Belle con l’anima
Indovina chi sono

Ha 40 anni e due lauree. Lavora anche in tv, ma le
interessa la carriera universitaria. Degli uomini non vuol fare la
mamma, i suoi bambini sono la sua passione. Affascinante,dominatrice, è
un impresa conquistarla. Cosi non l’avete mai vista. Leggete per
scoprire chi è questa seduttrice in versione dark lady.
di Cesare Lanza Capital
Quante volte abbiamo sentito quello stupido modo di dire: meglio un’oca
giuliva, bella e formosa, o una donna, diciamo così, non bella, ma
intelligente, colta e raffinata? Come se intelligenza e bellezza non
potessero andare d’accordo. Ed ecco qui di fronte a me, nella sua
bellissima casa di Milano a fianco della Fiera, una smagliante prova
vivente, Susanna Messaggio. 40 anni a fine gennaio, sex symbol
coinvolgente: mi fa vedere in anteprima le foto (quelle su Capital, qui
a fianco, e altre non pubblicate, grazie per il privilegio, Susanna).
Nonostante i capelli bianchi, avverto un rimescolìo nel sangue.
Giudicate
voi, comunque, sul fronte fisico. Quanto ai requisiti culturali, ricordo
sommessamente che la signora Messaggio, sì, proprio la bambola perfetta
che vi sorride allusivamente in queste pagine, ha due lauree (una in
psicopedagogia, l’altra in lingue e letteratura straniere, come
germanista: tutte e due 110 con lode), non vuol farlo sapere ma ha già
passato dieci esami per prenderne una terza in tutt’altro settore, è
appassionata di storia dell’arte, dedica alcune ore del giorno
metodicamente allo studio e alla lettura.
“Tutto bene? Vuoi bere qualcosa?” mi chiede
maliziosamente. Si sarà accorta del mio rimescolìo di sangue?
Vado al contrattacco.
Mettiamola così. Spunta un demone e ti dice: devi rinunciare, subito,
alla
bellezza o all’intelligenza. Cosa scegli?
“La bellezza se ne va comunque, a poco a poco. Sono più affezionata
all’intelligenza. E, con un po’ di cervello, il fascino resiste.”
Mettiamola ancora così. Vuoi conquistare un uomo che ti piace. Punti
di più
sulle risorse fisiche o intellettuali?
“Parte sempre tutto dalla mente. Ma la seduzione è un congegno sottile,
complicato. ”
Sei a un ricevimento, c’è un uomo che ti piace. Come fai, per
agganciarlo?
“Basta uno sguardo.”
E se non capisce?
“Capisce, capisce.”
Diciamo che è distratto.
“ Non prendo l’iniziativa. Se non raccoglie, peggio per lui: non sa che
cosa perde.”
Che cosa perde?
“Una donna poliedrica.”
Prova a definirla, questa donna poliedrica.
“Dinamica, socievole. Però anche un po’ introversa, riservata. Con
voglia di
sapere, credo di non sapere mai abbastanza. Soddisfatto?”
No. Se è tutto qui, rinuncerei senza rimpianti.
“Allora aggiungo che vivo di energia. Mi piacciono le forti emozioni. E
sono molto passionale. Va meglio?”
Sì. Ma cosa vuol dire, passionale?
“Se ne vale la pena, so dare tutta me stessa. Giocando, intrigando: ad
esempio,con la gelosia.”
Sei gelosa o provochi gelosia?
“L’uno e l’altro. Sono molto gelosa. Senza scenate.”

E allora cosa?
“Faccio pagare gli sgarbi. Hai presente il quadro di Giuditta con la
testa
mozzata di Oloferne?”
Si. Mamma mia!
“ Beh, si può far perdere la testa a un uomo, in mille modi.”
Con perfide vendette, tipo occhio per occhio?
“No. Anzi, posso anche perdonare. Ma mai dimenticare. Comunque, quanto
alla gelosia, mi piace anche provocarla, stuzzicarla. Con le parole, per
gioco…”
Un esempio.
“Dire a lui, a cena, chiacchierando, cosa farei con un altro che mi
piace… Creare eccitazione. Forse anche per masochismo, anche solo a
parole.”
Parole, parole… Parli, facendo l’amore?
“Certo!”
Per indicazioni tecniche?
“Anche. Ma, soprattutto, fantasie. Immagino che io sia questa o quella,
un’altra, e lui un altro. Situazioni, ruoli diversi, impossibili…”
Scorciatoie per arrivare all’eccitazione?
“Non solo parole. Punto anche sui travestimenti.”
Sono tutt’orecchi.
“Irresistibile il camice bianco. A condizione di avere, sotto, una
lingerie
adeguata.”
Tanga?
“Naturalmente. Ma anche altre mille invenzioni: come in questi giorni,
tempo di carnevale. Punto cruciale: non annoiare mai. Essere tante donne
diverse, suscitare emozioni, stimoli nuovi.”
Ho capito: tutto questo, per appagare lui, non annoiarlo. E per
appagare te?
“Il godimento è reciproco.”
Donna schiava o dominante?
“Sempre dominante, voglio condurre il gioco.”
Mai trovato uno che vendichi la nostra sottomessa categoria, che ti
abbia schiavizzato un po’?
“No. Magari, però!”
Hai mai preso un uomo, appena conosciuto?
“Lo stesso giorno? Mai. Alcuni giorni di annusamento sono
indispensabili.
Adesso i tempi sono più lunghi, la maturità mi rende riflessiva.”
Per paura?
“Macchè. E’ la mente che non va più in quel senso. Forse, sono capricci
che mi
sono già tolta. Non c’è più quella eccitazione. Prima, la parte carnale
di me era più istintiva, aveva il sopravvento.”
E come dev’essere un uomo, per conquistarti?
“Il fisico non ha importanza. Ma deve avere begli occhi, uno sguardo
intelligente: questo è essenziale.”
Da spogliarti al primo sguardo?
“Devo avvertire la sua voglia. Fondamentale la complicità. E poi dev’essere
colto,capace di intrattenermi, spiegarmi le cose. Coetaneo o più
anziano. Mai stata con uno più giovane.”
C’è un personaggio del cinema o della letteratura che ti sciolga, al
solo
pensiero?
“Non mi viene in mente. Ma c’è un libro di Italo Calvino, “Gli amori
difficili”, che consiglio a chi voglia conquistarmi.”
Sei una conquista difficile?
“Sì. Sono esigente.”
E una volta conquistata? Fedele o trasgressiva?
“Fedele. Trasgressiva con il mio uomo.”
Ricordi la tua prima volta?
“ Non sono stata precoce, rispetto alle mie amiche. Mi sentivo lenta,
goffa. Ero curiosa, volevo spingermi oltre, ma non sapevo come, dove,
quando.”
Esperienza deludente?
“Confusa. Niente a che fare con i piaceri dannunziani o con le emozioni
che immaginavo.”
Con rispetto della privacy, vorrei ora collocare i tuoi partner
all’interno di
questa conversazione.
“Quanto ti esprimi in modo carino! In realtà, vuoi solo farmi cantare
sui miei grandi amori.”
Niente che tu non voglia dire.
“Sono stata sposata dodici anni con Massimo Bergia Zina, un dirigente
televisivo.Abbiamo una figlia, Martina, che ora ha sette anni. Ci siamo
lasciati per motivi caratteriali.”
Che vuol dire?
“Immaturità sua, riconosciuta. Lui ha capito di aver sbagliato, e del
resto avevo sbagliato anch’io: non si poteva più recuperare. Siamo
separati da tre anni. Il rapporto è ottimo adesso, ho stima di lui:
riusciamo a capirci di più.”
E ora chi c’è?
“Da tre anni, un altro compagno.”
Del tuo ambiente?
“Nessuno mai del mio ambiente.”
Puoi fare il nome, sui giornali è uscito.
“ Si chiama Carlo Di Blasi: ex avvocato, ora organizzatore di eventi.”
Qual è la chiave del legame?
“E’ una persona vera. Mi fa ridere. E’ colto, mi riempie la vita. E non
è cosa
semplice: ti ho già detto che sono molto esigente. Lui dice che io sono
il suo primo lavoro.”
Hai detto che tuo marito aveva sbagliato. Traduzione, ti aveva
tradito.
“Ha sbagliato lui, ho sbagliato io… Io ignara di lui e lui ignaro di me.
Poi è arrivato il momento della verità. Con sofferenze inevitabili. E ho
capito che mancava la fiducia, non ci credevo più.”
Qual la principale trappola, in un matrimonio?
“Quando l’uomo tende a trasformare la donna in una mamma. Lui, adesso,
il mio ex marito, è mio figlio. Ma non può più essere mio marito. Anche
se ogni tanto mi chiede se possiamo tornare indietro.”
E cosa fa una donna, quando si accorge di essere diventata la mamma
di suo marito?
“E’ frustrante. Ci si incarta su se stesse, o si cerca di essere femmina
altrove,
spesso sbagliando, per l’ansia, la fretta.”
Il sesso in crisi è la spia di un rapporto che non funziona più?
“Sì.”
Dunque è impossibile un buon rapporto amoroso, un legame resistente
al di là del sesso?
“No. E’ possibile. La storia e l’attualità ci offrono molti esempi
famosi, chiacchierati. Ma ci vuole grande intelligenza, direi anche
cultura, esperienza: saper accettare la presenza di altro.”

Altre trappole del matrimonio?
“La quotidianità, la convivenza. Meglio, se si può, avere due case.
Insieme tutto diventa scontato, quando uno torna a casa e dice: dobbiamo
proprio uscire, non è meglio guardare un po’ di tivu?”
Le novità sono indispensabili?
“Sempre.”
Ci sono luoghi preferibili, per l’amore?
“Non è importante il luogo, ma l’atmosfera che si crea. Comunque,
crescendo,
io preferisco sempre di più le comodità.”
E quando eri disponibile anche alle scomodità, qual è stato il luogo
più
insolito?
“Il cofano della macchina, una volta. Da ragazza. Proprio non si poteva
aspettare. Esuberanze giovanili, sono certa che ora non mi piacerebbe
più.”
Non ci credo.
“Preferisco luoghi caldi e confortevoli.”
Una domanda volgare: quanti uomini hai avuto?
“Non è fine chiederlo, ancor meno rispondere. Ti dico che quelli che ho
avuto, li ho voluti tutti. Li ho desiderati. Perché faccio l’amore solo
se desidero farlo. Forse nel mio ambiente non sempre è così. E tutti mi
hanno ricambiato. Tranne uno, che mi detesta, forse mi odia: voleva
altro da me. Ha cercato di comprarmi per tenermi, ma non era possibile.”
Un personaggio famoso, importante?
“No. Importante per me, sì. Non ho mai avuto relazioni con personaggi
famosi.”
Sei ambiziosa?
“Sì. Ma non per il mondo dello spettacolo. Per la carriera
universitaria. E non mi hai chiesto nulla, su questo.”
E’ un rimprovero?
“No.”
Allora di università parleremo un’altra volta e oggi vado avanti,
alla scoperta della tua sensualità. Prima, quando parlavi del cofano
dell’auto…
“Sì?”
Pensavo: ti piacciono i rapporti forti, immediati?
“Al contrario. I preliminari mi sono indispensabili. Adoro la lentezza.
E non solo quando faccio l’amore. Conoscevo il mio compagno di oggi, da
dieci anni: l’uomo più lento che abbia conosciuto. Mi ha amato in
segreto, per anni e anni. I rapporti segreti sono coinvolgenti. Ho
scoperto di piacere, senza saperlo, anche a tante donne.”
Ehilà. Cosa stai per confidarmi ancora?
“Nulla. Piaccio alle donne. Ma mai neanche un flirt.”
Tentazioni?
“Moltissime avances: anche da persone insospettabili, imprevedibili:
donne famose, di cui non immaginavo questa inclinazione.”
Un nome, almeno.
“No. Ma posso confidarti che una mia corteggiatrice, per convincermi, mi
ha
subito detto che mi avrebbe concesso il ruolo del maschio. Per il mio
carattere dominante.”
E tu?
“Per ora ho sempre glissato: fantasie, solo fantasie. Ma c’è sempre
tempo.”
cesare@lamescolanza.com Febbraio 2003