Gasperini, l'allenatore che sa "leggere" le
partite e veleggia verso la Champions

di
marco liguori
Il Genoa vince a Cagliari, sia pure con
qualche patema d’animo, dopo ben 35 lunghi anni. Qualcuno tra i
tifosi dirà: era ora! Ma questi punti valgono ancora di più del
semplice rilievo statistico: profumano di Champions League. Fino a domani
sera la formazione allenata dal “grande timoniere” Gasperini è al
quarto posto in beata solitudine: basterà che Fiorentina e Roma,
impegnate in due difficili trasferte contro Inter e Sampdoria, non vadano
oltre il pareggio per lasciare definitivamente il passo al Grifone. Ma
restiamo ad oggi. Dicevo all’inizio dei problemi dei rossoblù,
che hanno sofferto i contropiede dei sardi anche quando questi ultimi
sono stati ridotti in dieci dall’arbitro. E’ una caratteristica
ormai conclamata del 3-4-3 di Gasperson: giocare e lasciar giocare gli
avversari. Bellezza e debolezza assieme: ne beneficia lo spettacolo e
consegue risultati positivi. Meglio di così non potrebbe andare.
Ma la grandezza del Gasp è quella di saper “leggere” la
partita, effettuando i cambi dei calciatori in modo preciso, come un orologio
svizzero; forse è uno dei pochi allenatori italiani a riuscire
a compierli in modo perfetto. Al Sant’Elia questa sua caratteristica
di adattamento nel corso delle gare è stata ancora una volta fondamentale.
Il trio d’attacco ha dato segni di appannamento e i centrocampisti
di fascia non concretizzano? Niente paura: il mago Gasperini tira fuori
dal cilindro una magia da mille e una notte. Via Rossi, Mesto e Sculli,
dentro Olivera, che giostra in avanti con Milito e Jankovic, assieme a
Modesto a sinistra e Palladino a destra che porgono succulenti cross per
i compagni. La tanto temuta assenza di Thiago Motta in regia a centrocampo
non si è avverita grazie al suo sostituto naturale, Milanetto.
Omar “il figlio dello sceicco”, nonostante fosse stato pressato
dagli avversari, ha svolto egregiamente il suo compito.
L’arbitro Gervasoni ci ha messo del suo, distribuendo ammonizioni
in modo molto fiscale a entrambe le squadre: soprattutto nel primo tempo,
quando ha estratto il cartellino giallo a Milanetto e due di fila al cagliaritano
Cossu. Ma il direttore di gara ha preso un’enorme topica quando
ha annullato inspiegabilmente un gol regolarissimo a Olivera al 22° del
secondo tempo. Meno male che lo stesso attaccante, oggi in giornata di
grazia, ha rimediato in seguito.
Con queste premesse, il Genoa può puntare con decisione alla Champions
e ritornare in Europa dopo la magica stagione della Coppa Uefa del 1991/92,
terminata solo in semifinale con l’Ajax. Ha ragione Gasperini che
ha dichiarato a Radio Uno Rai che «saranno decisive le gare a Marassi».
Il prossimo avversario casalingo sarà l’Udinese: un cliente
non semplice, a tratti enigmatico e imprevedibile, ma che il Grifone dovrà battere
per restare in media Champions.
E a proposito di piazzamenti, bisognerà vedere in quale posizione
terminerà il Genoa. Anche qui, interviene la saggezza gasperiniana:
a giugno si tireranno le somme. Ergo: sarà il punto di partenza
per imbastire il mercato. Se la squadra restasse al quarto posto entrando
in quella che fu la Coppa dei Campioni (ebbene sì, sono nostalgico)
resteranno di sicuro i pezzi pregiati tanto richiesti, almeno stando a
quello che riportano i media: ipotesi probabile anche se arrivasse quinta
e entrasse in Uefa, anche se porta meno soldi rispetto alla prima competizione.
Adesso è assolutamente prematuro parlare di partenze ed arrivi.
A cominciare da Milito, che viene dato un giorno sì e l’altro
pure al Lione, all’Inter e poi alla Juventus senza soluzione di
continuità in un carosello di parole: in realtà il presidente
Preziosi ha ribadito che è un punto fermo, così come anche
il “grande timoniere” Gasperini. L’ultimo rumor riguarderebbe
Thiago Motta all’Inter per l’ennesima rifondazione nerazzurra:
tuttavia alcuni osservatori del mercato riportano che non ci sono trattative.
Magari chissà, nei prossimi giorni si potrebbe leggere che Bocchetti
va al Real Madrid, oppure che Jankovic andrà al Chelsea mentre
Rossi potrebbe andare al Bayern Monaco assieme al “figlio dello
sceicco” Milanetto. Per fortuna queste voci non sembrano proprio
intaccare la solidità e la compattezza dello spogliatoio rossoblù,
custodito sotto chiave dalla sapiente mano di Gasperson.
pianeta
genoa1893.net, 16-03-09