CARI AMICI, LETTORI E SOSTENITORI...
VI CHIEDIAMO SOSTEGNO E ATTENZIONE



di Cesare Lanza


Al di là della simpatia e della stima che avete dimostrato per questa rivista nei suoi primi tre anni di vita, e ve ne sono anche personalmente grato, sono obbligato oggi, per lealtà e chiarezza, a scrivere un editoriale su un argomento inconsueto: abbiamo bisogno di voi, non solo di idee e di critiche e consigli, ma anche del vostro aiuto concreto, anche piccolo, anche minimo, a misura della vostra volontà e possibilità, ma concreto. Sentiamo di poter firmare questo appello senza reticenze e senza falso pudore, esponendoci probabilmente al sorriso o alle ironie di coloro che pensano che sia sempre meglio criticare che fare (ma sono convinto che siano pochi, nella cerchia dei nostri lettori), per questo motivo: l’Attimo è una piccola iniziativa editoriale ideata e nata senza fine di lucro, per tre anni abbiamo investito coraggiosamente e generosamente, cercando di far conoscere la rivista a un pubblico qualificato e colto, in grado di apprezzarlo, e perciò per tre anni abbiamo inviato la rivista in omaggio, per farci conoscere, ad alcune migliaia di personaggi italiani, considerati, per vari settori, la leadership di questo Paese.

Vorrei proporvi una breve sintesi di tre anni di vita.

“L’attimo fuggente” è stato pensato e lanciato come una rivista bimestrale stampata in formato libro. La scelta del formato è stata suggerita da una ricerca di mercato che ha indicato l’opportunità di accontentare le esigenze, e di conquistare un particolare favore, di una preziosa fascia di lettori proprio grazie a questa veste: per le tematiche trattate e per una valenza durevole nel tempo, propria della natura dei libri.

Fin dal primo numero, ho cercato di proporvi l’Attimo come un clubino di amici tolleranti e disponibili al confronto, un luogo di riferimento e di aggregazione non solo per persone di mente libera da qualsiasi pregiudizio, ma anche indipendenti da qualsiasi subordinazione, e slegate da vincolanti appartenenze a schieramenti politici, economici, religiosi, culturali e, non certo per mio ultimo desiderio, da qualsiasi organismo di potere che imponga discipline coercitive e censure.

Abbiamo così selezionato un prestigioso target di lettori molto selezionato: rappresentanti delle istituzioni, segretari e presidenti di partito, senatori e deputati, ambasciatori, presidenti di regione e di provincia, sindaci delle principali città, importanti rappresentanti della Chiesa cattolica e di altre religioni, giornalisti e direttori della carta stampata, della televisione, della radio, dirigenti di uffici di pubbliche relazioni e comunicazione, manager dell’industria, personaggi influenti del mondo dell’economia, dell’associazionismo, della cultura, dello sport e dello spettacolo.

Abbiamo avuto via via un eccellente riscontro da parte della critica e il privilegio di contare su importanti disponibilità a scrivere articoli e/o a rilasciare interviste e opinioni, dal senatore a vita Giulio Andreotti al Presidente per l’autorità delle comunicazioni Corrado Calabrò nella sua veste di eminente poeta, dalla regina Rania di Giordania a Margherita Agnelli e poi Assunta Almirante, Francesco Alberoni, Barbara Alberti, Pupi Avati, Mario Baldassarri, Marcello Balestra, Marco Benedetto, Lella Bertinotti, Gaetano Blandini, Daniela Brancati, Mimmo Càndito, Caterina Caselli, Aldo Cazzullo, Riccardo Chiaberge, Innocenzo Cipolletta, Heorhii Cherniavskiy (ambasciatore di Ucraina), Fedele Confalonieri, Giuseppe Corigliano (portavoce dell’Opus Dei), Maurizio Costanzo, Massimo Cotto, Stefania Craxi, Michele Cucuzza, Mauro della Porta Raffo, Laura Delli Colli, Miguel D’Escoto, Ennio Doris, Alain Elkann, Arnoldo Foà, Wijdan Fawaz Al-Hashemi (ambasciatrice di Giordania), Vittorio Feltri, Paolo Ferrero, Mons. Rino Fisichella, Carlo Fruttero, Antonio Ghirelli, Silvana Giacobini, Tullio Gregory, Claudio Gubitosi, Angelo Guglielmi, Hugh Hefner, Milo Infante, Fiammetta Jori, Tommaso Labranca, Elda Lanza, Gianni Letta, Giancarlo Livraghi, Stéphane Lissner (direttore artistico del Teatro alla Scala), Stefano Lorenzetto, Andrea Lo Vecchio, Pierluigi Magnaschi, Mara Maionchi, Giuseppe Marra, Guglielmo Marchetti, Clemente Mastella, Athena Mavronicola Droushiotis (ambasciatrice di Cipro), Antonio Marziale, Giampiero Mughini, lo psichiatra Domenico Mazzullo, Matteo Nucci, Oscar Orefici, Federico Filippo Oriana, Umberto Paolucci, Marcello Pera, Adolfo Perez Esquivel (premio Nobel per la pace nel 1980), Marco Politi, Andrea Ronchi, Roberto Rossi, Ottavio Rossani, Isabella Rauti, Edoardo Raspelli, Tiziana Rocca, Marco Salvati, Dario Salvatori, Gianfranco Sciscione, Luigi Sciò, Salvo Sottile, Rosario Sorrentino, i cardinali Dionigi Tettamanzi ed Ersilio Tonini, Mario Tonucci, Paolo Taggi, Cinzia Tani, Mina Welby, Nichi Vendola, Pascal Vicedomini, Raffaello Vignali, Vincenzo Zeno Zencovich.

La rivista ha, inoltre, una versione online, consultabile ai seguenti indirizzi: www.attimo-fuggente.com, www.attimo-fuggente.eu, www.attimo-fuggente.it ed anche sui siti www.lamescolanza.com, www.lamescolanza.eu, www.lamescolanza.it. I siti sono visitati, quotidianamente, da un target ampio e prestigioso composto soprattutto da leader e operatori del mondo della comunicazione. In particolare, i siti rivolgono grande attenzione anche alla vita e alle attività delle comunità italiane all’estero e sono molto frequentati – secondo i rilevamenti – dagli italiani nel mondo.

Cosa vi chiediamo in conclusione? Se l’identità dell’Attimo vi piace, semplicemente un po’ di attenzione e di sostegno. Quindi, per l’attenzione che è comunque un gesto per noi prezioso, opinioni e richieste su come migliorare e rafforzare l’Attimo (il nostro programma è di uscire anche in libreria e nelle edicole più qualificate, e di trasformarlo da bimestrale in mensile); quanto al sostegno, a pagina 207 troverete le indicazioni per sottoscrivere uno o più abbonamenti, semplici o particolari, ed eventuali pagine, per chi sia interessato, di pubblicità.

Vi chiedo anche comprensione: dopo ben tre anni di investimento e di iniziative promozionali, a parte le difficoltà economiche, non sembra giusto continuare a diffondere in omaggio la rivista.

Sarebbe facile, per noi, risolvere le necessità economiche, avvicinandoci o salendo, anche con discrezione, sul carro di qualche operazione politica, finanziaria, commerciale... Ma il progetto (il sogno? una utopia?) era, e vuole continuare ad essere, esattamente il contrario: poveri, ma liberi.

Rivolgendoci prioritariamente a chi già ci conosce, chiedendovi “l’attimo” di una pur minima solidarietà, speriamo di farcela.

Con gratitudine per ciò che vorrete e potrete fare.

cesare@lamescolanza.com


l'attimo fuggente, 04-01-11