Prove di Genoa, Crespo e Sculli a segno

Rossoblù affaticati dagli allenamenti, vittoria di misura (2-1) contro il Rodengo

Fatic cresce, Troest non convince: sempre più vicino lo scambio con Esposito





DI GESSI ADAMOLI


NEUSTIFT - Dopo aver preso cinque gol due anni fa e quattro lo scorso luglio, il Rodengo Saiano, squadra bresciana di Seconda Divisione (la vecchia C2) e ormai tradizionale avversario del Genoa in questa fase precampionato, ottiene una onorevolissima sconfitta per 2 a 1. Ma i risultati in questo periodo lasciano il tempo che trovano, è infatti ancora una fase sperimentale e in campo non va la formazione tipo. Non solo, ma la mattina, prima di affrontare una squadra di professionisti, Gasperini aveva comunque sottoposto i suoi giocatori alla solita, durissima, seduta di lavoro divisa negli ormai tre canonici comparti: la fase atletica, quella tecnico-tattica e infine quella in palestra. Al punto che Hernan Crespo ha confidato: «Mai lavorato così duro in tanti anni che sono nel calcio».
Come fa abitualmente nelle prime amichevoli della stagione, Gasperini ha alternato ventidue giocatori nei due tempi. Non ha giocato Figueroa, l´unico oltre al baby Ragusa e a Russo e Perrin gli altri due portieri della rosa. Lucho è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti e questo conferma quanto poche chance abbia di restare al Genoa.

Rispetto alla prima uscita ufficiale, quella contro i dilettanti della valle, sono quattro novità nel primo tempo: Rubinho in porta al posto di Scarpi, Rossi a destra in difesa per Tomovic, Sculli nel tridente d´attacco per Vanden Borre e Crespo per Floccari. Il Genoa sblocca subito il risultato con Crespo, che è certamente ancora pesante nei movimenti ma che nei 16 metri è micidiale: cross di Sculli dal fondo e girata al volo dell´argentino. Al 9´, però, il Rodengo ha già raggiunto il pareggio: Guariniello (nemmeno parente con il celebre magistrato.) si beve un impacciato Troest (sempre più probabile lo scambio con Esposito del Lecce) e si presenta solo davanti a Rubinho che non ha scampo. Proprio allo scadere del primo tempo arriva il secondo gol del Genoa: cross dalla sinistra di Jankovic e perentorio stacco aereo di Sculli. Da segnalare ancora una buona prestazione di Fatic (ha centrato in pieno la traversa con un gran sinistro da 30 metri) e un Jankovic motivatissimo.

Gasperini è ancora più creativo nell´allestire il Genoa del secondo tempo. Sceglie il 4-3-3 e in difesa c´è il ritorno di Biava che gioca centrale insieme a Bocchetti. A centrocampo Juric è schierato a destra e spesso si trova a dover attaccare lo spazio in attacco al posto di uno svagato Vanden Borre, che tanto favorevolmente aveva impressionato domenica per come aveva coperto il campo e tanto ha lasciato interdetti in questa partita contro il Rodengo. Incide poco anche Mesto, schierato attaccante a sinistra, e così a Floccari viene a mancare la necessaria assistenza. Nessun gol per il Genoa nel secondo tempo ma un salvataggio sulla linea su colpo di testa di Biava, una traversa di Mesto e un palo di Floccari.
Ieri sera la squadra si è concessa una serata ad Innsbruck, per oggi infatti Gasperini ha accordato una mezza giornata di riposo.

Così in mattinata Gasperini, dovo aver in passato provato il deltaplano ed essersi cimentato all´Adventur Park, si cimenterà con il segway, il mezzo di locomozione più tecnologico ed ecologico mai ideato: «Anche se avrei preferito anche quest´anno andare a caccia di un po´ di adrenalina».

Si riprenderà nel pomeriggio con l´allenamento del pomeriggio al quale parteciperà anche Rodrigo Palacio. E oggi i riflettori saranno tutti per il fuoriclasse arrivato dal Boca Juniors. Genoa p. t. (3-4-3): Rubinho - Rossi, Troest, Moretti - Papastathopoulos, Milanetto, Fatic - Sculli, Crespo, Jankovic. Genoa s. t. (4-3-3): Scarpi - Tomovic, Biava, Bocchetti Criscito - Juric, Kharja, Bolzoni - Vanden Borre, Floccari, Mesto. Rodengo Saiano: Pedersoli, Pigoni, Cassaro; Calvi, Coly, Bertoni; Martinelli, Rosso, Guariniello, Murante, Baldo. Reti: 4´ pt Crespo, 8´ pt Guariniello, 45´ pt Sculli.






la repubblica, ed. genova, 22-07-09