Mettiamo che qualcuno, che porta il vostro
stesso nome, stia per spegnersi. Un po' per solidarietà, un
po' per l'impressione derivante dal nome uguale,
probabilmente chiunque avvertirebbe una piccola fitta al
cuore. Ecco: questo è successo a me, quando ho appreso che
Mister No, il popolare eroe del fumetto, sta per tirare le
cuoia. Non muore, no, ma le sue avventure e pubblicazioni
sono sospese, a partire dalla fine di quest'anno. A Mister
No ho dedicato, quattro anni fa, il titolo della rubrica che
da allora scrivo, da martedì a sabato, per Libero. Non
ricordo bene le ragioni della scelta. Un mix di varie
motivazioni. Mi piaceva l'idea, da trasferire nella mia
nota, di dire preferibilmente no anzichè sì, nella vita. E
mi piaceva il personaggio lanciato dal mitico Sergio Bonelli:
romantico, libertario, schierato dalla parte degli oppressi,
un po' pigro ma secondo occorrenze, anche molto attivo,
generoso, di spirito solitario. Mi seduceva che Mister No
fosse nato a metà degli anni Settanta, quando ero giovane
come il protagonista del fumetto e come lui ancora ricco di
energie, ma anche consapevole del "non senso" della vita,
con il sogno di sparire dal mondo cosiddetto civile per
rifugiarmi in luoghi più affascinanti e tranquilli. Lui,
Jerry Drake (il vero nome del Mister No del fumetto) il
coraggio per dire grazie e mai più rivederci l'ha avuto,
fino in fondo. Ex combattente della seconda guerra mondiale
e poi della guerra in Corea e disgustato da tante, troppe
orribili esperienze, si è rifugiato in Amazzonia,
illudendosi di trovarvi un paradiso terrestre. Tra conquiste
sentimentali, ubriacanti come le bevute al bar e varie
scazzottate, è pronto però - riluttante o no - a buttarsi in
nuove fantastiche avventure. E si guadagna da vivere, quel
poco che gli serve, pilotando uno sgangherato Piper, al
servizio di ignari, ambigui o temerari turisti. Ma ecco, più
o meno annunciato e prevedibile, il doloroso stop editoriale
- anche se non mancheranno recuperi e riprese, per volontà
non eludibile del popolo dei fans. Sopravviverà comunque lo
spirito del personaggio: la mancanza di soggezione verso il
potere e la voglia di battersi contro l'ingiustizia, per un
mondo migliore... Anche il Mister No della mia rubrica su
Libero, un giorno, finirà: troncato da quella inesorabile
sceneggiatrice della vita, a cui è impossibile, veramente e
per tutti, dir di no; o, più semplicemente, da una diversa
decisione di chi dirige questo giornale. E così spero,
salutando l'amico del fumetto, che in qualche lettore almeno
della mia rubrica possa restare un pizzico di nostalgia:
anche per la mia determinazione a dire di no, come Jerry
Drake, al rispetto di ipocrite regole, a futili ingiustizie
e intollerabili violenze.
Libero 31-12-2006