la donna dell’anno
Maya Sansa
ho fatto i conti con
la storia
È LA PROTAGONISTA DEI
DUE FILM CHE HANNO FATTO PIÙ DISCUTERE:
LA MEGLIO GIOVENTÙ E
BUONGIORNO, NOTTE. CON LEI
ABBIAMO RIPERCORSO 40 ANNI DI VICENDE ITALIANE: IL BOOM, LA CONTESTAZIONE,
IL TERRORISMO. VE LA SIETE PERSA? IN QUESTI GIORNI LE 6 ORE DI MARCO
TULLIO GIORDANA ARRIVANO IN TV
«Se
avrei accettato di uccidere Moro? No. La mia posizione è simile a quella
di Adriana Faranda,
che si oppose. Ma lo dico adesso, dopo 25 anni, dopo aver riflettuto…»
«Prendo
qualche fregatura perché mi fido facilmente: sono stata fregata
di recente da un elettricista, un ragazzo che consideravo amico»

INTERVISTA DI
CESARE LANZA SU "CAPITAL"
E’ l’attrice dell’anno.
Figlia di un italiano e di un iraniano. Ha compiuto ventotto anni a
settembre. E’ nata a Roma, ha studiato a Cambridge e ha vissuto a lungo a
Londra. Presto si trasferirà a Parigi per essere vicina al compagno che
vive lì e, così, ricambiare il gesto di amore che ha già fatto lui,
nell’ultimo anno, vivendo a Roma per essere vicino a lei. Al primo impatto
mi sembra snob, e anche fredda, ma forse per timidezza. Mi ha dato
appuntamento in una libreria-caffetteria a Trastevere: “Mi sembrava una
bel luogo dove incontrarsi.” Decide di chiedere, dopo una scelta accurata,
una tisana ai fiori di bosco. Si chiama Maya Sansa. Appartiene a una
famiglia di giornalisti.
Che impressione le dà, il
successo? Nelle piccole cose: ad esempio, nelle interviste.
“Non mi interessa
apparire sui giornali, a meno che le notizie e le interviste non siano
legate a un risultato del mio lavoro.”
Mi hanno detto che lei si sente molto “attrice”.
Vorrei capire se questo significa un grande attaccamento, com’è naturale,
al suo lavoro, o se si tratta di un problema di identità, anche nella vita
privata.”
“Non nego che
immergersi fino in fondo in un ruolo, con una continua ricerca per dare il
meglio, possa procurare a un’attrice una lieve “schizofrenia” – lo scriva
tra virgolette, però!”
Lasciando
da parte l’attrice, che abbiamo scoperto al cinema, mi dica in poche
parole
com’è Maya nella vita privata.
“Sono sincera.
Meglio: integra. Nel senso che non tradisco me stessa. Se credo
in qualcosa, in
alcuni valori, tento di non tradire i miei ideali. A volte non è facile.”
E poi?
“Sono brusca. Rischio
di diventare categorica, proprio per la voglia di restare integra. C’è
un certo calvinismo
nel mio carattere, forse più forte alcuni anni fa.”
E quali sono i suoi valori? Qual è il più
importante?
“L’amicizia, un
valore stabile.”
E l’amore? Può essere un sentimento stabile?
“Io credo di sì. Se
finiscono amore e passione, ma si è trattato di sentimenti veri, resta
l’amicizia. Per me è
sempre stato così. Purtroppo ci sono difficoltà, poi, a reggere un
rapporto di amicizia, dopo l’amore. Per comprensibili gelosie di altri.”
E non crede che sia difficile arrivare a una vera
amicizia, tra uomo e donna, senza
passare attraverso un rapporto intimo?
“Probabilmente è
così. Fondamentale è la complicità, che quasi sempre nasce
dall’intimità.”
Lei parla di valori stabili e di storie che debbono
durare. Posso dedurre che non è
disponibile a rapporti d’amore da blitz, a curiosità
passeggere?
“Le curiosità ci
sono, anche importanti. Ma ogni rapporto vero deve lasciare qualcosa.
Non deve essere
superficiale. Può accendersi anche un rapporto immediato, a patto di
intuire che si tratti di qualcosa di positivo. Non mi fanno paura le
esperienze dolorose. Ci sono passata. Se si parte da sentimenti sinceri,
non ho paura del dolore e non lo considero negativo.”
Tra i suoi successi c’è il film di Bellocchio su
Aldo Moro, nel ruolo della Braghetti, la
ragazza che tenne in custodia l’ex presidente della
democrazia cristiana, insieme con altri terroristi. L’epoca delle Brigate
Rosse è estranea alla sua età. Per affrontare la parte, lei ha studiato,
ha letto…
“Sì, molto. Per due
lunghi mesi.”
Le chiedo: lei, nella realtà, avrebbe accettato di
uccidere Moro?
“No. La mia
posizione è simile a quella di Adriana Faranda, che si oppose. Ma lo dico
adesso, dopo
venticinque anni, dopo aver riflettuto… Mi rendo conto di quanto fosse
difficile tradire i compagni, o defilarsi. Ma avrei trovato un modo,
credo, per non ucciderlo. Oggi anche gli ex brigatisti capiscono che si
trattò di un errore, di un suicidio politico, al di là degli aspetti umani
ovvii ed evidenti. Lasciare libero Moro, che aveva assunto forte criticità
verso il “sistema” di cui era stato massimo esponente, sarebbe stato sul
piano politico un atto strategico intelligente. Invece, giustiziando Moro,
le Brigate Rosse di fatto si isolarono.”
Qual è l’aspetto migliore dell’essere attrice?
“Vivere vite diverse,
avere l’opportunità di guardare l’esistenza dagli angoli più diversi.”
E l’aspetto negativo?
“Trovarsi in una
situazione di lavoro frustrante.”
Potrebbe rompere il contratto…
“Non sono abbastanza
ricca per concedermi questa libertà. E poi bisogna rispettare gli
impegni.”
I soldi sono importanti, per lei?
“Per tutti, direi.
Per me non sono al primo posto. Ma disdegnarli è sbagliato, forse anche
un segno di
ipocrisia.”
Potrebbe vivere serenamente anche senza il successo,
dopo averlo assaggiato?
“Credo di sì. A patto
di svolgere con soddisfazione personale il mio mestiere, ad alto
livello. Il giudizio
del pubblico e della critica mi sta a cuore fino a un certo punto.”
E se non facesse l’attrice?
“Mi piacerebbe girare
documentari, come regista e autrice, in un gruppo affiatato.”
Per amore, rinuncerebbe al lavoro?
“Non sarebbe vero
amore, se fossi costretta a rinunciare al lavoro.”
Desidera un figlio?
“Certamente. Ma non
adesso. So che lo vorrò e lo avrò.”
Mi ha detto di aver conosciuto il dolore…
“E’ così. Credo di
non aver avuto un’infanzia facile. Mia madre, Cristina, una donna che
stimo molto - è mia
amica - era triste, smarrita… Benchè si facesse chiamare “Sahajo”, che
significa “spontaneità beata”, ha avuto una giovinezza tormentata. E i
bambini, io sono figlia unica, avvertono queste cose. Succedeva che mi
lasciasse da amici e con mia nonna, Livia, che peraltro adoro: una
giornalista, una persona straordinaria, dolce e forte, comprensiva,
importante. Sia chiaro però: mia madre è stata molto positiva per me, mi
ha dato amore vero.”
I suoi genitori erano separati?
“Non si sono mai
sposati. Il rapporto con mio padre è cominciato tardi, a quindici anni.
Adesso, con lui sto
benissimo. Abbiamo fatto un bel viaggio insieme, da soli, in Francia.
Si considera diffidente?
“Al contrario. Prendo
qualche fregatura perché, d’istinto, mi fido facilmente. Cose di
normale quotidianità:
sono stata fregata di recente da un elettricista, un ragazzo che
consideravo amico.
Timida?
“No. Ma certo non
sono sfacciata.”
Un progetto per il futuro, in sintesi?
“Fare bene il mio
lavoro senza tradire me stessa.”
dicembre 03