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LETTERA A MAURIZIO BELPIETRO, DIRETTORE DI
LIBERO,
PER UNA PRECISAZIONE SULL'ARTICOLO DI ALESSANDRA MENZANI

Caro Maurizio, tengo molto a questa precisazione (so
bene che Alessandra Menzani, bravissima e con cui ho un
rapporto amichevole non aveva alcuna intenzione di
dispiacermi) e spero che tu voglia pubblicarla, tale e
quale.
Mi fa piacere ritrovarti nell'occasione. Un abbraccio.
Cesare
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Chiedo scusa, ma trattandosi di una questione di
principio molto importante per me tengo a una
puntigliosa, spero non fastidiosa, puntualizzazione.
"Libero" oggi ha scritto che "Paolo Bonolis e il suo
agente Lucio Presta non mi hanno rinnovato il contratto
e perciò, avvelenato io ho reagito, ecc, ecc." Non è
così. E forse può interessare una più minuziosa
ricostruzione. Il contratto esistente prevedeva che io
mi sarei occupato di tutti, sottolineo tutti, i
programmi di Bonolis. Paolo (secondo il suo carattere,
non mi sento certo un perseguitato!), del tutto
noncurante come d'abitudine sia dei patti contrattuali
sia di amicizia, nel 2008 non volle utilizzarmi per
"Ciao Darwin". Offeso, soprattutto perchè non lo avevo
saputo direttamente, chiesi a Presta di sciogliere il
contratto, con la rinuncia anche agli altri programmi. A
questo punto Bonolis volle un incontro, si scusò, mi
baciò, mi abbracciò e mi disse che in futuro non si
sarebbero più verificate queste incomprensioni. Eravamo
nell'ufficio di Presta. Decisi di soprassedere e dissi a
Paolo "Oggi per coincidenza è il primo aprile: spero che
non sia uno scherzo". Baci, abbracci, giuramente a
arrivederci.
L'anno seguente, 2009, identico film: senza neanche
dirmi una parola, il ragazzo mi tagliò nuovamente da
"Ciao Darwin". Allora - indignato - chiesi a Lucio
Presta, senza più ripensamenti, lo scioglimento del
contratto, che pure mi avrebbe garantito, a prescindere
da qualsiasi problema, ancora per due anni. E proposi
una colazione con Paolo per stanarlo e dirgli in faccia
ciò che pensavo. Ma lui aveva dimenticato tutto, perfino
- capisco che si stenterà a crederlo - l'episodio
dell'anno precedente: come sempre come un bambino
viziato (e perciò, in parte, lo giustifico: assolto per
non aver compreso il fatto). Battute, scherzi... come fa
il geniale attore che tutti, o quasi, ammiriamo in
scena. Tutto gli scivolava addosso: grandioso! Alla
fine, il ristorante si chiama "Pagaroma", siccome
tardavo a chiedere il conto lui disse: "Ma qui, alla
fine, chi paga? Roma?".
Pagai io, come del resto fanno tutti quelli, per piacere
e inevitabilità, che al ristorante vanno con, o sono
invitati da, Paolino. In conclusione: nessun veleno.
Infinita amarezza, sì. Ieri Bonolis mi ha mandato gli
auguri per il mio compleanno. L'ho ringraziato e, da
qui, gli auguro buona fortuna: non ha certo bisogno di
me, come si è visto con gli esiti di "Ciao Darwin". Ma
neanche gli altri hanno sempre bisogno di lui, come si è
visto all'ultimo Festival di Sanremo, stravinto con
numeri da record da Antonella Clerici, dopo i pur
formidabili risultati ottenuti da Paolo. Vorrei che la
polemica fosse incentrata sul "rispetto della persona" e
dei rapporti tra veri o presunti amici; non
sull'audience nè sulle vanità e permalosità (anche le
mie!) individuali.
Cesare Lanza
09-07-10
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