Stop ai programmi di approfondimento tv nell'ultimo mese di campagna elettorale prima delle regionali.
Nella rubrica del settimanale Vera:"l'Italia ne parla", alcuni commenti di personaggi noti.


DI ANTONELLA SILVESTRI

A stabilirlo la commissione di Vigilanza Rai che ha approvato il regolamento per la par condicio in tv in vista delle regionali del 28 e 29 marzo. L’iniziativa è stata proposta dal radicale Marco Beltrandi e il regolamento è passato con i voti del centrodestra e con la ferma opposizione del Pd che ha, invece, abbandonato i lavori. Dal 28 febbraio niente più talk show politici in nome della par condicio. Salteranno, dunque, “Porta a Porta”, “Ballarò” e “Annozero”. Il regolamento ha sollevato un vespaio di polemiche. Per qualcuno si tratta di un’operazione destinata ad evitare i monologhi politici in vista delle elezioni; per altri è un duro colpo alla libertà di stampa e all’autonomia dell’informazione.


Franca Leosini

Ritengo grave, al limite dell’intollerabile, un vero e proprio attentato alla libertà dell’informazione, la soppressione pro-tempore dei programmi di informazione più significativi presenti nei palinsesti Rai. Al di là dell’evidente atto di censura, considero questa operazione una manifestazione di sfiducia anche nei confronti del pubblico, giudicato, nei fatti, incapace di formarsi un’opinione indipendente, che va al di là del messaggio che i singoli programmi possano via via trasmettere. Nei palinsesti delle tre reti Rai, sono, peraltro, presenti trasmissioni informative con relativi conduttori che sono espressione delle varie anime politiche del Paese. Tutto questo, senza contare il danno economico rilevante che con questo regolamento verrebbe inflitto all’azienda Rai. Perdita, valutata in oltre tre milioni di euro, per mancati introiti pubblicitari. E’ davvero una decisione grave, lesiva della libertà di espressione.

Luisella Costamagna

Non lo trovo affatto giusto questo regolamento. Si tratta di un bavaglio alla libertà di informazione, un danno alle forze politiche più piccole cioè a quelle che, nelle ultime europee, non hanno raggiunto il 4 per cento. Mi chiedo: cosa c’entra il voto delle europee con le elezioni regionali?! Mi meraviglio come il regolamento che prevede la sospensione dei programmi di approfondimento come “Porta a Porta”, “Annozero” e “Ballarò” sia stata proposta da un radicale. I radicali hanno sempre denunciato i bavagli all’informazione ed, in generale, alla libertà di espressione portando avanti sempre forti battaglie in tale direzione. Sono d’accordo con chi dice che questo impedirà che ci siano monologhi ma non mi sembra giusto zittire tutti. Si tratta di un’ingerenza nella politica e nella linea editoriale.

Maurizio Costanzo

Quando anni fa nacque la legge sulla par condicio molti di noi recriminarono in quanto diventava obiettivamente difficile mantenere i talk show su un livello di ascolto. Avere tutti i rappresentanti dei partiti in gara elettorale sarebbe stato letale per l’ascolto. E’ una legge nata perché tutti abbiano le stesse opportunità mediatiche. La decisione della Commissione Parlamentare di Vigilanza ha limitato i talk della Rai (la Commissione di Vigilanza riguarda la Rai) da “Porta a Porta” a “Ballarò” ad “Anno Zero”. Principalmente sono gli ultimi due ad essere penalizzati, in quanto Bruno Vespa può sempre andare su temi di costume e portare a casa l’ascolto. Non so, forse questa decisione andrebbe rivista ma sinceramente non so come.

Cesare Lanza

E’ una decisione assurda che provoca situazioni imbarazzanti come la puntata di “A sua immagine” dedicata a Vittorio Bachelet (con la presenza in studio del figlio Giovanni, deputato del Partito Democtratico) prima annullata e, poi, invece, riabilitata per “l’eccezionalità della vicenda umana e storica della famiglia Bachelet”. Io che mi definisco un liberale assoluto, non posso che disapprovare qualsiasi censura ed ostacolo alla libertà di stampa e di espressione. Non bisogna mai avere paura di ciò che non ci piacerebbe. Consentitemi una citazione: “Oportet ut scandala eveniant” (“è opportuno che gli scandali avvengano”).

Anselma Dell’Olio

Pare brutto chiudere i talk show. Ma gli italiani detestano le regole (la par condicio) e non vedono l'ora di violarle. Così arriva il governo "tata" che ci manda a letto senza talk show all'ora di cena. Non é bello, e forse ci ripenseranno. Ma sono brutte anche certe trasmissioni arruffapopolo che non informano ma orientano, istruiscono, storpiano la realtà. E' peggio la tata o i conduttori teppisti? Di fatto sono perfettamente speculari e consequenziali.

 

 



vera, 25-02-10