Questa
intervista che ho chiesto per “Libero”, per volontà della
Lewinsky, è stata concordata parola per parola. Ai lettori e agli
addetti ai lavori non sfuggiranno i rigidi confini voluti dalla mia
interlocutrice. A chi conosce, in particolare a chi apprezza le mie
interviste ai personaggi femminili dello star system, chiedo scusa per
non aver potuto, questa volta, approfondire alcuni argomenti, come
meritavano. L’intervista è l’unica concessione fatta da Monica Lewinsky
ai giornali di carta stampata, in questa occasione, in Italia: nei suoi
limiti, mi sembra comunque un piccolo documento interessante, sul piano
del costume.
E' la prima volta, Monica, che viene in Italia? A parte l’invito di
“Domenica in” e le interviste televisive, quali sono le curiosità
principali?
“ Non è la prima volta. Ma questo è il mio primo viaggio in Italia, dopo
sei anni. L’ultima volta che ho visitato Roma fu quando lavoravo per il
Pentagono: mi trattenni solo per quarantotto ore. E anche questa volta
il mio viaggio, purtroppo, è breve. Prima ancora di questa visita, in
Italia ero già stata a Venezia, Firenze e Roma: in vacanza con un gruppo
turistico. Avevo soltanto diciannove anni. Ero molto ansiosa e curiosa
di visitare Roma e di vedere se e come fosse cambiata la città, piazza
di Spagna e la mitica fontana di Trevi, se fossero cambiati i luoghi
celebri o le mie emozioni nel rivederli.”
Cosa le piace, soprattutto, dell’Italia?
“ Ciò che amo dell’Italia sono soprattutto … gli italiani: il loro gusto
per la vita, la loro capacità di assaporare quanto di bello c’è nel
vostro Paese, dal’architettura alla moda, dalla cucina all’arte. Mi
piacerebbe impadronirmi il più possibile della vostra cultura, sia pure
in un viaggio così breve.”
Vorrei chiederle qualcosa con il suo rapporto con la gente. Pensa che
la vicenda per cui è diventata famosa continua ad essere ancora presente
nella fantasia, un po' morbosa, di chi conosce il suo nome? Qual è la
sua reazione quando tutti, mass media e persone comuni, la interrogano o
anche la inseguono, la perseguitano, la tormentano per questo solo
argomento?
“Certamente le persone mi riconoscono, però non con la stessa intensità
ossessiva di una volta. Debbo dire di essere stata in fondo molto
fortunata con la gente comune: le persone sono state sempre molto
gentili e dolci… Con un approccio simpatico. Più o meno come fanno gli
italiani quando dicono subito a una ragazza ciao bella!, invece di ciao
brutta…”
Facendo un bilancio, che cosa è stato più doloroso, nello scandalo
Clinton: l'incomprensione, la solitudine, l'accanimento dei giornali e
delle televisioni?
“Quanto è successo cinque anni fa è stato molto doloroso, a vari livelli.
Proprio perché non si trattava solo di spiacevoli insulti personali, ma
anche di un vero e proprio caso nazionale. Penso che sia molto difficile
per la gente capire quanto questa storia sia stata tumultuosa e
devastante per la mia famiglia. E tuttavia sono stata molto fortunata ad
avere sempre la solidarietà dei miei familiari, costantemente al mio
fianco.”
E quali sono le eventuali bugie, le affermazioni scandalistiche più
aggressive e ingiuste che sono state dette e scritte? Quelle che l'hanno
maggiormente ferita...
“Disgraziatamente per me sono diventata un personaggio pubblico
attraverso l’introduzione di persone che volevano dipingermi come una
persona molto leggera. E io non ero in una posizione adatta a replicare
e a difendermi, a causa dei problemi legali. Per una ragazza di
ventiquattro anni è stato molto doloroso aver l’obbligo di restare ferma
e ascoltare chi mi definiva pazza, stupida, una bambola… Sono stata
descritta come “una ragazza qualsiasi che si era buttata sul Presidente”:
anche se il Presidente aveva un sistema di sicurezza per essere ben
protetto, non era questa una facile deduzione per chiunque? Se non
avesse voluto, per me non sarebbe stato possibile avvicinarmi. E
tuttavia ero presentata all’opinione pubblica come “una che aveva
organizzato una trama per avvicinarlo”, “una che arrivava da una pessima
famiglia.”
C'è ora un sogno, o un progetto, sentimentale per il suo futuro?
Avere un amore vero e duraturo, fare figli, come qualsiasi ragazza? O si
dente disillusa, pessimista?
“Ho sempre amato e continuo ad amare i bambini. Sì, certamente vorrei
sposarmi e costruire una famiglia. Dopo le mie esperienze, questo
progetto è diventato molto importante per me: è un punto determinante,
ne sono convinta. Vede, per gli italiani forse questo problema non
esiste, ma in America i genitori e i figli possono essere obbligati a
testimoniare gli uni contro gli altri. E, crudelmente, mia mamma è stata
obbligata a testimoniare contro di me, sulla mia storia. Desidero
moltissimo avere bambini, ma questo episodio ha lasciato una profonda
traccia nel mio cuore.”
Comunque sia, lei è diventata un personaggio famoso nella società di
oggi. Come pensa di utilizzare, adesso, la sua popolarità?
“Oggi sto ancora cercando di mettere insieme la mia nuova vita,
rimodellandola in modo che, crescendo, le mie esperienze siano
incorporate e assorbite nel modo giusto. Su binari adatti e appropriati
per l’esistenza di una donna che ha ormai ventinove anni. Ho bisogno ora
di aiutare me stessa e ho vari interessi. Voglio dare un contributo alla
società…”
Che vuol dire?
“ Insomma vivere e comportarmi come una persona positiva sul piano
sociale. E allo stesso tempo essere contenta del mio lavoro e mantenere
me stessa, prendere cura di me stessa. La mia vita è molto diversa
rispetto ad alcuni anni fa: ci sono stati molti cambiamenti, ho dovuto
pagare un prezzo molto alto. Ho aperto un’attività che vende borse, tre
anni fa. Mi piace disegnare la linea delle borse, utilizziamo quasi
sempre stoffe italiane: vendiamo solo attraverso Internet. Poi, ho
appena sostenuto l’esame per iscrivermi all’università nella facoltà di
giurisprudenza: ultimamente sono molto concentrata sui miei studi.”
Quale futuro si delinea?
“ Sinceramente, non sono ancora sicura di quale sarà la strada che
sceglierò per la mia vita. Ad ogni modo mi considero una donna fortunata
perché ho una famiglia stupenda - questo è un valore primario - e un
gruppo di amici straordinari, affettuosi e protettivi nei miei riguardi.
E questo è ciò che conta più di tutto nella vita, e questa è oggi la mia
vita.”
cesare@lamescolanza.com
15-12-02