il punto/Paolino costa caro ma fa anche incassare tanto

Sono uno degli autori di Bonolis, Paolo ha fatto un gran bel Festival nel 2005 e speriamo di riuscire a proporre anche questa volta momenti di divertimento e di riflessione. Tutti chiedono anticipazioni e indiscrezioni: bene, posso dire che le "aperture" saranno struggenti, eleganti.

 

 

DI cesare lanza


Domani Mina in "Nessun dorma", mercoledì qualcosa legato a Mozart (ogni volta che sento la sua musica mi commuovo), e via via così, ogni giorno una sorpresa… E ogni giorno, tra una canzone e l'altra, cinque grandi attori italiani interpreteranno un pezzo scritto da cinque grandi scrittori, appositamente per il Festival. Anticipazioni a parte, mi è consentita una riflessione? Ovviamente, sulla polemica strumentalmente costruita sul compenso di Paolino. In primis, perché il can can è scoppiato adesso? Il compenso era noto dall'autunno ed è in linea con quanto percepito, negli ultimi anni, da conduttori e anche co-conduttrici. E vorrei chiedere: qualcuno si è informato su quanti milioni fa incassare al Festival la pubblicità, quanto in particolare la presenza del number one Bonolis?

Il Festival costa molto o poco, non saprei dire, certo produce ricchezza e lavoro. Un Festival dimesso non avrebbe sostegno pubblicitario ed entrerebbe dritto dritto nel tunnel della crisi depressiva che ci affligge. Infine: vogliamo pensare agli stipendi (e alle liquidazioni!) dei manager che dirigono aziende pubbliche? Con questa differenza: Bonolis porta ricchezza, lavoro e (speriamo) divertimento e novità; nelle poste, nelle ferrovie, nel caso Alitalia, nella sanità, dovunque insomma, abbiamo assistito a sfasci impuniti e a migliaia di ingiusti licenziamenti.


Il Tempo, 16-02-09