Perchè il reality è risorto
I SEGRETI DELLA TALPA
Una Perego nel motore e un pornodivo che parla da prof





di Cesare Lanza


Torna a fiorir il reality, che pur dianzi languia? Mah, consentitemi di sorridere un po' di fronte a questa domanda - che coinvolge (non solo) chi fa e chi segue la televisione. Non è questione di crisi o di resurrezione: come per qualsiasi altro prodotto, che si tratti del ciambellone fatto in casa o di una nuova automobile, di canzonette o di un computer e così via, la ragione fondamentale del successo o di un fiasco è sempre lo stesso... Il prodotto è stato pensato e realizzato bene, con cura e con passione, con attenzione verso le esigenze di chi poi dovrà usufruirne, sì o no?

La risposta è sì, se si desidera interpretare (di questo si parla) i risultati dell'"Isola dei famosi" affidata alla costanza di una domatrice di leoni come Simona Ventura e de "La talpa", portata a uno straordinario successo dalla mia cara Paola Perego, vincente dovunque si cimenti. Nell'"Isola" è risultata decisiva la scelta di concorrenti come quel magnifico bidello, il ganzo di Ivana Trump, una super gnocca - Belen - in libera uscita e di Vladimir Luxuria (anche a noi sarebbe piaciuta averla: in un paesaccio come il nostro non era difficile prevedere un dibattito inesauribile grazie al mix di chiacchiere radical chic, di politica, femminismo e bacchettonismo) e di due animali buca-video come Mara Venier, stella intramontabile, e Luca Giurato, imprevedibile.


La sexy Melita e la rediviva Barale
Ne "La Talpa", oltre al furore agonistico, artigianale ancor prima che artistico di Paola, una che non va a dormire se prima non ha curato tutti i particolari del suo lavoro, c'erano due campionissimi dello sport, lanciati dalle medaglie olimpiche all'improbabile esperienza sudafricana: Clemente Russo e Matteo Tagliariol, per di più giudicati in studio da un terzo idolo sportivo, collega e non mite rivale, come Vincenzo Cantatore. C'erano la malizia sensuale di Melita, la spacconeria provinciale, genuina e testarda, di Pasquale Laricchia, c'era un pornoattore, Franco Trentalance (la talpa!), che parla con un linguaggio equilibrato e ironico degno di un professore di liceo d'altri tempi, c'era la presenza sparigliante di volti nuovi come la neofemminista Emanuela Tittocchia e la misteriosa Kamilia Dupont, c'è stata l'irruzione di un cartone animato come Giada, prezzemolo di tante minestre, c'era la bellezza maestosa della gigantesca Bush, l'Anita Ekberg di oggi, c'era una gran signora della musica come Fiordaliso, e c'era la rediviva e brillantissima Paola Barale, perfetta inviata della Perego. Cosicchè tutto ciò che poteva esplodere è esploso, tanto da indurre il direttore di rete di Italia uno (Luca Tiraboschi, un tipino che sa bene cos'è la tv, come Antonio Marano, direttore di Raidue) alla lusinghiera e rara decisione di accordarci, sul campo, una puntata in più.

C'era un Lucio Presta in agguato dietro le quinte, c'era un produttore tosto e scafato, Silvio Testi, c'era una squadra di autori variegata come Simona Ercolani, Marco Salvati e Paolo Taggi (con due giovani, Tommaso Marrazza e Davide Minnella, due trentenni che avranno un felice futuro), un formidabile regista come Duccio, c'erano inventori genialoidi di prove fisiche e di coraggio, c'era la novità degli avventurosi concorrenti posti a confronto con la famiglia zulu, c'erano gli intrighi, visibili o intuibili, di amori, gelosie, rivalità spontanee e strategiche...

Avevate mai visto, in precedenza, un innamorato (Filippo), estraneo al gioco, piombare nella remota location e rapire in diretta la bella e succube amata Pamela Camassa, scatenando un pandemonio di polemiche sull'irrisolvibile terreno dei diritti e dei doveri, del limite dei sentimenti, in una coppia? Lasciando sullo sfondo l'interrogativo: la lascerà o davvero la sposerà, dopo averla sedotta? E avevate mai visto un vecchio fusto del cinema, Fabio Testi, conquistato alla vigilia e abbandonato in diretta e per vendetta dalla sua bella fidanzata intransigente?


Occhio a Karina femmina tre volte
Ma, soprattutto, c'è stata la scoperta di una nuova star del piccolo schermo: Karina, la vincitrice. Per metà uscita dalle pagine di Dostoevskij, per metà da una commedia di Eduardo. Femmina fino al midollo, scaltra, indemoniata, litigiosa, scarmigliata, nevrile, disperata, incontrollabile e sempre sull'orlo di un collasso da cui puntualmente si riprendeva: prima bersagliata e infine premiata dal pubblico che non ha sciolto il suo segreto, è attrice o è autentica? Nemmeno lei, presumo, lo sa. Ma una cosa è certa: Karina c'è. Con, o senza, i due comprimari silenti, amati e avvinti nell'ombra, i fratelli Angelucci. Karina è una creatura di Maria De Filippi, ha dunque alle spalle una scuola che non delude, e davanti a sè, se non si lascerà travolgere, un futuro da protagonista. Mi piacerebbe scrivere per lei il copione di uno show teatrale, comico e grottesco, da rinnovare ogni sera, con nuove battute e provocazioni. Spero che qualcuno ci pensi e che Karina voglia misurarsi subito, ha le palle per farlo e riuscirvi, a contatto col pubblico che la detesta e l'adora, anzichè inbastardirsi per un po' di soldi nella prevedibile, scontata, passerella di serate e marchette parapubblicitarie.

Tutto questo per dire che il successo arriva, a "La talpa" come all'"Isola", se prima, durante e dietro c'è un lavoro accurato, minuzioso, con scelte brillanti, calcolate e, perchè no, fortunate. Non è questione di reality sì o no. Ad esempio, si parla tanto anche di crisi del varietà. Beh, io sogno di vedere, da telespettatore, una serata, anche una sola, con Bonolis, Fazio, Fiorello e Chiambretti insieme (magari con un'incursione di Celentano...). Più o meno come i quattro moschettieri, che poi erano cinque. Direte: bella forza, troppo semplice. A parte il fatto che tutto è fattibile, nelle condizioni giuste, la mia è una evidente provocazione. Il varietà è in crisi per il semplice motivo che si vede tutto ciò che si è già visto. Introduciamo elementi di novità, anche piccole se non sono possibili quelle grandi, nel vecchio e consumato varietà, e poi scommettiamo se la crisi - paf! - si polverizza di colpo, o no.


cesare@lamescolanza.com



LIBERO, 30-11-08