Genoa, sogni e rimpianti di Gasperini

"Grandi in difficoltà, poteva essere l´anno giusto. Ma la società ha preferito puntare sui giovani"."Preziosi ci mette i soldi e ha diritto di decidere le strategie. Io faccio solo l´allenatore"



DI GESSI ADAMOLI

Mister Gasperini, chiariamo subito il giallo del mal di gola, che le ha impedito di parlare dopo la partita di Bologna...
«Nessun giallo, era stata l´aria condizionata a mettermi ko. Il problema è che si è creata una strana situazione per la quale se parlo vengo interpretato, e se non parlo vengo interpretato comunque. E questo è uno dei motivi per i quali avevo subito detto che serviva chiarezza».

E chiarezza invece non c´è stata?

«Diciamo anche che quella buona partenza con 9 punti in 3 partite era servita per autorizzare traguardi importanti, ma se abbiamo le alternative giuste a centrocampo e in attacco, dietro paghiamo fatalmente qualcosa in termini di mestiere. Ma l´unico modo per far maturare i giovani è quello di farli giocare. Infatti piano piano stanno crescendo. Tomovic è stato determinante in occasione del terzo gol di Bologna e anche Esposito sta giocando. Tra i giovani che hanno bisogno di fare esperienza ci metto anche Papastathopoulos, che è stato utilizzato molto ma resta pur sempre un ‘88 e ci sta che possa ancora commettere qualche ingenuità. E presto, quando si sarà rimesso, sarà il turno di Fatic. Intanto abbiamo ritrovato Kharja, sta migliorando anche Floccari e Palladino è quasi il vero Palladino».

Intanto c´è la sicurezza che potendola preparare con i tempi dovuti contro l´Inter (già mille i biglietti venduti in prevendita) il Genoa giocherà da Genoa...
«La mia unica preoccupazione riguarda chi riuscirò a recuperare. Sicuramente Rossi, però perderò Mesto, e non ho alcuna certezza riguardo Biava, Criscito e Juric. E la nostra è una rosa un po´ così con tre terzini sinistri e tre punte centrali».

Il presidente Preziosi si è eventualmente detto disponibile a intervenire sul mercato, nel caso si dovesse ravvisare la necessità di dover puntellare quest´organico...

«Per favore non parliamo di mercato. È stato un incubo, non ho più voglia di pensare al mercato».

I rapporti Preziosi-Gasperini sono davvero sempre idilliaci?

«Assolutamente sì. Io ho grande rispetto del presidente e lui ha grande rispetto di me. C´è stima ed affetto, proprio come dice Preziosi. Semplicemente c´è una divergenza di fondo per quanto riguarda le strategie. In questo senso le nostre idee non collimano».

Equal è il suo pensiero?

«Reputavo che questa potesse essere la stagione giusta per arrivare subito a qualcosa di importante, tenendo conto delle difficoltà di alcune grandi squadre, che infatti si sono presentate indebolite ai nastri di partenza. Insomma, ritenevo che gli introiti di alcune nostre cessioni eccellenti potessero essere completamente investite su questo organico. La società invece ha preferito puntare più su una politica di medio termine. È però assolutamente legittimo che la società ragioni in prospettiva, una scelta che rispetto ma non condivido. Così, da quest´estate, faccio l´allenatore e basta. Ovviamente comunque con il massimo dell´impegno e della passione».

Non è stata allora una campagna acquisti condivisa?
«Non l´ho mai mandato a dire che non mi riconosco in certe scelte. Questo è il mio quarto anno, ormai dovrebbe essere chiaro quali caratteristiche devono avere i giocatori che vengono al Genoa. Per esempio punto molto sugli esterni, li spremo tanto e ho bisogno di avvicendarli spesso, anche nel corso di una stessa partita. Ma a destra ho solo Rossi e a sinistra solo Criscito».

Preziosi e Gasperini sono i valori aggiunti del Genoa, questa differenza ideologica può creare dei problemi?

«Io non mi porto dietro alcun fastidio, penso solo a lavorare e Preziosi merita tutti il rispetto di chi mette i soldi. Ne mette tanti e ci sta che li distribuisca come vuole».

 



La Repubblica, edizione genovese, 08-10-09