango e della Lazio, è l’uomo più
rincorso dalle italiane. Nostro malgrado.
di Cesare Lanza
Sono abituato a
intervistare le donne più belle dello show-system e a raccogliere, a
volte senza la necessità di stimolarle, confidenze scabrose, di forte
erotismo femminile, per il divertimento e le curiosità del pubblico
maschile. Dopo tanto tempo intervisto un uomo: Daniele Pecci, 33 anni,
segno astrologico gemelli, attore, romano, protagonista di “Orgoglio”,
appassionato di tango, calciatore dilettante, tifoso della Lazio.
Chiedo scusa al pubblico femminile, incantato dal superseduttore del
momento: non è scattata la par condicio, Pecci mi ha chiesto subito di
non indagare nelle intimità della sua vita privata.
Si considera un attore di teatro, imbarazzato di fronte al “boom” di
immagine che lo qualifica come il sew symbol in testa alle classifiche
italiane di gradimento presso ragazze di ogni età. Il suo vero amore –
dice – è Shakespeare: l’autore che meglio di tutti rappresenta l’eterna,
misteriosa complessità dell’animo umano (non a caso, il ruolo che
preferisce in assoluto è quello di Amleto).
“Essere o non essere, Pecci? Attore di teatro o di fiction, dopo
questo disumano successo?”
Sono e sarò un attore di teatro, il fine e l’identità della mia
vita. La
fiction è un mezzo per arrivare a ciò che mi preme, affermarmi in teatro
da protagonista.
“Dunque la fiction è serie B?”
Questo, assolutamente no. Anzi la tivu è un mestiere difficile, esposto
agli errori: tutto si fa con velocità, senza prove, improvvisando… Ci
vuole talento, rapidità di intuito, prontezza di riflessi.
“Interesse per i soldi, i guadagni più lauti?”
Minimo. Mi interessa la crescita di credibilità e di fama. La tivu? Se
non portasse sbocchi per il teatro, non la farei.
“Giuliana De Sio ed Elena Sofia Ricci, le due partner con cui ha
lavorato, la prima ne “Il bello delle donne”, la seconda in “Orgoglio”.
Qual è la preferita?”
Due donne, e attrici, assai diverse. Giuliana è tormentata,
inquieta,nervosa, a volte aggressiva: sempre con il coltello tra i
denti. Elena è lieve, spiritosa, morbida. Tutte e due, però, compagne di
lavoro fantastiche. “Un’altra sua forte passione è il calcio: lei si
alleni, gioca nella Nazionale dello
spettacolo. Chi è il più bravo e chi è il pippone della squadra?”
Luca Zingaretti è il campione, un calciatore mancato. Mino Reitano è
il più naif, ma si fa perdonare: arriva sempre negli spogliatoi con
torte e dolci di grande qualità.
“Il successo cosa ha cambiato, nella sua vita?”
Dicono tutti che sia diventato un sex symbol. Ma io non me ne
accorgo! Mi sento lusingato, ma so che tutto è legato al ruolo… Nel
“Bello delle donne” ero uno sfigato, con una gamba di ferro, la
barbetta, il trucco mi invecchiava…
“Ma si sente, sì o no, un oggetto di desiderio?”
No! C’è qualche ragazzina che mi dà l’assalto: inseguimenti, bacetti,
le mani addosso… Sciocchezze. Ma proposte scabrose o indecenti, mai.
“Rifiuterebbe?
Sì. Non mi piacciono per gli acchiappi istintivi.
“Storie d’amore importanti?”
Tre relazioni lunghe, stabili: ho sempre convissuto. E forse è
proprio la
convivenza a erodere l’amore, a poco a poco.
“Come si chiudono, queste storie d’amore?”
In modo devastante, per me. E’ come nascere, morire, rinascere.
Tutto è
faticoso e doloroso. Come uccidere una parte di noi stessi. Un lutto.
Sai che tornerai a vivere, ma sul momento non lo accetti. E non importa
se lasci o se sei lasciato… Ti trascini i sensi di colpa per anni.
“ Le propongo un regaluccio per le sue fan: una guida su come
conquistare
Daniele Pecci. Cosa deve fare una donna, per legare Pecci? In cinque
punti essenziali.
Proviamo.
1, dev’essere di carattere forte, indipendente, decisa, autoritaria,
capace di assumersi responsabilità. 2. Colta, curiosa. 3. Deve saper
ascoltare: per un attore è cruciale. 4. Dev’essere protettiva, coccolosa,
una figura materna. 5. Deve saper vestire bene, con proprietà e stile.
“E cosa, invece, non deve fare?
Nessuna ostentazione o prevaricazione, non mi piacciono le donne che
dicono io, io, io… Nessuna aggressività. Mai violenta né volgare. Mai
sciatta.
“Per finire, fuori i nomi di cinque donne “ideali” per cui lei
potrebbe perdere
la testa.”
Mi sarei perdutamente innamorato di Maria Callas, creatura
unica nella sua
arte, e dei suoi occhi. E di Santa
Giovanna, per la sua fede, la sua personalità. E della bellezza
impareggiabile di Grace Kelly. E direi anche di Letizia Casta, ma forse
dirlo è inopportuno, è legata a un mio collega. Infine, amo un
personaggio di fantasia, forse poco conosciuto, Mommina, creatura
pirandelliana in “Questa sera si recita a soggetto”. Sì, Mommina
potrebbe essere la mia donna ideale.
cesare@lamescolanza.com
Capital 6-04