Il Grifone cambia pelle
con un mercato spettacolare: ma occorre un uomo squadra

di Marco Liguori
Cari amici genoani, dove eravamo rimasti? Ma sì, eravamo ai festeggiamenti
per il ritorno nelle coppe europee, che forse qualcuno (ovviamente non
della schiera dei Grifoni) ha mal digerito. Ciò può costituire
il primo tassello verso un Genoa molto competitivo che ha recuperato il
posto di grande del calcio che gli compete, dopo tante (e in parte ingiuste)
sofferenze. Una posizione dovuta e reclamata sia per nobiltà storica
(116 anni di storia e l’essere la più antica società di
calcio italiana con 9 scudetti), sia per avere una dirigenza molto oculata
(e, ovviamente, un ottimo allenatore) e capace di selezionare sempre il
meglio dei giocatori in circolazione. Anche quest’anno il Grifone
sta cambiando pelle, con una campagna acquisti spettacolare a cui manca
soltanto il “botto” finale: via Milito e Motta, sono arrivati
Crespo, Floccari, Pelè, Kharja e una serie di giocatori giovani
che saranno spediti in altre squadre a farsi le ossa, come si sul dire.
Tra questi anche Acquafresca, che, come le anime del Purgatorio, ancora
non ha trovato pace e scelto un club in cui andare. Il presidente Preziosi
sta inoltre per inanellare altri due acquisti, o per meglio dire conferme
importanti, quali quelli del duo partenopeo Criscito e Palladino. L’ottimo
Mimmo, titolare anche nella Nazionale Under 21, è insostituibile
come jolly: laterale sinistro di centrocampo e difensore. Con rispetto
parlando, non lo cambierei né con i tanto citati dalle cronache
sportive De Silvestri e Dossena. Anche il concretissimo Raffaele è una
delle pedine del gioco offensivo di Gasperson: secondo me, non deve temere
l’eventuale arrivo di Dembelè. Nel 3-4-3 c’è posto
per tutti i giocatori che ruotano condotti sapientemente dalla mano del
tecnico, che ha detto più volte che occorrono 22 giocatori per
affrontare campionato, Coppa Italia e Uefa Europe League. Io aggiungo
sommessamente (non se ne dolga il “grande timoniere”) che
sarebbe più opportuno averne altri due. Basti ricordare gli infortuni
a raffica di dicembre e quelli del periodo aprile/maggio.
E torniamo a Dembelè. Se
si guarda i filmati da noi scelti, si può notare
che il giovane attaccante belga è a dir poco stupefacente.
Mi riferisco al gol segnato contro il Williem II, con un ubriacante
gioco di gambe nell’area di rigore avversaria, e alle galoppate
in contropiede da centrocampo terminate con il suo fulmineo sinistro
che non perdona. Quello che più noto con grande ammirazione è la
sua capacità di spostarsi con disinvoltura da un lato all’altro
del fronte d’attacco, diventando a seconda dei casi attaccante
laterale, punta d’area di rapina e fulmineo contropiedista.
E’ senza dubbio il giocatore che fa al caso di Gasperini,
multiruolo e versatile: se dovesse arrivare al Genoa e si saprà ambientare
si parlerà delle sue devastanti performance molto, molto
a lungo. Meno male che Quaresma ha pronunciato il suo “gran
rifiuto”: probabilmente avrebbe creato grane allo spogliatoio
molto compatto, che è uno dei punti di forza del Genoa. Il
suo recupero, nonostante le “cure” di Gasp, probabilmente
sarebbe stato molto difficile.
Cosa manca al Genoa? Sicuramente un giocatore come Thiago Motta
che (bando ai sentimentalismi) era capace non solo di dirigere la squadra,
dettando i tempi e i ritmi a seconda delle circostanze, ma sapeva anche
prenderla per mano nei momenti più difficili e all’occorrenza
portarsi in avanti per diventare uno spietato realizzatore. Chiedere informazioni
al riguardo soprattutto alla Juventus, infilzata con una doppietta a Marassi
dal brasiliano. Non si sa se Juninho Pernambucano potrà arrivare:
proprio ieri il suo procuratore ha dichiarato che non sono giunte offerte
dall’Italia. Eppure sembrava molto vicino al Grifone fino a pochi
giorni fa: nonostante i suoi 34 anni ha un fisico integro e una classe
traboccante. Figure come la sua e quella di Motta occorrono soprattutto
nelle partite di Uefa European League, dove si può capitare in
uno stadio caldo come quelli spagnoli, tedeschi o inglesi. Ma purtroppo
non sono semplici a trovarsi: non lo è Kharja, che è un
ottimo giocatore, ma manca di quel “tocco” (soprattutto per
mancanza di esperienza) che lo renderebbe uomo squadra. Sempre a centrocampo,
manca un uomo sulla destra capace di essere il “vice” di Marco
Rossi per scavalcare gli avversari e portare scompiglio con cross oppure
con triangolazioni palla a terra con i tre attaccanti.
Infine, potrebbe mancare un difensore di “scorta” soprattutto
per l’avventura europea. Speriamo che resti Tomovic un difensore “tuttocampo” che
spesso si lancia in avanti per cercare il gol (vedere
qui per credere): in pratica, è la concezione
del calcio “universale” di Gasperson. Un giocatore che potrebbe
tornare comodo durante la stagione.
pianeta genoa 1893, 17-06-09