Io,
Franz e le caviglie sexy
PRIMEDONNE:
PARLA SONIA RAULE.
Le gambe galeotte. Il colpo di fulmine. La stanza da letto sempre aperta. La
differenza d’età. La gelosia. La compagna di Tatò racconta i segreti
della coppia più spiata d’Italia.
di
Cesare Lanza -
Panorama
Sonia Raule,
compagna di Franco Tatò, amministratore delegato dell'Enel,
considerata una delle donne più belle e importanti di Roma, accetta di
parlare di sé. L'appuntamento è al ristorante dell'albergo Bernini. Che ne
direbbe di cominciare da uno spunto qualsiasi? Il più evidente è la sua
bellezza. Gli occhi stupendi (occhi chiarissimi, sorridenti, ma anche un po'
sospettosi) sono coinvolgenti. Si schermisce: «Ci sono tante belle donne.
Io ho grande ammirazione per alcune affascinanti donne degli anni Sessanta».
I nomi?
Marina Ripa di Meana, Silvia Monti. È la bellezza con la cultura del tacco.
Non ci sono più donne capaci di camminare con quel portamento superbo.
Neanche lei?
Io adoro le scarpe. E con Franco le discussioni più frequenti sono due. La
prima sulle sue cravatte: non mi piacciono, ma lui è testardo, legato ai
suoi ricordi. Poi si discute per le mie scarpe.
Stiamo forse per raccogliere una confidenza feticistica?
Non esattamente. Ma le scarpe sono importanti se emanano erotismo.
In che cosa consiste, l'erotismo?
Se non capisce... Non è spiegabile.
Proviamo. Un riferimento: qual è la misura del suo piede?
Trentanove.
Grandicello, no?
Normale. Comunque, cruciale è la scarpa che mette in risalto la gamba.
E come funziona?
Il segreto è la caviglia. Se la caviglia è calzata in un certo modo, tac,
scatta uno speciale risalto, uno slancio... una valorizzazione sexy, anche
per le gambe.
Le sue gambe sono ammiratissime. Celebrate. Possiamo conoscere anche
questa misura?
No, perché non le ho mai misurate.
A tavola, Sonia Raule abbandona via via la diffidenza. Ama il vino (i
bianchi, il prosecco italiano e lo chablis francese) e si scioglie. È
incuriosita dalla quantità di chiacchiere che si fanno sul suo conto.
All'ultimo ricevimento di Tatò-Raule (alcuni ministri, giornalisti di
grido, imprenditori famosi, le altre regine dei salotti romani e milanesi)
all'improvviso mancò la luce: una tragedia, in casa del leader della
corrente elettrica. Sonia rimediò alla svelta, con una serie di candele e
candelabri. Sbatte le ciglia: «Ma davvero si chiacchiera di queste cose?».
Un'altra curiosità: è vero che la porta della vostra camera da letto
è sempre spalancata, anche quando ricevete?
A me piace così. Odio le porte chiuse. E il lusso.
Com'è naturale, la conversazione si è subito concentrata sull'unione
con Franco Tatò, eclatante in società.
Com'è cominciata?
A una cena. Franco era alla mia sinistra, io portavo i capelli lunghissimi.
Non gli badavo. Poi ho rialzato di colpo i capelli, l'ho guardato... Un
colpo di fulmine.
Per la verità si mormora che lei nella festa si fosse,
disinvoltamente, «imbucata».
Ci sono tanti modi di dire le cose. Non ero invitata, ma ero in compagnia di
una mia amica.
Ed è vero che, al ritorno, ha chiesto a Tatò un passaggio?
Vero. Ma eravamo in cinque, in quell'auto.
Quindi...
Quindi, niente.
Che cos'ha di straordinario, per lei, Franco Tatò?
Per esempio, è partito da zero. Pochi sanno che, per studiare, lavorava
nelle mense, in America.
E oggi? Quando lui compra questo e quello che cosa prova, un brivido?
Le fa qualche confidenza, prima?
Parliamo. Ma il potere non mi interessa.
Anche lei lo vede come un asso pigliatutto?
Franco crede, onestamente, in ciò che fa. Se non ci credesse, non lo
farebbe.
Mettiamola così: secondo lei, in una coppia, la differenza di età è
un plusvalore?
Mi dà sicurezza.
Altre belle ragazze, ambiziose, si legano a uomini potenti, con i
capelli brizzolati. Che cos'è, una tendenza? C'è chi ha scritto che oggi
siete regine e domani finirete infermiere.
Ho letto: che buon gusto! Ma, per ora, l'infermiere è stato Franco. Quando
ho sfiorato una lesione della cornea, per una coltellata in un occhio.
Questa è una notizia: il coltello l'aveva lui?
Non scherziamo, non era neanche in casa. È stato premuroso, mi ha curato
con puntiglio. E non basta.
No?
Sono caduta da cavallo: due vertebre incrinate, busto per quattro mesi. E
ancora Franco è stato un infermiere affettuoso.
E nel lavoro? Tatò sostiene qualsiasi ambizione di Sonia?
Che vuol dire?
È vero che lei vuole presentare Sanremo?
È un pettegolezzo, nato da una battuta, forse infelice, fatta una sera a
Capalbio.
Si comincia scherzando...
No. So che cosa posso fare e cosa no.
E «Art'è», il suo programma in Rai? Non c'è stata una intensa
attenzione, da parte di Tatò, a favore del programma?
Ogni minimo gesto attribuibile a Franco è gonfiato. La conferma del
programma ha superato qualche traversia, ma ora tutto è a posto e andremo
(vorrei citare le mie due coautrici, Nietta Vespignani e Vittoria Cappelli)
alla domenica pomeriggio, sulla Terza rete.
Provi ora a immaginare di essere dirigente di rete.
Andrei alla scoperta dei giovani.
Ah, in questo caso, sì?
Sì. Scuole di formazione per conduttori, autori, attori.
Con un modello in testa?
Renzo Arbore, un genio.
Torniamo a Tatò. Essere la sua compagna è una risorsa in più?
Di fatto, non credo di essere favorita.
Amore a parte: piace, a Tatò, il suo lavoro in tv?
È un perfezionista. Se andassi male, mi direbbe di piantarla lì.
Non sarà che l'Enel ha comprato un pezzo di Telepiù anche per darle
maggiore spazio?
È una battutaccia che gira, come le barzellette.
A dirla tutta, noi utenti della luce, per questa impresa, pagheremo
una bolletta più salata?
Demagogia: le tariffe le fa l'authority. Ma funziona, per colpire Franco: a
livello popolare, tutti sono convinti che i prezzi li stabilisca lui. (Un
divertente siparietto. A questo punto Sonia Raule invita l'intervistatore a
chiamare la cameriera per chiederle di botto: «Chi decide gli aumenti della
luce, secondo lei?». E la cameriera: «Il "padrone" dell'Enel,
direi».)
Com'è finito il primo matrimonio, con Bernardino, nipote di Giovanni
Agnelli?
Male. Eravamo molto giovani. Troppo.
Come vi siete lasciati?
Freddini. Ma importante è avere ogni riguardo per nostro figlio.
Ed è vero che, ora, con Tatò le piacerebbe avere un altro figlio?
Vero. Lo desidero.
Lei certo sa che la sua vita privata precedente è chiacchierata. Per
quali tempeste?
Che storie. Non sono certo stata una mangiatrice di uomini. Ho avuto, prima
del matrimonio, solo due relazioni significative: una con un artigiano
orefice, un ragazzo di Padova, e così ho imparato a fare e portare i
gioielli; l'altra, con uno studente ebreo tedesco.
Si riconosce tuttavia che, da quando vive con Tatò, non esiste
nessuna chiacchiera, sul piano sentimentale.
Ah, sì? Considerando la passione romana per il gossip, sono sbalordita.
E Tatò è geloso?
Sa tutto di me. Comunque, non manifesta. E non ne avrebbe il minimo motivo.
Vuol dire che non le capita mai di avere tentazioni verso altri
uomini?
Sono innamorata. Non ci penso. Se fossi una macchina, ecco, non avrei una
ruota di scorta.
Per un'auto è rischioso.
Per una donna innamorata no. Mi fido di Franco. Non penso a che cosa
succederebbe, se l'auto si fermasse.
Si è già fermata, altre volte, nella sua vita?
Ho assaggiato il dolore. E la solitudine: quando, dopo la rottura del
matrimonio con Bernardino, in società di colpo non ero più la contessa
Campello Dalla Spina.
Il potere è una cosa effimera. Qual è il suo difetto principale?
Non ho il senso dell'orientamento.
Considerando l'approdo su Tatò, non si direbbe.
Questa è una vera cattiveria.
È vero che è vendicativa?
No. Non perdono solo gli sgarbi gravissimi.
Per esempio?
Il tradimento di un amico.
Come regina nel guscio di un potere, quali sono i rapporti, con altri
leader italiani? Con Massimo D'Alema, per esempio.
Non sono una regina e non ci sono né gusci né poteri. Detto questo,
D'Alema è un grande politico.
Silvio Berlusconi?
Non lo conosco. Mio figlio, milanista, vorrebbe conoscerlo: per dargli due o
tre consigli per il Milan. Lancio un messaggio: se trovassimo il modo
Agnelli?
Fascino straordinario.
Parliamo di altre donne famose, che le assomigliano per bellezza e/o
per ruolo sociale. Naomi Campbell?
Mai conosciuta. Direi che ha commesso l'errore di una sovraesposizione.
Troppo insistente questa storia col suo fidanzato Briatore.
Afef?
Molto bella. Se facessi un programma tv sull'emigrazione, Afef sarebbe la
protagonista.
Come riesce a rendere felice Tatò?
Quando torna a casa, mi trova sorridente.
E quando non siete insieme?
Siamo sempre insieme. Combiniamo gli impegni.
Si sa: si dice perfino che sia lei a determinare l'agenda.
Ridicolo. Franco non si fa condizionare da nessuno, neanche da me.
Ma insomma, non siete mai lontani?
Di recente Franco ha passato due notti, da solo, a New York. E io gli ho
telefonato molte volte. Infischiandomi del fuso orario