PASSWORD Coppie scoppiate

A guardarli sembravano sodalizi inossidabili. Poi un dissidio,un'incomprensione, una rivalità li hanno mandati in pezzi. Così hanno cominciato a volare gli stracci e i panni sporchi si sono lavati in pubblico.


CESARE LANZA & PAOLO BONOLIS. Più dell'infarto poté Darwin
Dopo la malattia, il giornalista ha voluto dire a tutti quanto lo abbia deluso il suo amico



di Andrea Marcenaro


L'ha voluto il destino. Il destino ha deciso che Cesare Lanza, navigato giornalista, noto avventuriero per sua civettuola e ribadita ammissione, grande appassionato dell'azzardo, dalla roulette in su, nonché ispiratore, consigliere, autore, collaboratore e insomma decennale braccio destro di Paolo Bonolis, si beccasse un brutto infarto. Sopravvissuto al quale, come per testamento a scampata paura, o meglio, «per prepararsi a morire», Lanza ha voluto rilasciare un'intervista in cui ne ha dette assai sulla vita propria, le proprie donne, le moglie addirittura i figli («Due dei quali mi detestano, ricambiati»), ma, perché questo hanno ritenuto di evidenziare maggiormente le cronache, soprattutto su Bonolis stesso: un bamboccio irresponsabile, capriccioso, traditore degli amici, violatore di contratti, negatore della parola data, anaffettivo, privo di valori fondanti, avaro, circondato e sorretto da donne che non merita, nonché mancante di spina dorsale. Scusate se è poco. Si è sentito rinnegato, Lanza, a causa dell'allontanamento subito da Ciao Darwin. Un contratto lo garantiva. La parola data lo garantiva. Bonolis si è fatto beffe dell'uno e dell'altra. Ha chiesto spiegazioni, Lanza. Una prima volta, una seconda. Bonolis è scivolato via, racconta adesso Lanza, come un serpente. La vita può essere uno scherzo atroce. L'uomo che molto ha visto e vissuto, fallito e risorto, che fu giovanissimo direttore di giornali, sperperatore del talento proprio e altrui fino a definire se stesso «il Lanzachenecco», ha raccontato per colpa di un infarto che c'è un altro Bonolis. Chissà se è quello vero. O se quello vero non sia piuttosto il Bonolis di cui Lanza scriveva, non molto tempo fa, come della persona più generosa del mondo, di un fratello minore, con cui bastava una stretta di mano e che pagava sempre lui i conti al ristorante. Ma è spietato, Ciao Darwin, questo si sapeva. Comporta, come minimo, una selezione naturale delle amicizie.

Panorama, 16-07-10


IL Commento di Cesare Lanza



"Non ho mai detto, ma soprattutto mai pensato, che Bonolis sia definibile come un serpente. Assolutamente no.
Le mie battute sono grottesche e teatrali, per diletto dei lettori. E i miei figli, comunque, sono tutti nel cuore.
Vive ut post vivas".


16-07-10