Homepage

In Africa sognavo la fiction che qui è diventata realtà
«Vengo da una famiglia benestante e in Nigeria non stavo male, ma il mio desiderio di recitare laggiù non aveva futuro. Così sono partita. Arrivata a Roma, nove anni fa, solo il carattere mi ha aiutata a non finire sulla strada. E poi un uomo, che mi ha dato il coraggio di non mollare mai», racconta Sandra Ero, l’attrice che ha già recitato in Butta la luna e in altre note serie televisive. E che non ha nessuna intenzione di fermarsi.



di Ferdi Berisa

Passeggiando per le vie di Roma, non potevo non notare una pantera nera come lei, con gli atteggiamenti da diva e gli abiti di una ragazza all’ultima moda. Mi ricordavo di averla già vista in Tv in Butta la luna e ho continuato a osservarla fino a quando non è entrata in un negozio di scarpe del centro. Mi aveva colpito, così l’ho aspettata fuori e, la seconda volta che ci siamo incrociati, mi ha sorriso. «Tu sei Ferdi», ha detto subito, riconoscendomi. Io non avevo intenzione di fare il cascamorto, ma volevo sapere tutto di lei perché pensavo che potesse essere un personaggio interessante da intervistare per la mia rubrica su Visto. È stata una felice intuizione. Con Sandra Ero, 27 anni, alla fine ci ho passato un intero pomeriggio a parlare, perché, oltre che bella, è veramente una ragazza simpatica. La sua storia in Italia inizia nove anni fa, nel 2001, come una delle tante giovanissime donne africane che arrivano nel nostro Paese per scommessa: senza affetti e senza documenti. Lei è partita dalla Nigeria, la sua terra, e precisamente da Benin City, la città sull’omonimo fiume che è anche il centro dell’industria nigeriana della gomma. Oggi è un’attrice emergente: ha già partecipato ad alcune trasmissioni televisive come Ciao Darwin, Don Matteo, Buona Domenica, Le Iene, ed è appassionata di moda. «È stato un amico di famiglia a chiedermi se volevo venire in Italia: avevo 18 anni, sognavo l’Europa e volevo fare l’attrice, quindi accettai subito. Arrivai a Roma, passando prima per la Spagna e fermandomi qualche settimana a Torino. Avevo un permesso da turista che mi permetteva di rimanere in Italia solo per tre mesi. Ma alla scadenza io restai lo stesso, da clandestina. Sono rimasta nascosta per un bel po’ di tempo». Sandra, quando parli, praticamente ti emozioni. Sembra che, ricordando il passato, riemergano dentro di te delle sofferenze. Io so che molte ragazze che arrivano in Italia dalla Nigeria, purtroppo, finiscono nel giro della prostituzione, in situazioni terribili perché è un vero e proprio stato di schiavitù. Tu cosa ne sai? Ci hanno provato con te?

«Sì, hanno provato a farmi finire nel giro della prostituzione, ma io ho sempre preso le distanze da certe persone, perché sono venuta in Italia per restarci e costruire qualcosa di serio e importante. Sia per quanto riguarda il lavoro, che per gli affetti. Io vorrei avere una famiglia e far crescere dei bambini qui, a Roma. Però le vicende che coinvolgono tante mie connazionali e anche ragazze della mia città, mi rendono molto triste. Se dovessi aver fortuna nella mia carriera artistica, vorrei poterle aiutare».

Sai che anch'io, da bambino ero finito sulla strada? Non capire male. A me facevano compiere furti e poi mi portavano in zone molto isolate dove prendevo parte a combattimenti per bambini. Quello che mi ha salvato è stata la voglia di diventare un uomo serio, un padre con un lavoro dignitoso, ben integrato in questo Paese che ora sento mio...

«Sì, quello è importante. Chi finisce in certi brutti giri, spesso si vende per mandare soldi a casa, in Nigeria, e poi tornarci. Io ho avuto sia la determinazione che la fortuna di incontrare una persona, una signora che mi ha aiutata i primi anni».

Infatti io ho ancora nel cuore alcune operatrici del Don Orione, che per me ancora oggi rappresentano dei punti di riferimento, come se fossero dei genitori...

«Sì, questa signora nigeriana era un’amica della mia famiglia e mi ha ospitata a casa: facevo le pulizie e la baby sitter. Ho dormito in mezzo al corridoio, su un divano, per due anni. Però in quella casa ero protetta e potevo guardare avanti: cioè sognare di fare l’attrice. È il mio sogno. Vorrei diventare brava e conosciuta per le mie qualità artistiche».

Lo sai, Sandra, che quando parli mi assomigli molto? Sembra che tu abbia lo stesso mio spirito: la voglia di arrivare a grandi traguardi, mantenendo pulita la tua anima. Quello che ci differenzia, probabilmente, è il legame con il nostro Paese di origine, con le rispettive famiglie. Io sono stato portato via dal Montenegro; non l’ho deciso, perché ero troppo piccolo. E, arrivato in Italia, ho perso tutti. Tu però, hai lasciato tutta la famiglia in Nigeria e loro, per te, ci sono sempre. A proposito, eri molto povera quando vivevi a Benin City?

«No, sono povera adesso. Per tirare avanti e pagarmi la scuola di recitazione presso

l’Accademia Studio 254 di Cesare Lanza, qui a Roma, devo fare dei lavori saltuari e impegnarmi giorno per giorno. Per fortuna lavoro anche in teatro e, ogni tanto, in televisione, così mettendo insieme tante cose ce la faccio. In Nigeria siamo una famiglia benestante, molto conosciuta. Mio padre Daniele, 61 anni, è responsabile di una biblioteca e poi siamo proprietari terrieri. In estate con mia madre Felicia, 57, e i miei cinque fratelli (siamo quattro maschi e due femmine), invece di andare in vacanza al mare, andavamo al paese, in campagna, a fare i contadini».

Io ho avuto la fortuna di partecipare e vincere il Grande fratello. Un’esperienza bellissima che mi ha sconvolto la vita e mi ha dato tante opportunità. Anche tu hai un episodio che ti ha cambiato la vita qui in Italia?

«Ho conquistato tutto con le mie forze. Però c’è stata una persona che mi ha dato tantissimo: è un uomo, uno stilista, con il quale sono stata fidanzata cinque anni. Abbiamo anche vissuto insieme e, in quel periodo, sono cresciuta molto e ho avuto la possibilità di vivere in modo più dignitoso e non più in un corridoio su un divano. Lui mi ha aiutata e io, nel frattempo, mi sono messa in regola con i documenti e ho iniziato a lavorare, prima come commessa, poi in un centro estetico, poi mi sono occupata anche di import-export, ma sempre con il sogno di fare l’attrice. Oggi devo ringraziare anche Cesare Lanza che ha creduto in me e mi sta facendo crescere artisticamente».

Effettivamente hai molti pregi per lavorare nel mondo dello spettacolo. Vorrei vederti all’opera: dove posso trovarti?

«Se lo replichiamo all’Accademia di Lanza, ti invito a vedere lo show La Berlusconeide. È molto bello e ti farei ridere tantissimo».

Sei una ragazza di colore e, come i rom, è possibile che tu sia stata vittima di episodi di razzismo. Io posso solo ringraziare i cittadini di Fano che mi hanno sempre trattato bene e fatto sentire italiano, anche se, a volte, anche in altre zone d’Italia, il fatto di essere rom può essere un motivo di discriminazione...

«Ora come ora non ho problemi. Pensa, Ferdi, che i miei amici sono tutti italiani e frequento locali e ambienti dove vanno tutti i romani o chi lavora nella Capitale. In passato un paio di episodi non mi sono piaciuti. Il primo è avvenuto quando lavoravo come ballerina in discoteca e molti pensavano che io facessi la prostituta. Il secondo, quando un mio vicino di casa mi ha detto “torna a casa tua”, ma il giorno dopo mi ha chiesto scusa. Una cosa bisogna dire: non è vero che l’Italia è un Paese razzista. Se ti comporti bene, non hai problemi qualsiasi sia il colore della tua pelle».

Mi hai raccontato tutto di te, ma ho una curiosità. Sei fidanzata?

«Me lo chiedi perché sei interessato? Ma dai... Comunque no, sono single. Ma se vuoi che ti dica cosa penso di te, ammetto che mi piaci e mi piacevi già nella Casa del Grande fratello, soprattutto per la tua grande semplicità e intelligenza ».

Grazie Sandra, ma il mio era un interesse da giornalista...

«Non ho mai avuto un fidanzato montenegrino, ma sei anche quasi tutto italiano e a me gli italiani piacciono molto perché sono corteggiatori molto premurosi, quando vogliono. Lo vuoi sapere chi è il mio uomo ideale?».

Per caso... Ferdi Berisa?

«A parte te, ti confesso che il mio preferito è Walter Nudo. Sei un vip no? Perché non me lo fai incontrare? ».

VISTO, 20-02-10