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IL PAGELLONE di Cesare Lanza
La Roma s’accontenta
Villas Boas no, Pioli sì Su Twitter l’annuncio del portoghese: resto
al Porto. Il tecnico del Chievo sarà giallorosso. Ma perché nessuno
vuole Guidolin?

di Cesare Lanza
Pirlo vale un bel 7 alla
carriera, aggiungerei mezzo voto per gli infortuni che ha avuto e alcune
incomprensioni subìte, un punto interrogativo dopo la tormentata stagione
agli sgoccioli. Ieri in lacrime, a Milanello, ha salutato i vecchi
compagni rossoneri, con alcuni ha giocato negli ultimi dieci anni. E’
l’uomo giusto per la Juve? Boh. Al posto degli Agnelli punterei sui
giovani, ma Pirlo per un anno o forse due, potrebbe sempre confermarsi un
bel cervello a centrocampo. Il calcio è da sempre affascinante anche
perchè crudele. Fatto sta che il Milan neoscudettato di Pirlo non ha
proprio bisogno, a causa dell’impostazione tattica che piace ad
Allegri, 8 sia per l’impostazione tattica sia per la personalità
sfoderata quest’anno.
Quanto alla Juve, lunedì dovrebbe essere
annunciato l’ingaggio di Antonio Conte, come successore di Delneri.
Conte, 7 come allenatore delle piccole, è l’uomo giusto
– la domanda è la stessa fatta per Pirlo – per la rinascita della
Vecchia? Penso, in tutta modestia e con gran rispetto sia verso Pirlo sia
verso Conte, che partire con due grossi rischi, anziché con due certezze,
sia strategicamente incomprensibile. La Juve ha già sbagliato con l’esperto
Ranieri (8) e con il debuttante Ferrara (7),
entrambi non sostenuti e poi messi frettolosamente alla porta. Poi è
tornata verso un altro esperto, Delneri (più 4 che 5) e
i risultati si sono visti. Adesso torna a puntare su un giovane, Conte,
popolare quanto volete tra i tifosi (ma anche Ferrara lo era…), ma pur
sempre uno che non ha mai allenato una squadra di lusso. Insomma, sembra
che a Torino i guai vogliano proprio cercarseli!
Chiuso il
campionato, si apre la stagione del mercato, una sorta di fiera delle
vanità, una fiera falsa e illusoria, in cui sono tutti, in primis i
tifosi, sono consapevoli che le balle volano e brillano in cielo lumino
sante e chiassosamente meglio dei fuochi di artificio. A Roma sparano che
l’allenatore prossimo venturo potrebbe essere la rivelazione
Villas Boas, 9 per il successo in E-League, poi a seguire nomi
altisonanti. Ma nel pomeriggio ho sentito lo speaker di una radio
romana, una di quelle che parlano di romalazio per 24
ore (uno spasso continuo per i tifosi, 7 quando non urlano nei
microfoni), affermare con buon senso che forse ci si potrebbe
accontentare di Pioli. Di Benedetto, non so che
voto dargli - mi dicono che “Chi l’ha visto” (6 e ½,
buon programma) vorrebbe dedicargli una puntata - ha promesso
mari e monti, ma sempre nella stessa radio si diceva che, in fondo, anche
un Liverani, 6 abbondante, andrebbe bene. Insomma i
sogni muoiono all’alba, secondo il titolo di una discreta piece teatrale
di Montanelli, 6 - come commediografo, 10 con grandi rimpianti
come indimenticabile giornalista.
Nel campionato c’è
solo da stabilire se in Champions o in Europa League vada l’Udinese o la
Lazio. Vedo, con merito i friulani di Guidolin, protagonisti di partite
esemplari. Con un po’ di convinzione in più e con qualche calcio negli
stinchi in meno da parte degli arbitri, l’Udinese avrebbe potuto
inserirsi anche nella lotta per lo scudetto. I miei fedeli lettori
conoscono la stima che provo per Guidolin, 9, di cui non
mi piace solo l’approccio un po’ pretesco, un po’ troppo buonista. Segue
domanda da vecchio ingenuo: perché la Roma lascia credere di avere la
possibilità per sganciare Villas Boas dal Porto, a cui l’allenatore è
legato da un contratto di ferro, e poi accontentarsi di un Pioli, anziché
tentare di prendersi Guidolin? L’impresa poteva essere più semplice,
anche se – anni fa – per liberare Spalletti volarono scintille, tra Roma
e Juve. Idem per Torino: perché puntare su un Conte, legato al Siena, e
non sul mago di Udine? Non ho risposte valide, forse ci sono retroscena
che non conosco.
Una delle cose che mi piace di meno del calcio
del Duemila è questa noncuranza – prevista e punita anche dal codice
civile – per regolari contratti entusiasticamente firmati senza che
nessuno avesse messo la pistola a tempia dei contraenti, e poi
arrogantemente o subdolamente ignorati. Non ho più parole per deplorare
Mazzarri (2 per il comportamento)… Mi piacerebbe che
qualche presidente, non solo De Laurentiis, 8, prendesse
posizione con fermezza o che si instaurasse la regola che i contratti
vanno rispettati, a prescindere, salvo pesantissime sanzioni.
Invece si assiste alla ridicola guerra (voto 0) tra grandi e
piccole per la questione televisiva, con ricaduta per gli affari
di mercato – che dovrebbero essere separati. Voto 10 alle
inevitabili risate che ci faremo. Sui soldi della tivu non
saprei, ma sulla separazione del mercato, uno per le grandi e l’altro per
le piccole, rido fin da ora. Finirà a tarallucci e vino. Già c’è l’oasi
delle comproprietà: cosa fanno Milan e Genoa, non si siedono a un tavolo
per definire la proprietà di Boateng, uno degli uomini-chiave delle
trattative estive?
Che altro? In verità, in verità vi preannuncio
che in fatto di allenatori ne vedremo delle belle. Girandole prima di
Natale, panettone (9) a rischio per tanti! Solo Allegri
mi sembra ben insediato. Guai, nell’Inter, per Leonardo – se non partirà
alla grande, non gli basterà la fiducia di Massimo Moratti; e guai ancora
più forti per Conte se non avrà un inizio splendido. Né Inter né Juve
sono nella condizione di poter aspettare. La Roma è un rebus, se davvero
in panchina troveremo Pioli se ne vedranno delle belle. Del Napoli ho
detto. Com Mazzarri o senza non sarà facile ripetere questo straordinario
campionato. Idem per la Lazio: Lotito ha confermato Reja, 7,
ma non sarà facile ripetersi. Simeone, 7, e
Ballardini, 7 e ½, avrebbero meritato la conferma, nel Catania e
nel Genoa. Ma l’erba del vicino sempre più verde. E libero c’è un certo
Gasperini, sottovalutato, ma vale 8 nonostante
il caratteraccio: il più creativo, tra i cosiddetti giovani.
cesare@lamescolanza.com
LIBERO, 21-05-11
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