Palacio firma e si tuffa in campo. Doppio allenamento a Pegli.
Più vicino l´arrivo di Esposito
Gasperini: "Non è vero che le grandi si sono indebolite. Nessuno
ha venduto"

DI GESSI ADAMOLI
NEUSTIFT - Il caso Palacio si sgonfia sul nascere, non lascia
nemmeno il segno rispetto a certe telenovele dell´estate alle quali
in passato si erano abituati i tifosi del Genoa. Superate le visite mediche,
la firma del dirigente del Boca Juniors, arrivato ieri a Genova da Buenos
Aires, è giunta in tarda serata insieme ad alcuni documenti via
fax dall´Argentina. Tutto sotto controllo, c´erano solo alcune
noiose pastoie burocratiche da risolvere. Al punto che Palacio, per non
restare indietro rispetto ai suoi nuovi compagni, ieri ha cominciato ad
allenarsi. Da solo al Pio XII di Pegli, seguendo alla lettera una tabella
personalizzata che Pilati, il preparatore atletico del Genoa, gli ha fatto
pervenire dall´Austria. E per lui oggi è prevista una doppia
seduta d´allenamento.
Il mercato registra anche il passaggio di Forestieri (che è in
comproprietà tra Genoa e Udinese) in prestito al Lecce con Esposito,
il giovane difensore del club salentino, sempre più vicino al Grifone,
anche se per il centrale da affidare a Gasperini si battono pure
un paio di altre piste. Per esempio Portanova del Siena, che era uno dei
ragazzi che il Genoa, ai tempi di Gianni Scerni, aveva prelevato dalla
Fermana.
Intanto a Neustift quello di oggi sarà l´ultimo giorno di
ritiro.
Domani la squadra partirà in charter per Bruxelles dove in serata
affronterà l´Anderlecht che ha perso il titolo di campione
del Belgio solo allo spareggio con lo Standard Liegi. E´ il primo
test attendibile del nuovo Genoa e Gasperini, dopo aver mischiato le carte
nelle due uscite in Austria, dovrà cominciare a dare un assetto
tipo alla squadra a 27 giorni dall´appuntamento di Europa League.
Il tecnico genoano, partecipando mercoledì, insieme ad altri cinque
allenatori di serie A, ad una tavola rotonda di Repubblica sul prossimo
campionato ha espresso concetti estremamente interessanti oltre a quelli
condensati nel breve intervento. A cominciare dalla sua convinzione che
i valori nella zona alta della classifica saranno ancora più delineati: «Ci
sono sei squadre sopra a tutte. Mi riferisco alle due milanesi, alle due
romane, alla Juventus e alla Fiorentina. E tra queste Inter e Juventus
sono comunque destinate a fare corsa a sé».
Contesta anche, Gasperini, chi parla di crisi economica del calcio
italiano: «Tra le grandi squadre se nessuno compra, è anche
vero che nessuno vende. Questo è un segnale che non sottovaluterei.
Solo il Milan si è dovuto privare di Kakà e se l´Inter
cederà Ibrahimovic, lo farà solo perché il rapporto è arrivato
al capolinea ed investirà immediatamente quanto incassato. La Roma,
che pure ha mille problemi, non ha venduto e la Fiorentina ha sacrificato
un solo pezzo, mantenendo per il resto il suo organico. Senza contare
che Juventus e Napoli hanno investito molto e la Lazio ha speso 18 milioni
per riscattare Zarate».
la repubblica, edizione di genova,
23-07-09