"Venier, datti una calmata" paolo bonolis
VELENO BONOLIS

di CESARE LANZA "Libero"

Paolo Bonolis in relax in Costa Smeralda. Ha finito di girare la prima parte del suo primo film (" Commedia sexy", regista Alessandro D'Alatri) e tornerà a Roma, per nuove riprese, nella seconda metà di giugno. Davanti a una bibita ( sul tavolo l'ultimo libro di Massimo Fini " Il ribelle", che gli è piaciuto moltissimo), nel giardino della villa che ha preso in affitto per il secondo anno consecutivo, ecco una buona occasione per chiacchierare su vari argomenti. Per correttezza, ricordo che da qualche anno lavoro con Paolino con grande soddisfazione, nei suoi vari programmi televisivi, quindi il mio approccio potrà essere considerato spudoratamente influenzato da un legame ormai non solo professionale, ma anche affettivo. Paolo, chissà se tu sei irritato... Per me è divertente constatare che ogni tanto, senza motivo, qualcuno ti tira in ballo - con i pretesti più bizzarri. « Scusami. Divertente perché? » . Perché tu sei l'esatto opposto. Non solo pubblicamente, ma anche nelle riunioni di lavoro, non ti ho mai sentito dire cattiverie ( al massimo qualche battuta, da romanaccio) verso quelli che lavorano nel nostro ambiente. Ti limiti a rispondere, se necessario con durezza, solo quando ti attaccano: come nei giorni memorabili della polemica con Antonio Ricci. « Ah, ho già capito ora, a chi ti riferisci » . A Biagione Agnes, che su Panorama... « . .. Spara a vanvera, dicendo che sono un mercenario abituato a passare da Rai a Mediaset, e viceversa, solo per denaro » . E aggiunge che non ti riprenderebbe mai alla Rai. « Per andarmene dalla Rai, Agnes dimentica che dovevo esserci venuto. O no? E che c'ero venuto accettando di guadagnare la metà della metà di quanto percepivo a Mediaset. E perché? Perché, come sempre nella mia carriera, avevo un progetto da realizzare. Poi, quando non è stato più possibile mandare avanti i miei progetti, me ne sono andato. Ma ciò che mi offende è altro... » . Cosa? « Non ho mai conosciuto Biagio Agnes. Dunque, per la proprietà transitiva, neanche lui ha conosciuto me. Come fa, allora, a parlare di una persona che non conosce, con questa arroganza? Probabilmente perché l'arroganza è tipica di chi era abituato, insediato e tutelato dalla politica, a fare il bello e il cattivo tempo, e ora non conta più niente. Nostalgie e veleni. Ai suoi tempi, tutto bello: oggi, tutto brutto. Perché? Forse, perché non c'è più Agnes!? Penso che chi si esprime con questa arroganza, con questa violenza di parole, abbia ottenuto più di quanto meritasse. Ridicolo... Di Agnes so che lo chiamavano " Culo di Pietra". Forse questo tipo di pietrificazione si è esteso a cuore e cervello. In termini tecnici, invece... » . Invece...? « Sono sfoghi da vecchi tromboni. Quando dice: " Sono cattolico, a volte perdono, ma non dimentico". Un po' mi sembra Sartana e un po' mi fa pena. Dai! Sono esterrefatto da tanta arroganza. La prima regola è il rispetto della persona. Nell'intervista Agnes si esprime con asprezza verso altri bravi professionisti, che magari neanche conosce, come non conosce me. Dice che non mi riprenderebbe? Non ci tornerei mai io, in Rai, con un direttore generale come lui » . Andiamo avanti. Che mi dici di quel critico, anzi una signora della critica, che ha scritto che " Il Sensodella vita" è statosospeso per insuccesso? « Davvero? Delirio puro. Abbiamo avuto una media di share superiore al 20 %, abbiamo perfino battuto più di una volta un competitor formidabile come Bruno Vespa, siamo stati ostacolati da un orario impossibile, Mediaset mi aveva chiesto di andare avanti al di là delle puntate concordate... altro che sospensione! E l'anno prossimo avremo due puntate anzichè una, la settimana. Boh, si scrive tanto per scrivere » . E una parola serena su " Serie A", a distanza di mesi? « È stato un tentativo di nascita, con ottimi auspici di ascolto. Vorrei rilevare che " Novantesimo minuto" era fronteggiato da una sitcom, noi da un asso del varietà, Pippo. Non ci è stato permesso di andare avanti, nonostante i buoni ascolti. Gli ascolti successivi sono stati inferiori, ma non certo per colpa di Enrico Mentana: solo perché l'informazione sul calcio è preceduta ormai da tutto ciò che un appassionato possa desiderare. E tuttavia nel tritacarne delle polemiche sono rimasto solo: presumo per un peccato imperdonabile, non sono un giornalista... » . Ma ora sarai protagonista di un programma sul mondiale di calcio, su Radio Capital: " Birra, calcio e mandolino. Luci e penombre del campionato" Che fai? Alludi? ( Bonolis aveva soprannominato " er Penombra" Ettore Rognoni, capo dello sport di Mediaset, ai tempi di " Serie A", ndr) « No: mi diverto, spero. Mi sono sempre divertito col calcio e l'amore per il calcio continua, dev'essere un grande amore se resiste alle falsificazioni e alle brutture che si scoprono in questi giorni. Sarò su una grande radio, che cura con attenzione i suoi prodotti. E sono felice di confrontarmi con Vittorio Zucconi, per me un guru di bravura e di ironia, nonchè dallo " Zio", Beppe Bergomi, campione del mondo e, prima ancora, un uomo serio » . Eil film? Dov'è finita la tua proverbiale pigrizia? Un'esperienza da ripetere? « Non so. Devo capire... Mi sembra che tutto stia venendo ottimamente, ma di certo non per merito mio: ci sono attori straordinari come Margherita Buy, Sergio Rubini, Michele Placido, Stefania Rocca... Mi chiedo: io che ci azzecco? Ho accettato perché me lo hanno chiesto con tanta affettuosa insistenza... Ma non sono un attore, non so recitare. Penso che sul set mi sarei comportato allo stesso modo, se anzichè fare la parte di un deputato un po' ambiguo mi avessero chiesto di interpretare un pescatore di tonno o un trafficante di droga! Dubito che farò altri film: è una fatica bestiale, un lavoro diverso » . Tornando alla tivù, nella prossima stagione, a Canale 5, avrai anche una prima serata. E se ne sa poco. « È presto per parlarne, ma una cosa è certa: sarà un'occasione per divertirci. Sì: voglia grande di proporre un po' di spasso e divertimento al mio pubblico. Come ho sempre cercato. Tutti dicono che sembro un ragazzino, in realtà sono 25 anni che faccio ' sto mestiere, molto più di quanto in tivù ci restò il signor " Culo di Pietra" » . E dai... « Lasciamo perdere, va'. Fatto sta che proprio non capisco ' sta ossessione di parlare tanto per parlare... Certo, anch'io lo sto facendo, ma per rispondere a critiche bizzarre. Invece, lo dico senza sarcasmo ma solo con stupore, vedo che tutti parlano... » . Tutti chi? « Apri i giornali. Pippo, Mara, Fiorello, Chiambretti, Costanzo... Amici, professionisti eccellenti. Ma mi colpisce la gravità, la solennità con cui si discute di questo nostro lavoro. Sembra che vogliano dire una parola definitiva, ogni volta. Ma che stiamo a ' fa? Mica stiamo a occuparci della mappatura del genoma o stiamo intervendo sul mondo come a Yalta! Stiamo a fare un po' di televisione per quei telespettatori che abbiano voglia di vederla: tutto qui. Perché non mettiamo da parte ' sti rancori, tutti ' sti drammi e non cerchiamo di star sereni, semplicemente? Diamoci una calmata, dai. Ci farà bene » .

6-6-06