Preziosi versa 8,5 milioni nelle casse del Genoa

Nel bilancio 2007/08, chiuso con un attivo di 1,5 milioni, si legge che la cassaforte di famiglia Fingiochi ha convertito un finanziamento di 3,5 milioni per coprire perdite pregresse e versato 5 milioni per «garantire l'equilibrio finanziario»

 


di Marco Liguori

Bilancio in attivo per 1,5 milioni di euro, capitale sociale ridotto di oltre un terzo a causa delle perdite dei precedenti esercizi. E’ questa la fotografia dei conti 2007/08 del Genoa, depositati in Camera di commercio, relativi al ritorno in serie A che però non mostra assolutamente alcun tipo di problemi. Stando a quanto si legge nella relazione sulla gestione, l’azionista di maggioranza Fingiochi spa (la “cassaforte” della famiglia Preziosi subentrata alla Enrico Preziosi srl come risulta nel libro soci al 19 agosto scorso) ha convertito in conto capitale un finanziamento per 3,5 milioni «a copertura delle perdite emergenti». Insomma, il disavanzo è stato immediatamente ripianato. Ma c’è di più: la Fingiochi ha versato l’8 settembre 2008 altri 5 milioni «a titolo di finanziamento soci – è spiegato nella relazione – al fine di garantire l’equilibrio finanziario, nel rispetto delle previsioni e dei primi dati gestionali della corrente stagione». Insomma, il presidente di Fingiochi e del Genoa, Enrico Preziosi, ha versato 8,5 milioni in moneta sonante per sostenere la società rossoblù. Nel freddo linguaggio dei testi aziendali questa operazione si legge come «atti rivolti alla prosecuzione dell’attività aziendale». Nel linguaggio più semplice dei tifosi è interpretato in un modo più semplice: amore verso la propria squadra. E c’è anche un altro elemento che fa comprendere l’importanza che ha il Genoa per Preziosi: non ha percepito un solo centesimo di compenso, così come anche gli altri tre membri del consiglio di amministrazione. Nessuna retribuzione per il vicepresidente Giovanni Blondet, per il consigliere Luca Barabino e per l’amministratore delegato Alessandro Zarbano. Quest’ultimo nel verbale di assemblea del 20 novembre ha sottolineato lo sforzo dell’azionista di maggioranza, con la rinuncia «a un finanziamento di euro 3,5 milioni che ha consentito di evitare operazioni di riduzione e ricostituzione del capitale sociale».

Ma c’è ancora un altro particolare importante nella relazione sulla gestione, che evidenzia l’impegno della Fingiochi e del suo presidente Preziosi. La cassaforte del numero uno rossoblù si è accollata il rischio bancario di sei fidejussioni accese con Unicredit Banca d’Impresa per complessivi 18,3 milioni nell’interesse del Grifone: in pratica è il garante con beni propri di queste operazioni. La prima di 2,1 milioni è stata rilasciata nel giugno 2007 a favore dell’Agenzia delle Entrate di Genova 1. Le altre riguardano le garanzie prestate per le fidejussioni a favore della Lega calcio: due riguardano il calciomercato della stagione 2007/08, mentre le altre tre per quello della stagione attuale. Quindi, le consistenti campagne acquisti dei calciatori degli ultimi due anni sono state supportate dalla Fingiochi. Campagne che sono risultate onerose, visto che sono dovute cospicue somme rateizzate alle società con cui sono stati conclusi i trasferimenti: ma con un azionista ben munito finanziariamente non ci sono problemi.

L’esame del conto economico rileva che il Genoa ha ottenuto ben 61,1 milioni di ricavi con un incremento boom del 109% rispetto al 2006/07 quando la società era in serie B. Il valore della produzione ha superato di oltre 3 milioni i costi, attestatisi su 58 milioni (+46%). Un risultato non semplice da raggiungere, poiché in molti casi le neopromosse per far fronte alle esigenze della massima serie sono costrette a far lievitare i costi. Le entrate vedono gli abbonamenti al “Luigi Ferraris” quasi raddoppiati da 2,6 a 4,5 milioni: per contro si è registrata una diminuzione dei biglietti venduti di 429mila euro a 1,5 milioni. In forte ascesa anche i proventi da diritti tv, attestatisi a 15,5 milioni dai precedenti 5,3: aumento per i ricavi da pubblicità allo stadio, passati da 21 a 2,14 milioni. Ma sulla voce attiva hanno inciso in modo determinante i 21,8 milioni in plusvalenze da cessione dei diritti (una volta erano i cartellini) pluriennali alle prestazioni dei calciatori: tra esse spiccano quelle di Borriello (9,1 milioni) al Milan, Forestieri (3,4) e Coppola (2,5) al Siena, Bovo (3,3) al Palermo.
Passando ai costi, le voci principali sono rappresentate dai 25,7 milioni per gli stipendi dei tesserati (erano 15,7 milioni in serie B) e dai 9,5 milioni per l’ammortamento dei diritti dei giocatori. Riguardo al costo del lavoro, la sua scomposizione vede 21,2 milioni per i compensi ai 36 calciatori in rosa e 858mila per la quota variabile ai risultati sportivi. Per i 13 allenatori il Genoa ha erogato un monte stipendi di 2,2 milioni: invece non è stata concesso alcun extra per i risultati sportivi, mentre al 30 giugno 2007 era di 614mila euro.

Infine uno sguardo al 2008/09. Gli amministratori evidenziano che primi mesi della stagione corrente «si è nuovamente registrato un aumento dei ricavi delle vendite e delle prestazioni, dovuto principalmente al maggior numero di abbonamenti». Ma anche i proventi da sponsorizzazione registrano un significativo incremento «dovuto prevalentemente alla sottoscrizione del nuovo contratto» con il nuovo sponsor tecnico. La cessione dei diritti radio televisivi hanno ottenuto un aumento rispetto al 2007/08 «assestandosi a circa 22,5 milioni». In più «dal 30 giugno ad oggi sono già state contabilizzate plusvalenze» calciatori per una somma «pari a circa 12 milioni di euro». Tutto ciò potrà servire come base per la futura Champions League, nel caso in cui il Genoa arrivasse al quarto posto: ma questa è un’altra storia.

 

 

 

pianeta genoa 1893, 19-03-09