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SASA' BOCCHETTI: «Ho
sposato il Genoa e lo porterò in Europa»
Il difensore spiega che si trova benissimo nella società
rossoblù e a Genova. Intende dare il massimo per
qualificarsi in Europa League: a cominciare dalla
prossima gara contro l'Inter

di Marco Liguori
Napoli è la mamma, ma il Genoa è la sua sposa che non
vuole mai lasciare. Pianetagenoa1893.net ha raccolto in
questa intervista esclusiva le dichiarazioni d’amore di
Salvatore Bocchetti verso la squadra rossoblù, i suoi
tifosi e la città di Genova. Il difensore ha un
obiettivo ben preciso: portarla in Europa League.
Sarebbe un fantastico “regalo di nozze”, un ritorno con
quel pizzico di esperienza in più, rispetto alla scorsa
edizione conclusasi con l’eliminazione nella fase a
gironi, che consentirebbe al Grifo di riuscire a passare
più turni.
Quanto ha inciso la formazione calcistica a Napoli sulla
tua professionalità?
«Tantissimo. I miei primi calci al pallone nella mia
città natale sono una parte della mia vita che non
dimenticherò mai. Ricordo sempre con piacere le mie
partite di quando ero piccolo: sia quelle con gli amici
sui campetti improvvisati, sia quelli nella squadra in
cui ho iniziato a giocare a livello agonistico».
Però adesso a Genova ti trovi benissimo…
«Sì mi sono ambientato perfettamente: ho trovato tante
persone fantastiche nel Genoa e in città che mi hanno
aiutato a crescere umanamente e professionalmente. Qui
sto benissimo e non ho alcuna voglia di cambiare: né la
squadra, né la città che somiglia tanto a Napoli con i
suoi vicoli, l’odore di cibo per le strade, il mare. E’
un ambiente perfetto».
Noi di Pianetagenoa1893.net possiamo dare per celebrato
il tuo “matrimonio” con il Genoa?
«Certamente, lo confermo».
Veniamo alle vicende del campionato. La gara contro il
Bologna può reputarsi un episodio: a cosa sono dovuti i
notevoli progressi della fase difensiva nel girone di
ritorno?
«E’ vero che abbiamo compiuto progressi in difesa, ma
purtroppo domenica scorsa abbiamo preso quattro gol.
Dobbiamo continuare a migliorare per evitare degli
scivoloni come quello contro il Bologna. Il reparto
arretrato è un punto molto delicato: occorre sempre
avere la massima concentrazione poiché sappiamo che
anche le squadre di bassa classifica possono metterci in
difficoltà. Non esistono partite facili».
Quanto ha inciso l’arrivo di Dainelli sul tuo rendimento
e dei tuoi compagni di reparto?
«Moltissimo. Dainelli con la sua enorme esperienza ci ha
dato tanta sicurezza e concretezza».
Purtroppo domenica contro l’Inter non ci sarà…
«E’ vero che ieri si è infortunato: per scaramanzia non
vorrei dire nulla».
Nonostante le molte gare ravvicinate negli ultimi mesi
del 2009, il Genoa è riuscito a rimanere nel gruppo
delle squadre in corsa per un posto in Europa League. Un
dato molto significativo se si considerano le difficoltà
incontrate in campionato da formazioni del calibro di
Lazio, Fiorentina e Juventus.
«Si è sicuramente un ottimo risultato che abbiamo
raggiunto nonostante gli infortuni a raffica. E’ vero
che Lazio, Juve, e Fiorentina sono in difficoltà, ma non
le sottovaluterei mai: non è facile giocare contro di
esse, dobbiamo riuscire a dare sempre il massimo
impegno. Ricordo la gara contro i viola dell’andata: è
stata una gara molto dura e combattuta ma alla fine
siamo riusciti a vincere».
Contro il Bologna è stata persa una grande occasione per
compiere un importante balzo in classifica ma le
possibilità di recuperare terreno sono restate
invariate. Nello spogliatoio quanto credete alla
qualificazione europea?
«Ci crediamo tantissimo. Nonostante la sconfitta in casa
contro i felsinei, le nostre possibilità di qualificarci
all’Europa League restano intatte: la distanza in
classifica tra noi e nostri rivali è molto corta e tutto
può succedere».
Se la finale di Coppa Italia fosse Inter - Roma, come
pare probabile, potrebbe bastare chiudere settimi per
ottenere un pass per l'Europa...
«Non voglio fare calcoli sulle altre squadre. Dobbiamo
raggiungere la qualificazione con le nostre sole forze,
senza pensare agli altri».
E torniamo alla partita di domenica. Come si deve
affrontare l’Inter per ottenere un risultato positivo?
«Sicuramente occorre grinta e “cattiveria” agonistica.
La squadra nerazzurra non perdona nulla: al primo errore
sono capaci di portarsi in vantaggio e rendere la
partita tutta in salita per noi. Ce la metteremo tutta
per portare via un risultato importante».
Chi temi di più in particolare?
«L’Inter possiede tanti campioni: non c’è quindi un solo
giocatore pericoloso in particolare. Dobbiamo giocare al
massimo della concentrazione per evitare passi falsi: la
partita dell’andata ci ha insegnato molto».
E cosa provi ad incontrare Milito da avversario?
«Lo saluterò con tanto affetto: per me è un grande
amico. Però non dimentico che non appena l’arbitro
fischierà l’inizio della partita è un avversario da
controllare e marcare attentamente: ovviamente anche con
la massima sportività».
Da qui alla fine della stagione si disputerà anche un
derby a distanza con la Samp sia per la supremazia
cittadina che per traguardi più ambiziosi. Il testa a
testa con i cugini regala stimoli in più?
«La supremazia cittadina è importantissima: per i
genoani è un “campionato nel campionato”. Ci teniamo
tantissimo ad arrivare a fine campionato sopra loro:
magari qualificandoci per le coppe europee. Il derby è
una partita a se che sentiamo tantissimo: ci teniamo
molto a vincere anche quello di ritorno».
PIANETAGENOA1893.NET, 06-03-10
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