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Il Genoa è più forte anche
degli errori arbitrali

di Marco Liguori
Il Genoa ricomincia da tre, numero magico per
eccellenza. Tre sono stati infatti i punti conquistati
ieri alla terza giornata: moltiplicandoli sempre per le
tre vittorie consecutive fanno nove punti. Tre sono le
squadre in testa alla classifica (Grifone, Juventus e
Sampdoria). Tre sono i difensori e gli attaccanti del
modulo di Gasperini e tre sono stati gli espulsi della
vittoriosa gara per 4-1 contro il Napoli. E qui veniamo
subito alla direzione “personalistica” di Tagliavento
che ha condizionato la gara: assurda espulsione di
Criscito per un vaffa palesemente non rivolto al
direttore di gara, un rigore concesso al Genoa in modo
generoso (ma anche alla moviola un contatto, sia pur
lieve, tra Sculli e Campagnaro c’è stato), il tutto
condito da cartellini gialli e rossi distribuiti a
destra e a manca. La partita è palesemente sfuggita di
mano al fischietto ternano, che già in passato si era
reso responsabile di una serie di macroscopici errori
verso la squadra rossoblù. Uno per tutti: il gol non gol
concesso all’Inter il 7 marzo scorso, condito da altre
amenità. Aggiungiamoci poi che Campagnaro andava spedito
anticipatamente sotto la doccia già prima del rigore, da
lui stesso provocato, a causa di un brutto fallo su
Amelia: considerata l’espulsione di Criscito, ha
adoperato due pesi e due misure. Una serie di decisioni
che ha avvelenato purtroppo il magnifico clima di festa
sugli spalti tra tifosi genoani e napoletani: però non
ha assolutamente incrinato il gemellaggio, come
testimonia anche l’urlo finale di incitamento della
gradinata Nord verso gli azzurri. Speriamo che il
designatore Pierluigi Collina abbia annotato tutto ciò e
la prossima volta pensi a inviare un arbitro che sia
all’altezza di dirigere la partita di una squadra di
alta classifica, com’è appunto il Genoa. Il problema,
come ho scritto più volte e come testimoniato da una
raffica di sbagli accaduti durante l’ultima giornata,
riguarda comunque tutta la classe arbitrale: in più, non
si vuole introdurre la tecnologia già presente negli
sport professionistici. E il risultato è deprimente.
Adesso attendiamo le decisioni del giudice sportivo su
Criscito: immaginiamo che il referto arbitrale sia
sfacciatamente duro nei suoi confronti. Ciò potrebbe
preparare un provvedimento disciplinare fin troppo
severo: anzi, un'ingiustizia nell'ingiustizia.
Ieri sera è avvenuto un altro miracolo di Gasperini: il
tecnico ha saputo infondere un’altra virtù ai suoi
uomini, che rappresenta un’ulteriore marcia in più
rispetto alla pur ottima scorsa stagione. Il Genoa, ha
saputo prontamente reagire all’ingiusta espulsione di
Criscito e a mettere sotto scacco il Napoli già in
situazione di inferiorità numerica. Con la ritrovata
parità, dopo l’espulsione di Campagnaro, il Grifone ha
dominato a centrocampo mettendo a nudo tutte le lacune
del Ciuccio. Zapater e Milanetto preparavano
indisturbati la manovra offensiva, mentre sulle fasce
Rossi, Mesto e Sculli scendevano portando scompiglio
nella retroguardia napoletana. A Donadoni sono mancati
due uomini ceduti nella campagna acquisti: Blasi, che
avrebbe potuto arginare la manovra offensiva rossoblù
nella zona mediana, e Mannini (ieri ha anche segnato il
gol partita per la Samp) sulla fascia sinistra. In dieci
contro dieci, il Napoli ha commesso l’ingenuità letale
di lasciare libere le fasce: è proprio quello che è
congeniale al Genoa. Gasperini ha compreso che in
situazione di parità (numerica in campo e di risultato)
i suoi potevano e dovevano vincere: ha completato
l’opera con i cambi, puntuali e precisi come sempre.
Palacio è risultato devastante: Crespo ha mandato in
tilt Contini in occasione del 3-1. Kharja ha dimostrato,
nei pochi minuti che ha giocato, di essere di ottima
pasta. E bisogna ricordare la condizione eccellente di
Mesto che ha realizzato un gol straordinario. Voglio
ancora sottolineare la trasformazione del giocatore
pugliese: l’anno scorso alternava prestazioni
altalenanti, invece quest’anno corre, segna, crossa. E’
diventato un giocatore decisivo: ieri è stato “el hombre
del partido” per dirla con i suoi compagni di lingua
ispanica.
E adesso dove può arrivare il Genoa? Forse molto, molto
in alto se, come ha detto Gasperini, non si monterà la
testa. Giovedì c’è la prima partita del girone di Europa
League contro lo Slavia Praga: si spera che possa
rappresentare la conferma dell’eccellente momento dei
rossoblù. «Aprite le porte il grifone va, nessun
avversario mai lo fermerà».
di Marco Liguori, PIANETA GENOA 1893, 15-09-09
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